La capacità di creare mondi

Il mercoledì quattordici luglio è una delle giornate più importanti dell’estate.
Per certi versi, è il coronamento del lavoro di oltre un anno.

E’ il giorno in cui i nostri amici Déjà presentano in anteprima il loro nuovo album, in una splendida performance dal vivo.
E’ il giorno in cui per la prima volta espongo i miei disegni in una mostra.
E’ il giorno in cui si riuniscono mamma, papà, Giordano, Luisa, Francesca, Marilena, Letizia, Carluca, e mi aiutano per costruire un allestimento aereo in cui, insieme a sasso e filo, vogliamo volare tra le fronde dell’albero pure noi.
E’ il giorno in cui Dado mi salva da un pasticcio tornando indietro a prendere una cosa per me, dopo che aveva già fatto quasi un’ora di strada…
Serena e Andrea uniscono sul palco e attorno a noi i cento gesti d’arte dei loro amici e dei nostri cari.

Nella performance di ieri, c’è una voce profonda che legge i testi delle canzoni.
C’è un passo di danza a piedi nudi tra i petali, c’è un disegno appeso che si confonde con un lenzuolo che non vuole scendere dal filo del bucato.
Quando Serena canta “Tu sei qui“, Andrea la sostiene e trasporta con potenza.
Quando ritorna “Meta“, uno dei loro primi pezzi, lo sentiamo trasformato in una forte versione live.
Quando ascolto per la millesima volta “Di te, dei no, non so“, che amo sempre come fosse la prima, sono di nuovo in piedi sull’orlo del Natisone, e il mondo presente scorre sicuro davanti a me.
lo spazio della riserva naturale esposizione disegni al concerto dei Déjà
andrea e serena al pomeriggio prima del concerto concerto dei Déjà, 14 luglio 2010

Appunti dalla festa di F&F: 50 anni di amicizia

“Eccone qua! Semo sempre noi, F&F! Gavevimo 50 ani de meno; tanti cavei in più, qualche chilo de meno, ma el morbìn e la nostra amicizia xè rimasti sempre quei de una volta!”

franco e francesco

FRANCO & FRANCESCO

Negli anni ’60 frequentano l’istituto tecnico A. Volta per perito elettrotecnico. Dopo scuola vanno spesso a fare delle partite a carambola nella sala giochi De Agostini. E di sera, interminabili partite di ping-pong.

Durante l’estate, per racimolare qualche soldo, lavorano assieme per la ditta di impianti elettrici del papà di Franco.

Arriva anche il diploma di perito elettrotecnico, e per festeggiare ci pensano i parenti di Francesco ad Azzano X, sacrificando un vitello per una cena con più di dieci portate…

Nell’estate del ’64 si concedono una bella vacanza di un mese a Cherso con una tenda prestata da un amico. E di sera: “Jedan ples molim?”

Il servizio militare in marina viene fatto insieme all’accademia navale di Livorno, che li vede protagonisti di un exploit sportivo di rilievo per ottenere un permesso di uscita straordinario: sono tra i pochi ad effettuare l’intero percorso della piscina sott’acqua.

Dopo il servizio militare Franco inizia il lavoro da programmatore, mentre Francesco si laurea in ingegneria, e nel frattempo trascorrono molte serate a giocare a poker con gli amici di sempre.

Anche Francesco intraprende il lavoro che lo porterà lontano da Trieste, per ritornarvi appena negli anni Ottanta.

Si ritrovano e riprendono assieme l’attività sportiva: qualche corsa sull’altopiano, uscite in bicicletta e di nuovo qualche partita a carambola serale.

Oggi l’attività sportiva di Franco è concentrata nelle nuotate in piscina mattutine, mentre Francesco dedica più tempo allo sport dividendosi tra sci alpinismo, mountain bike e, ultima passione, motocross.

