Domenica scorsa, con la pioggia che c’era, l’unica attrazione era il cinema delle 15.30 con Bibi e Dodo.
Siamo andati a vedere Wall-E, l’ultimo film di animazione della Pixar, e devo dire che era fatto bene: un buon equilibrio di grafica, ironia e citazioni. Un lavoro elegante! Come non immedesimarsi nelle scene di volo e danza nello spazio, sfiorando con le dita gli anelli di asteroidi di Saturno?
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Tingeltanz
Giovedì scorso siamo andati al teatro Miela, il teatro vicino casa a pochi passi a piedi, dove suona il nostro pianista delle nozze.
Appena siamo arrivati, abbiamo trovato a sorpresa i nostri amici.
C’era Miro, che di solito non frequenta questi posti sovversivi, trascinato da Francesca.
E c’era il nostro posto in prima fila sotto il palco; e quando si è fatto buio per l’inizio dello spettacolo, abbiamo visto una sagoma familiare avvicinarsi e sedersi accanto a noi… era Anna! Proprio qui! Che combinazione!!
Il programma prevedeva uno spettacolo nuovo, organizzato dal gruppo dei ragazzi che andiamo sempre a vedere nel loro Pupkin Kabarett: uno spettacolo dal nome difficilissimo, Tingeltanz.
Devo dire che, dopo anni che li seguiamo al Pupkin e li incontriamo in città in bici o al supermercato, questa volta si sono superati. Come dice il loro sito, “Tingeltanz” è un grottesco bizzarro cabaret (molto poco televisivo…) sugli anni vuoti in cui viviamo e sui paradossali personaggi che li animano. Un viaggio nell’assurdo dell’Italia di oggi, dove troverete: un naziskin gay e le sue disavventure da “diverso”, una lavoratrice zombie interinale, improbabili corpi para-militari inviati dal governo a presidiare i teatri, psicodrammi di coppia casalinghi… e così via.
A fine spettacolo, siamo andati a farci fare l’autografo da tutti quanti, se lo meritavano, anche Mizzi, “il George Clooney de Roian”, che stavolta ha deciso di non star più rigido e ha cominciato ad ancheggiare come Marco Paolini…
La seconda mostra di Rosa
Qualche giorno fa, abbiamo ricevuto l’invito per l’inaugurazione della nuova mostra di Rosa. Nonostante il poco preavviso, ci buttiamo, al salto. Uscita pomeridiana anticipata, biglietto del treno e bici. Arriviamo a Gorizia alla Biblioteca Comunale sotto una nebbia densa di goccerelline d’acqua, e scendiamo le scale verso il piano sotterraneo.
Entriamo così in un ambiente molto caratteristico. La biblioteca di Gorizia ha i soffitti a volta bassi, in pietra a vista; ha le teche in vetro con le cornici di legno, e Rosa ne ha usato gli spazi inserendo diari con disegni e installazioni create per l’occasione, secondo il filone dell’idea della sua mostra: il fidanzamento temporaneo e di finzione tra Rosa e l’attore Adrien Brody…
La sorpresa finale si raggiunge entrando nello spazio chiamato “la camera degli sposi”: si attraversa un’angusta apertura, ed eccoci a faccia a faccia con dei disegni giganti, troppo vicini perchè possano lasciare indifferenti, l’impatto è molto forte! Ritratti di Rosa e di Adrien si alternano, lei rappresentata in diversi momenti della vita mutevole, e lui sempre identico come un’icona mitica e di finzione…
Dopo l’inaugurazione siamo andati di nuovo sotto la pioggerellina in bici. Nel buio della strada, con le piccole luci da bici, abbiamo seguito Emilio fino alla casa di Alba, un’amica di Rosa che ha messo a disposizione la propria casa per il rinfresco dopo la mostra. Una casa all’insegna dell’arte! Quadri di amici e di artisti riconosciuti si alternavano alle pareti, tappezzandole in ogni angolo. Alba ci ha regalato dei ciuffi di piante aromatiche del suo giardino: menta, salvia, erba luigia, che ho ancora qui sul tavolo e che mi pungono il naso come fosse limone…
Mini vacanza sul Sile – parte 2
Domenica sera, dopo il mio arrivo in bici alla Rotonda di Badoere e alla ex chiesetta di Sant’Antonio, il buio è arrivato all’improvviso.
