Diciotto anni fa, durante i disegni

Oh, vedo tutto attraverso sabbia rossa e deserto
Ho sete, ho sete di te che non sei qui
Stella caduta dagli occhi,
Che voli sul mio deserto
Ho sete, le nuvole mi cadono dentro,
Cerchio che ha perso il suo centro,
Perché ha smarrito ogni senso
Oh, sabbia rossa e deserto

Lunga scala d’aria che sale dal deserto
Non c’è confine tra l’occhio dentro e l’occhio fuori
Morgana
Lenta processione all’alba nel deserto
Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo
Aspetto a parlare prima che l’illusione si sia mossa
Poi scopro il confine che dall’infinito vola dentro di me
Morgana

Ho sete significa che sono vivo
Che importa se l’ultimo o il primo
Il cuore vuol battere ancora, ancora
Oh, sabbia rossa e deserto
La sento negli occhi, in fondo ai miei occhi,
Salire dal mare passando dal cuore

(Litfiba, Terremoto)

petalo livido attento
venature sanguigne striature fuori tempo

Istantanee da un weekend tutto di corsa

Alla festa di Fra, le noci del giardino sono cadute in gran parte sull’erba. Se le apri, sono ancora morbide. Hanno quasi, quasi il gusto dell’inverno davanti al fuoco.

Al concerto dei Déjà, Serena chiude gli occhi quando canta, e immagina di avere un grande spazio sconfinato davanti a sè. E si fida.

Mentre suona Andrea, mi sembra di essere seduta più vicina, subito sotto il palco, stretta tra la gente che, come me, si lascia trasportare in un solo ritmo.

 I Deja al Biolab Tramonto al Biolab

La capacità di creare mondi

Il mercoledì quattordici luglio è una delle giornate più importanti dell’estate.
Per certi versi, è il coronamento del lavoro di oltre un anno.

E’ il giorno in cui i nostri amici Déjà presentano in anteprima il loro nuovo album, in una splendida performance dal vivo.
E’ il giorno in cui per la prima volta espongo i miei disegni in una mostra.
E’ il giorno in cui si riuniscono mamma, papà, Giordano, Luisa, Francesca, Marilena, Letizia, Carluca, e mi aiutano per costruire un allestimento aereo in cui, insieme a sasso e filo, vogliamo volare tra le fronde dell’albero pure noi.
E’ il giorno in cui Dado mi salva da un pasticcio tornando indietro a prendere una cosa per me, dopo che aveva già fatto quasi un’ora di strada…
Serena e Andrea uniscono sul palco e attorno a noi i cento gesti d’arte dei loro amici e dei nostri cari.

Nella performance di ieri, c’è una voce profonda che legge i testi delle canzoni.
C’è un passo di danza a piedi nudi tra i petali, c’è un disegno appeso che si confonde con un lenzuolo che non vuole scendere dal filo del bucato.
Quando Serena canta “Tu sei qui“, Andrea la sostiene e trasporta con potenza.
Quando ritorna “Meta“, uno dei loro primi pezzi, lo sentiamo trasformato in una forte versione live.
Quando ascolto per la millesima volta “Di te, dei no, non so“, che amo sempre come fosse la prima, sono di nuovo in piedi sull’orlo del Natisone, e il mondo presente scorre sicuro davanti a me.
lo spazio della riserva naturale esposizione disegni al concerto dei Déjà
andrea e serena al pomeriggio prima del concerto concerto dei Déjà, 14 luglio 2010

Conto alla rovescia….

Che bello, tra pochissimo ci sarà l’evento che attendevo da mesi! Non ce la facevo più a resistere senza la musica dal vivo dei miei amici!!!
Domani, mercoledì 14, all’Isola della Cona, arriveranno la mia mostra e il concerto dei Déjà, e tutti gli eventi a condimento indicati a questo link.

Serena dice bene sul suo blog: ci sarà un cocktail d’arte che che fa evadere le menti, l’immaginazione, il gioco, la riflessione… una serata intensa!

Ho fissato i disegni sui supporti rigidi.
Domani pomeriggio vado a preparare l’allestimento.
Sarà caldissimo.
Sarà una giornata lunga, molto lunga…

superdado carboncino
Elena laura

Mostra e concerto in arrivo!

Finalmente posso svelare una sorpresa che tenevo in serbo da moltri mesi!

Il prossimo 14 luglio ci sarà il concerto di presentazione del nuovo album dei nostri amici Déjà, all’Isola della Cona, all’interno di una ricca rassegna.

La notizia fantastica è che ho avuto l’onore di illustrare la copertina del loro nuovo cd con i miei disegni!

Queste opere sono rimaste finora inedite, e saranno per la prima volta esposte in occasione del loro concerto, insieme ad altri miei disegni che ho scelto tra quelli che per me contano di più…

Vi aspetto!!!

mostra di disegni e concerti

I Deja sono un duo formato dalla cantautrice Serena Finatti e dal chitarrista Andrea Varnier (Premio New Sounds of Acoustic Music 2005).

Insieme dal 2006, hanno pubblicato il loro primo album “Distratti dal vento” nel 2007, e nei due anni successivi hanno suonato moltissimi concerti in tutta Italia per promuoverlo, ricevendo ovunque ottimi riscontri.

