Com’è andata

Lo scorso venerdì, come anticipato, ho preso parte ad una tavola rotonda sul tema “Elogio dell’ascolto e dell’autocritica”, promossa da Edi Kanzian.
Lo spazio era informale e raccolto, si trattava della sala colazioni dell’hotel Joyce che, come mi hanno detto alla reception dell’adiacente hotel Urban, viene spesso messa a disposizione del professor Kanzian per le sue iniziative. Piccola com’era, l’avevamo riempita subito, con una manciata di amici e parenti chiamati per l’occasione…

I partecipanti invitati a parlare erano otto, ben di più di quelli anticipati nella prima lettera: evidentemente Edi aveva tentato l’overbooking. Il tema principale alla fine è stato quello dell’ascolto, che a quanto pare piaceva di più a tutti quanti. E devo dire che mi sono appassionata anche io ai discorsi che mi hanno preceduto, e vi ho trovato numerosi spunti correlati a quello che conoscevo sull’argomento.

il suono della fisarmonica di Fabio Zeno e giappone

Giulio Pituzzi, laureato in antropologia, ci ha parlato dell’utilizzo dell’ascolto nella relazione di aiuto, come quando si traveste da clown per i bambini ammalati.
Henri Dissake, batterista proveniente dal Camerun, è partito dalla teoria dell’informazione di Shannon, ricordando come l’ascolto preveda un feedback, un ritorno inviato alla sorgente che emette l’informazione: il musicista che suona dal vivo riceve sempre un riscontro dal pubblico; però oggi ci siamo abituati alla strana condizione di chi ascolta un cd e non può interagire in tempo reale con l’autore della musica…
Ennio Urini, psicologo, ha sfidato il pubblico con aforismi paradossali e complessi citati dal pensiero di Lacan, attirandosi non pochi rimbrotti (per darvi un’idea, Lacan è uno che dice cose come: “Dio è morto, e non lo sa…”).
Anna Piccioni, docente di italiano, si è contrapposta sottolineando l’importanza del linguaggio chiaro, come quello che lei deve utilizzare per farsi ascoltare e capire dagli studenti.
Tetsutata Suzuki ci ha raccontato come un collegamento di eventi lo ha portato dal Giappone a Trieste per gli studi di sociologia. Ha portato l’ultima pagina della coscienza di Zeno, che gli era stata consigliata da Edi in un incontro al tergesteo, e l’ha distribuita a tutti i presenti corredata di note ed ideogrammi.

Fabio Zoratti, musicista di strada, ci ha deliziati con due pezzi di fisarmonica, e con alcuni interventi chiarificatori. “Ghandi di lunedì non parlava”, ha citato, osservando che quando ci si mette nella disposizione d’ascolto di chi sa che non parlerà, sarà più facile ascoltare, perchè la mente non sarà distratta dall’impazienza di chi si preparara al proprio turno di parola.
Emiliano Bazzanella, che ha parlato per primo, ha presentato il pensiero filosofico del periodo in cui si cominciava a parlare dell’ascolto. Dapprima l’attenzione era concentrata sulle proprietà della vista (e della azione “attiva” del chiarificare e del mettere in luce, secondo la “fotologia”), e solo in seguito è subentrato il filone sull’ascolto, visto come un momento passivo, di ricezione aperta.
Per contrapposizione con la passività, è invece tornato in più occasioni il tema dell’ascolto attivo, quello che non solo interagisce con l’interlocutore, ma anche lo influenza, in modo potente. Questa era una parte che avevo descritto io, memore del corso di “ascolto” che avevo frequentato l’anno scorso. Comunque ho presentato anche un aneddoto da ingegnere: un paio di settimane fa sono stata invitata ad ascoltare il suono del motore dell’ape di papà, motore che purtroppo faceva rumori strani, che poi si sono rivelati essere dovuti ad un grippaggio del perno di testa biella… come consolazione, ho chiesto al meccanico di mettermi da parte la biella per ricordo…