Carla, dopo aver aiutato a sistemare l’interno della chiesetta per l’evento della sera, mi ha portata a cena a casa sua. Non sapevo ancora quali prelibatezze mi aspettavano! Risotto di funghi raccolti da loro, coniglio di allevamento casalingo e ben quattro contorni dall’orto, due dessert e uno spaziale succo di melograno di cui parlerò ancora… E poi un maglione di lana in prestito, perchè avevo sottovalutato il fresco della sera. Cosa volere di più?
Dopo la cena luculliana, è il momento dell’evento del giorno. Arrivano le nove, siamo di nuovo all’ingresso della chiesetta, e molte persone si stanno avvicinando. Ho avuto l’onore di far da maschera, guidandoli all’ingresso, così ho potuto avere un ruolo attivo nell’evento!
Quella sera, infatti, si svolgeva il finissage, la festa di chiusura della rassegna Phada Murgania, che ormai da molti anni si svolge a Badoere con il contributo di Carla che mi ha invitata. Diversi tipi d’arte s’incontravano; in questo caso: pittura, scultura, musica e danza contemporanea. Grazie ad una ulteriore autorizzazione speciale da fotografa, mi sono intrufolata negli angoli privilegiati per guardare lo spettacolo da un altro punto di vista. Un momento magico per tutti: il volo delle foglie secche, tra i piedi della ballerina, che facevano vortici con la danza invece che con il vento. Splendida idea.
La serata avrebbe dovuto essere più lunga. A mezzanotte ormai superata, Carla mi spiegava nell’unica (e accogliente) osteria del paese, come una volta gli eventi culturali si svolgesserno al piano di sopra della osteria stessa, prima di poter usare la chiesetta sconsacrata. Era facile capirla. Anche io avrei voluto avere posti così sotto casa.
(continua…)
Humus Park
Sabato pomeriggio, giro treno bici a Pordenone. Ogni volta che ci vado, mi oriento nel centro storico ricordandomi degli stand di pordenonelegge.
Sono andata a vedere la mostra di foto e poesia “Confini e Frontiere” all’interno della rassegna Spilimbergo Fotografia, e poi ho visitato il Parco del Seminario, abbellito dall’esibizione di Land Art “Humus Park“.
Nel parco presso il fiume Noncello, si mimetizzavano le sculture realizzate in materiali naturali reperiti sul posto dagli artisti. Un piccolo esercito di scope danzanti mi catturava mentre io ci passavo in mezzo con la bici facendo cric-croc sull’erba tagliata!
L’angolo più bello del parco era quello nascoso presso un’ansa del fiume, reso magico dalla scultura italiana: un salice di fiori di legno a lungo stelo, cadente a tenda dai rami di un albero, che cantava con il rumore dell’acqua tra i sassi.
Villa Manin
Domenica scorsa siamo andati a vedere la mostra estiva di arte contemporanea God & Goods, Spiritualità e Confusione di Massa a Villa Manin. Molti degli eventi in archivio presso quella sede li abbiamo visti, e come le volte passate anche questa è stata interessante: almeno metà dei lavori ci portava qualche sorpresa.
Mi piace vedere che la fotografia è molto presente nell’arte contemporanea. Insieme alla rappresentazione della nostra società sotto diversi punti di vista.