Propongono i brani originali di Serena, un pop raffinato, dalle venature jazz, reso ancora più elegante e caratteristico dalla chitarra di Andrea.

Nel settembre del 2009 hanno vinto il primo premio all’Open Strings Festival, ad Osnabruck in Germania. Il secondo disco, che sarà prodotto da Peter Finger e pubblicato da Acoustic Music Records, uscirà nella seconda metà del 2010.

I grilli cantano, la sera della vigilia

Ieri sera ho incontrato i nostri amici Déjà, Andrea e Serena, a Monfalcone.
Ci siamo sentiti al telefono per un appuntamento volante, e abbiamo combinato.
Dovevo portare loro i miei ultimi disegni, e con questo completare una serie che avevo realizzato per loro in questi mesi.
Ovviamente questa vicenda nasconde tutta una sorpresa, che i lettori del nostro blog potranno tra non molto scoprire, e magari vedere e sentire dal vivo.

Serena mi chiedeva: “E’ vero quello che mi dicevi, cioè che ascoltando i nostri ultimi pezzi hai cambiato stile?“.
E’ così.
Ancora ricordo le emozioni della giornata in cui sono andata a sentire dal vivo i lavori inediti composti da loro. Un’anteprima che è stata innanzitutto un privilegio. Ma anche una esperienza emozionante molto particolare. Che ha attivato tutta una serie di idee, e di energia, che andavano travasate su carta.

I disegni nati dalla collaborazione con loro saranno presto visibili a tutti.
La musica dei Déjà sarà tra poco moltiplicata in nuove occasioni d’ascolto.
Rimango in trepidante attesa.

mi sento bene. E voi? grandi foglie nelle mani alla stazione di Monfalcone

Suoni, sapori, primavera

Sabato scorso abbiamo invitato i nostri amici Déjà da noi.

Era solo la seconda volta che visitavano la nostra casa nuova, dopo una prima tappa veloce… che si era svolta al buio.
“Si possono fare grandi scherzi con la cabina armadio”, ha detto Andrea, quando ha visto la camera ad essa dedicata, “ci puoi nascondere un’intera orchestra klezmer dentro!”
Ci hanno portato in regalo una piantina di menta: era la prima piantina che faceva ingresso nella casa nuova, ed ora,  dando seguito ad una storia iniziata molto tempo fa, poteva essere accompagnata al suo vaso!

Il pomeriggio l’abbiamo passato allo stagno di Villa Giulia.
Non sapevo come l’avrei trovato in questa stagione, e per fortuna era pieno di segni di rinnovamento. Alberi in fiore, girini e rane nascoste sotto i sassi, tritoni dalle creste rosse e gerridi scattanti sul pelo dell’acqua.
I biscotti fatti da Serena, con pezzetti di mandorla e scorza di limone, si intonavano perfettamente col suono tranquillo del ruscello in sottofondo.

i Déjà con la piantina di menta mmmh, buono questo biscotto! biscotti cicciotti petali ed erbe
il verde rinnovato fiori rosa che devo ancora identificare lo stagno in fioritura vegetale il tritone ancora piccolino
Andrea, Dado e Serena momento di relax girini primaverili le bollicine con le uova di rana

La sera abbiamo buttato una pasta per tutti, sugo al pomodoro preparato dal Dado.
Parlare di musica con i nostri amici artisti non è come farlo con chiunque altro. I dettagli tecnici emergono a spiegazione; gli autori e le voci che a loro piacciono non risultano certo casuali.

Soundtrack:
Noa, Mishaela, Blue touches blue
Pierre Bensusan, Wu Wei, La femme chambree

Pan per focaccia

Domenica scorsa sono stata a casa dei nostri amici Déjà, era Pasqua, ed è stata una giornata che non dimenticherò.
Ho avuto il privilegio di ascoltare in anteprima buona parte della loro musica composta l’ultimo anno. E’ ancora inedita, e io faccio fatica ad attenderne la pubblicazione.

Guardandoli, ho avuto l’impressione di vedere delle parti di me dal di fuori. Sia in alcuni gesti di Andrea, che di Serena, devo dire.
Oltre a non potere, sono anche sicura di non volere che questi istanti escano dalla mia memoria. Perchè mi permettono di capire.
Di capire come le cose belle siano a portata di mano.

quante volte ho chiesto questo infuso? Andrea in attesa Serena che annaffia Pan per focaccia

La capacità trasformatrice della musica

Stamattina scendo dall’autobus, e mi avvio verso la fabbrica come sempre.
Per quei pochi metri di strada, tengo alto il volume dell’i.pod.
Il vialetto d’ingresso è immerso nel verde, la stagione che cambia rischiara le colline.
La musica parla di mare, invece: ascolto i Déjà. La brezza mi scuote i capelli, e mi sembra di vedermi da fuori.
Canto Conchiglia sottovoce: allargo le braccia, sono distratta dal vento tra le dita. Vedo la spiaggia attorno al me, la natura si trasforma. Sono in due luoghi in uno, e lo spazio imponente mi circonda.