Sono passati gli anni, ma rimane inalterata la voglia di divertirsi, tra sport e amici, e ogni occasione è buona per trascorrere una serata in Osmiza. Stavolta però la “frasca” l’abbiamo preparata noi!

(testo e aneddoti by papi)

la torta di Giusy F&F all'accensione del fuoco gli esperti delle libagioni il cartellone dell'amicizia
ospiti in giardino Tutto il giorno a grigliar verdure... pan e cotto caldo una calda serata all'aperto

Mostra e concerto in arrivo!

Finalmente posso svelare una sorpresa che tenevo in serbo da moltri mesi!

Il prossimo 14 luglio ci sarà il concerto di presentazione del nuovo album dei nostri amici Déjà, all’Isola della Cona, all’interno di una ricca rassegna.

La notizia fantastica è che ho avuto l’onore di illustrare la copertina del loro nuovo cd con i miei disegni!

Queste opere sono rimaste finora inedite, e saranno per la prima volta esposte in occasione del loro concerto, insieme ad altri miei disegni che ho scelto tra quelli che per me contano di più…

Vi aspetto!!!

mostra di disegni e concerti

I Deja sono un duo formato dalla cantautrice Serena Finatti e dal chitarrista Andrea Varnier (Premio New Sounds of Acoustic Music 2005).

Insieme dal 2006, hanno pubblicato il loro primo album “Distratti dal vento” nel 2007, e nei due anni successivi hanno suonato moltissimi concerti in tutta Italia per promuoverlo, ricevendo ovunque ottimi riscontri.

Propongono i brani originali di Serena, un pop raffinato, dalle venature jazz, reso ancora più elegante e caratteristico dalla chitarra di Andrea.

Nel settembre del 2009 hanno vinto il primo premio all’Open Strings Festival, ad Osnabruck in Germania. Il secondo disco, che sarà prodotto da Peter Finger e pubblicato da Acoustic Music Records, uscirà nella seconda metà del 2010.

Ehl giornata 2

Scrivo mentre aspetto i pannenkoeken ( aka crêpes, palačinke o “amblets” come le chiama mamma) che ho ordinato. Sembra che dopo le 17 nessun ristorante le faccia più. Questo perché sti olandesi hanno una strana concezione del mangiare. O perlomeno i ristoranti servono la mattina grossa colazione, a pranzo panini, pomeriggio pannenkoeken e cioccolata calda e dopo le cinque piattoni onnicomprensivi, con carne o pesce, salse varie, talvolta riso, sicuramente verdure. E le immancabili patate fritte tagliate grosse.
Fatto sta che se arrivi alle 1701 non puoi più ordinare niente dal menu pomeridiano o di pranzo e io che arrivo dopo le 19 in ristorante non trovo quello che cerco. Ma alla fine in una birreria sono riuscito ad averli alle 20! Adesso mangio.

La musica come al solito è tremenda. Siamo passati agli anni 90, alè…
What is love? ?
Gipsy rhythm – raul orellana and jocelyn brown
Chaka Khan – i feel for you
Addendum: le amblets prosciutto e formaggio erano ottime. A 4 euro. Succo di mela 2 euro. Risultato: torno anche domani!

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Addendum di Paola:
Ieri Dado mi ha scritto:
“Ho appena visto un gol da dietro la porta. E’ questo il bello! Vedere da vicino un ottimo hockey!”

Ed ecco i video:

httpv://www.youtube.com/watch?v=Cd9wg-BEuEI

httpv://www.youtube.com/watch?v=tvumwQCd4FA

httpv://www.youtube.com/watch?v=81QDKnV36TE

Ehl giornata 1

Sono appena uscito da una doccia bollente e prolungata che mi ha ridato la vita dopo un’intera giornata all’aperto nella ventosa e per fortuna non piovosa Rotterdam.
Stamattina presto siamo usciti per andare al campo, circa mezz’ora di tram e poi dieci minuti a piedi. E ovviamente siamo arrivati tardi.
“Tanto è solo il Beeston…” dicevano miei amici inglesi del Reading 🙂
La seconda partita era proprio del Reading e quindi ho fatto parte del Blue Army, i loro tifosi. Con tamburi, trombette, magliette e parrucche azzurre. Molto divertenti!
La partita è andata male come a tutte le inglesi.
Altri incontri interessanti sono stati: Edi, del Rotterdam, che fa da organizzatore ospite per il Köln. Mi ha detto che per ogni giornata hanno venduto circa 1500 biglietti. Ma se le squadre olandesi passano il primo turno, il tutto esaurito -4000 posti – è garantito.
Poi Tom, manager di una scuola Sudafricana in tour nell’altro emisfero: sono stati una settimana in Egitto e adesso una in Olanda, visitando le città e giocando contro le squadre locali.
Avevano una trentina abbondante di ragazze impegnate su due campi in contemporanea alle partite dell’Ehl.
Giusto per farsi un’idea, anche se interesserà pochi, il club di Rotterdam ha tre campi ad acqua nuovissimi (il meglio per l’hockey) e quattro a sabbia. E stanno acquisendo i terreni circostanti perché non bastano…
A fine giornata ho sentito in mezzo alla folla due voci italiane. Ho quindi conosciuto Simone e Paolo di Torino. Paolo gioca col Bra ed è stato eliminato con la sua squadra nella fase precedente.
Adesso sono al bar dell’ostello, ho fame ma non ho voglia di uscire a riprendere freddo per trovare un ristorante economico… E aggiorno il blog
— addendum
Rif. domanda di ieri: Credo di aver capito dove trovano le hostess belle. In Olanda, obviously… La media è piuttosto alta…
E a proposito di gente alta: la squadra del Köln. Il più piccolo avrà un metro e novanta… Questo spiega alcune cose, ma non tutte…

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Addendum by Paola
Dado mi ha mandato questo messaggio:
“Aggiungi playlist: Police, So lonely; Eurithmics, Sweet dreams; e una che sia rickrolled…”
Eccole!

httpv://www.youtube.com/watch?v=fQ1sTL_TYUM

httpv://www.youtube.com/watch?v=rJE_Sc1Wags

httpv://www.youtube.com/watch?v=3HrSN7176XI

Segnalazione evento

Il prossimo venerdì, tra una settimana, sono stata invitata a parlare ad una tavola rotonda organizzata da Edi Kanzian.
E’ la seconda volta che mi invita, e dal momento che sono rimasta entusiasta della prima, non posso più mancare!
Edi conosce molte persone, le più diverse ed incredibili. Il solo fatto di sentire i contributi degli altri invitati, tipicamente della più varia provenienza ed estrazione culturale, mi basta come motivo per andare.

Il tema di stavolta (“Il cellulare”) è un argomento su cui non ho particolari accanimenti od esperienze, ma in fondo permette abbastanza di spaziare.
Ecco quindi che giro l’invito anche a voi: per chi vuol venire ad ascoltare, la chiacchierata si svolgerà venerdì 12/2 alle 18; il Joyce Hotel si trova in via dei Cavazzeni, che è una salitina nascosta presso la piazza pedonale di Cavana.
L’unica cosa, vi devo avvisare: vi può capitare di dover stare a sentire il filosofo logorroico così come il musicista cosmopolita. E chissà la mia presenza in quale strana categoria andrebbe classificata!!!

Invito spedito a mezzo posta Articolo di Edi Kanzian

HSH Chapter6 – arrivano i padroni di casa!

Venerdì mattina abbiamo finalmente ricevuto le chiavi della nostra futura casa.
Siamo subito andati a controllare se il mazzo di ben nove chiavi corrispondeva alle serrature dell’appartamento. Le serrature conosciute erano due, e quindi sembrava ci fossero chiavi in sovrappiù.
Dopo aver identificato la chiave del portone d’ingresso, ci siamo accorti che le altre otto erano in realtà quattro copie della stessa coppia, quella necessaria per aprire la porta al piano. Quindi non ci sono otto “porte misteriose” a casa. Per stavolta non abbiamo trovato ulteriori tesori nascosti, anche se la “botola” nel parquet ci ha lasciato il tarlo del dubbio.