Ci ha colpito il lavoro di Artur Zmijewski, “Them“. Un video in cui diverse squadre si esprimono in un gioco di ruolo che le vede impegnate nei loro credo più profondi: la squadra dei giovani polacchi nazionalisti, dei cattolici conservatori, dei socialisti pacifisti e dei filoisraeliani. E’ loro compito dipingere grandi poster che contengano i simboli del loro credo. Tali simboli vengono stampati su magliette che indosseranno, portando i colori della loro squadra. Ecco allora che le squadre ritornano sul luogo in cui ci sono i poster coi simboli dipinti da tutti, per commentare e rispondere agli stimoli degli altri. Li vediamo rivaleggiare in tentativi inizialmente creativi di ‘defacement’ (alterazione del messaggio della fazione opposta), sovrapponendo il proprio segno all’altrui, avvicinandosi poi alla rissa, alla distruzione, alla prevaricazione e incomunicabilità. Interessante l’accostamento delle sequenze presentate nel video, perchè permette di astrarre dal tipo di preferenza culturale, mostrando come è facile in generale, da qualunque punto di partenza, cadere nel rifiuto dell’altro.
In teoria, avrebbero potuto negoziare un accordo. Conoscete anche voi quei giochi proposti sotto forma di sfida, che sottendono la possibilità di un punto d’incontro amichevole, che però rimane facilmente nascosto dalla lotta fino al fallimento finale…
Donne e lavoro, ma non solo
Cito ora un estratto da un libro che mi ha regalato Clara: “La voie cruelle”.
1939, l’autrice Ella Maillart, ginevrina, tra le maggiori scrittrici viaggiatrici del Novecento, parte per l’Afghanistan con un’amica antropologa al volante di una Ford.
A pagina 22 del suo diario di viaggio scrive:
“Benchè semplice, la nostra cena sotto la tenda fu internazionale. I maccheroni venivano da Trieste, il burro da Treviso, nelle cui vie strette e ombrose non avevamo visto una sola donna, come d’altronde nei caffè… La segregazione femminile in Italia sembrava essere altrettanto rigida di quella di Kabul”
La situazione in Italia oggi, pure se mimetizzata, non è molto diversa. Siamo maglia nera dell’UE per bassa occupazione femminile. Sull’origine culturale della segregazione di genere nelle professioni, specialmente quelle tecnico-scientifiche, avrei molto da dire (a questo link è possibile scaricare una analisi sull’argomento “women in technology”).
Talvolta mi viene la tentazione di emigrare, e quando ne parlo ai miei amici scopro che anche loro hanno già pensato la stessa cosa. Per fortuna ci sono Marjane Satrapi e FikaSicula che mi ricordano come, ad emigrare, le radici smezzate ti restano di traverso nel gargaroz…
Recensione libri
Com’è andata la mostra
Per chi c’era e per chi non c’era…
Ecco qua un paio di scenette dall’inaugurazione della mostra fotografica di Paola ed Emilio.
Nel video potrete vedere la sequenza delle foto esposte, e la presentazione dell’evento da parte degli autori.
Grazie a tutti per essere venuti a trovarci!
La mostra fotografica è arrivata
Invito ufficiale!
Dopo lunga gestazione, ecco finalmente l’evento creativo del mese di febbraio: la mostra fotografica di Paola ed Emilio SGUARDI DA QUA!
Il progetto è nato la primavera scorsa, al ritorno della luce di stagione, con la scoperta di un nuovo soggetto pieno di meraviglie: la superficie del mare, liscia o increspata, e dotata di un suo punto di vista tutto speciale.
Una marcia in più è stata data dall’incontro con Emilio del luglio scorso, che ha arricchito l’idea in numerose puntate virtuali e artistiche.
Ed ora l’evento è pronto e, grazie al nostro ufficio stampa ca.fe.news, è già noto al mondo! (link 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12)
Dunque annunciamo:

Inaugurazione:
sabato 16 febbraio, ore 18:30, Atelier della casa
via Raffineria 4/C (presso piazza Garibaldi), Trieste.
Vi aspettiamo!!

