E’ uscito un nuovo libro

E’ uscito il nuovo libro del papi!
Gli amici e gli ammiratori che hanno apprezzato il suo primo lavoro potranno riceverne una copia: basta chiederla!
Io ho avuto l’onore di realizzare la copertina.
Ecco un estratto in anteprima:

Praticare il nuoto mattutino quasi trenta giorni su trenta ti porta ad un’abitudine mentale che con il passare del tempo va oltre l’aspetto salutare dello sport che fa bene, diventa una necessità senza la quale la giornata non inizia con il piede giusto.
Le vicende narrate cominciano da lontano: da quand’ero ragazzetto e non frequentavo ancora gli stabilimenti balneari, per proseguire con il periodo scolastico, le compagnie di amici e le esperienze di gioco e divertimento che il mare di Trieste offriva, le vacanze in Istria, il servizio militare in Marina, e poi il lavoro, la famiglia e la nascita delle figlie, per arrivare così al periodo più recente degli ultimi dieci anni dove questo percorso, che dura tuttora, è diventato un’abitudine giornaliera costante che fa vedere ormai il mondo che ci circonda attraverso gli occhialini per il nuoto…

minima natatoria

Il ritorno della castagnata!!

Amici ed amiche di Davidaola, nuntio vobis gaudio magno… habemus CASTAGNATA!!!
A tutti gli amici che, per il terzo anno, hanno voglia di venire a mangiare le castagne da noi, accompagnate dalla ribolla e da dolci vari, apriamo le porte di casa Davidaola i prossimi sabato 11 e domenica 12 ottobre dalle ore 16 in poi!

La mitica due-giorni vi attende, passate quando volete, portate gli amici e gli sbecolezi di cui non potete fare a meno.
Non mancate!!!

06-10-21_00-les-chataignes castagnataPsych-60

I numeri dell’altr’anno:
– 7 chili di castagne arrostite
– 7 litri di ribolla gialla
– 6 bottiglie di ramandolo
– 38 persone attorno ad un tavolo da 8 (non contemporaneamente…)
– 52 apparizioni degli UFO
– due giornate non-stop
– link alle recensioni delle precedenti edizioni: pag1, pag2, pag3

I situazionisti triestini

speciadi

Bongiorno! Come xè?
Qualchedun de voi ga mai sentido parlar de quei muli triestini che se porta drio i speci?
Savemo tuti che giovini e veci ghe piasi andar a bever un sluc al cafè de speci.
Ma no stemo parlando de quel! Sì, si, so che no xè facile capir con cussì poco, però xè una roba divertente… Bon, bon.
Alora, scuminziemo da l’inizio…

Lo scorso aprile, più de dozento muloni e mulone se ga trovado in piaza Unità, e se ga iazà per cinque minuti davanti a tuti… Cossa, no ve ricordè? Guardè el video qua soto per capir cossa i gaveva combinado…

Sul Meridiano iera scrito tuto, i gà mostrà anca le nostre foto:
frozen meridiano Frozen Zeno

Questa roba xè stada registrada ne la mappa dei eventi frozen nel mondo: gavemo fato parte de una clapa de mularia totale globale, tuti ciapadi co ‘sta “Public Art” e improvisazion!

Me ricordo ancora de quando Euro el me ga dito: “tra un anno lo femo de novo!” (e mi go pensado: prima no?). Beh, cossa volè… Xè za ora de prepararse! La mularia triestina no vol ‘spetar cussì tanto: i se sta za movendo de novo! Con un novo tipo de evento che… no ve volemo ancora rivelar! L’idea ve piasi? Volè dar una man anche voi? Alora, scrivè ad Euro: e.baret@idros-ts.com e… boni speci!!!