Molti lavori di ristrutturazione ci attendono, e grazie all’utile regalo di Carluca (il secchio deli attrezzi), abbiamo dato subito il colpo d’inizio. Mazzetta e scalpello hanno superato il primo collaudo. Poi con le cazzuole abbiamo sollevato lo strato di linoleum del pavimento del corridoio, scoprendo delle belle piastrelle sale e pepe rosso e arancio.

Nei prossimi giorni ci occuperemo dell’allacciamento degli impianti di luce e acqua, e appena possibile, del brindisi inaugurale. Evviva, si comincia!!!

apertura ufficiale le chiavi della porta cucù! le finestre del soggiorno
il secchio degli attrrezzi il primo colpo di mazzetta il primo quadro appeso la cucina da rifare
apriamo le finestre sotto il linoleum del corridoio le piastrelle sale e pepe nascoste il cucherle
piastrelle sale e pepe della camera la "botola" nel pavimento del soggiorno il tarlo del dubbio home sweet home

Le recensioni ufficiali di davidaola

Di recente Dado è entrato a far parte della redazione del giornale on-line bora.la, producendo articoli che sono tra i più visitati di tutto il sito.

Anche io ora ne ho scritto uno, su un tema a me caro, ovvero le questioni femminili. Questo, perchè sono stata invitata a contribuire con un breve discorso ad una tavola rotonda, e già l’elenco delle altre illustri partecipanti era motivo sufficiente di entusiasmo. Potete immaginare come sono stata contenta quando mi è stato detto: “Sono una tua fan”, da una delle brillanti signore di cui io stessa sono ammiratrice a mia volta.

Di seguito riporto il testo integrale dell’articolo.

locandina evento

Riunito il primo Consiglio delle Donne di Trieste

Sabato 12 dicembre si è riunito il primo Consiglio delle Donne di Trieste, presentando importanti contributi di Poropat, Blazina, Serracchiani, Pedicchio, Richter, Carignani e molte altre donne che ricoprono posizioni di rilievo sul territorio. Erano attese anche l’assessore Rosolen e Margherita Hack. Quest’ultima ha inviato un saluto, essendo all’estero per un’iniziativa scientifica inderogabile.
Il convegno è stato organizzato dal Forum delle Donne di Trieste, nato nel 2006, durante le campagne elettorali comunali e provinciali. Costituendosi come organizzazione trasversale di donne provenienti da tutti i partiti, ha promosso numerose iniziative, tra cui l’adesione alla campagna “50 e 50″ lanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane) per un’equa rappresentanza delle donne in Parlamento; l’istituzione di incontri con forze politiche, e la presentazione delle candidate di tutte le liste.

Sabato mattina dunque, nella sala conferenze del Grand’Hotel Duchi d’Aosta, i lavori sono stati aperti da Ester Pacor, presidente del Forum, affiancata da Luisa Fazzini e Ilde Poggi. Scopo della tavola rotonda era l’individuazione delle linee guida principali da seguire nel corso dell’anno successivo da parte del Consiglio delle Donne di Trieste, interessate a promuovere i temi del femminile sul territorio.
Dagli oltre quindici interventi, sono emerse distintamente le problematiche dell’integrazione e del lavoro, oltre a quelle della conciliazione e dei servizi, dell’urbanistica (sottolineata dalla consigliera comunale Bruna Tam), dell’ambiente, e della cultura sulle questioni di genere.