Critical mass

Oggi, ore 18:30, ritrovo di tutte le bici in piazza Oberdan per un evento critical mass.
Parte il corteo dei ciclisti che intasa le vie del centro.
Mentre pedalavamo, abbiamo potuto dire agli autisti che si lamentavano: “noi non rallentiamo il traffico: noi siamo il traffico!!!”
Special thanks to: ulisse fiab TS.

IMG_1450 IMG_1451 IMG_1462 piazza unita

Frozen-iazadi

Sabato 12 aprile si è svolto, a Trieste, il primo evento situazionista ‘FROZEN-IAZADI’.
200 attori iscritti sul web, 9 addetti alle riprese e logistica, 3 tv locali 1 quotidiano e 1 settimanale informati sull’evento, 246 mail ricevute e 299 e-mail inviate dagli organizzatori, 6 siti Internet che promuovevano l’evento, 50 giorni di preparazione.
Tra poco arriverà il video, e sapremo com’è andata…

gadget-adesivo frozen-dove? Iazadi 1 Iazadi 3
Iazadi 4 Iazadi 7 Iazadi 9 Iazadi 11
Iazadi 6 capo di piazza guendal che mesce iazadiiiii!

Recensione del primo FROZEN in Trieste.

Ore 16:00, in una giornata con previsione di forte pioggia, si aprono i primi sprazzi di sole, e la città si riversa in piazza Unità.

Ore 17:10, si forma un capannello in piazza Verdi: i partecipanti in missione segreta confermano l’iscrizione all’evento , e ritirano gli adesivi ricordo.
La fila per ritrovarsi nelle liste dei pre-iscritti si allunga. Oltre duecento persone hanno raccolto l’invito tramite una mailing list. Incontro a sorpresa tra vecchi amici: “anche tu qui al frozen?” “ah, sì, certo, quando c’è da fare cose pazze, ci sono anche io!!”

Ore 17:40, Euro prende il megafono e spiega: “tra poco andremo tutti in Capo di Piazza, mi raccomando, prendete posizione uno alla volta senza dare nell’occhio, e poi alla fine dell’evento spariremo tutti senza lasciare tracce”.
L’area di fronte al Verdi è gremita: come faremo a starci tutti nel collo di bottiglia del passaggio presso piazza Unità?
Alcuni riprovano la loro scenetta in un angolo, arricchendola di particolari.

Ore 17:50, la folla in capo di piazza comincia a farsi fitta, per l’arrivo di una serie di attori improvvisati in incognito che prendono posizione…

Ore 18:00 BEEEEP!!!, un improvviso rumore di tromba congela tutti (con un sussulto…). Cosa è successo? Duecento persone si sono congelate… iazade!!!
I passanti che sono rimasti imprigionati nella scena cercano di farsi strada, controllano…
Alcuni arrivano e devono passare: “scusi, permesso?”, ma niente si scosta…
C’è chi si ferma a sua volta per guardare, attende curioso e aumenta l’intasamento, eppure nulla si muove…

Tra i commenti registrati tra la folla:

– è bello da vedere…

– mamma, mamma, stanno tutti fermi!
– sta bon, picio, ara che el signor fa la foto, sta fermo anche ti!

– mi faccia vedere…
– se deve passare vada di là, io resto qua che voglio capire che succede…

– questa roba non l’ho mai vista

– ma… tutta ‘sta gente xè qua perchè passa la Gerini?
– sì si, la passa ‘desso, la resti qua, che xè una bela baba!

Ore 18:03: BEEEEP!!! Scongelamento istantaneo, tutti si riattivano e si spostano, mentre qualcuno scoppia a ridere, arrivano alcuni applausi a scena aperta…

Ore 18:20: sulla cima del molo audace, ancora una volta, non ci si muove più. Gli improvvisati attori sono di nuovo in fila, per celebrare l’evento, riempire i bicchieri con Guendal e brindare in coro al grido di…: ‘iazaaadi’!!!

(Anche qui ci sono persone ignare che restano intrappolate: ‘cossa se festeggia? posso bever un bicer anca mi?’…)