Vediamo dunque alcuni dei contributi proposti.
Cristina Pedicchio, presidente del centro di Biomedicina Molecolare, ha animato la discussione ricordando come, a seguito di un questionario presso i dipendenti di Area Science Park, era emersa netta la richiesta dell’asilo nido aziendale, servizio oggi reclamato anche dai nonni e dalle nonne, ancora presenti ed attive nel mondo del lavoro. Ripercorrendo l’iter di realizzazione della struttura nido, ha citato le numerose volte (ben cinque) in cui il progetto era stato presentato prima del suo accoglimento, e la resistenza incontrata per il suo finanziamento.
Maria Stella Malafronte, vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti FVG, ha raccontato appassionatamente quante giovani donne escano con voti brillanti dalle scuole di giornalismo in Italia, incontrando però poi grosse difficoltà ad accedere ad incarichi di responsabilità nel settore (tra i quotidiani nazionali troviamo una sola donna che ricopre il ruolo di direttrice).
Carla Mocavero, scrittrice, ha menzionato gli illustri nomi della scrittura a Trieste: Svevo, Saba, Joyce, che possono essere affiancati da molti altri nomi portatori di diversità culturale. “L’identità di Trieste come città della scrittura ha già basi evidenti; e queste basi, ora, le dobbiamo arricchire”.
Debora Serracchiani, arrivata verso la fine, ha partecipato portando ad esempio gli strumenti incontrati presso il Parlamento Europeo. Ha segnalato una iniziativa adatta ad essere ripetuta a Trieste, e che finora ha avuto attuazionea Milano. Una tavola rotonda sul tema delle migranti, per lo studio del fenomeno e per proposte concrete. Ha osservato come l’immigrazione femminile avvenga per diverse motivazioni: donne al seguito del marito per ricongiungimento famigliare, migranti autonome alla ricerca del lavoro, e molte altre tipologie. Di quali strumenti di supporto si possono avvalere queste figure femminili? Non ce ne sono di diversi a seconda del tipo di migrazione, è presente un unico “calderone” in cui vengono catalogati anche gli uomini, senza che sia reso possibilile distinguere tra le necessità espresse da ciascun gruppo.
In chiusura, la presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat ha espresso con forza il valore della competenza. “Prima di poter scegliere candidature al femminile per la politica”, ha dichiarato, “si devono dare alle donne degli strumenti di formazione adeguati. La politica è un settore che richiede delle competenze specifiche, per cui le candidature devono essere scelte a seguito di un solido iter formativo”.
Chiude il convegno Ester Pacor con un augurio, ovvero quello di poter passare il testimone dell’impegno per i diritti delle donne alle giovani generazioni.

Personalmente ho trovato l’iniziativa molto interessante. Innanzitutto mi ha dato l’opportunità di parlare allo stesso tavolo di illustri rappresentanti del mondo femminile cittadino. Presentandomi come “probabilmente la più giovane”, pur se con un’esperienza professionale di dieci anni, da ingegnere e poi manager, ho potuto dare un esempio della mia generazione. Ho confermato come ancora oggi la segregazione professionale femminile nasca già al momento delle scelte formative, per motivi culturali. Le statistiche Almalaurea mostrano chiaramente quanto le ragazze scelgano di costruire il proprio futuro ispirandosi ancora ad identità stereotipate.
Inoltre già l’evento in sè ha potuto offrire delle risposte alla problematica culturale del dibattito sulle questioni di genere. Quante delle donne presenti in sala avrebbero potuto costutire degno modello di riferimento per le nuove generazioni? Molte, se non tutte.
Ad esempio, ho apprezzato molto l’intervento di Etta Carignani, già presidente nazionale Associazione Donne Imprenditrici e Direttrici d’Azienza. La Carignani è intervenuta con un commento, con cui ha voluto condividere la propria esperienza di impegno per la promozione dell’impresa al femminile. Il suo attuale incarico di segretario generale FCEM (donne direttrici d’impresa nel mondo) l’ha portata a conoscere in prima persona le capacità delle donne sullo scenario internazionale. Ha sperimentato gli effetti del “digital divide” presente nei paesi in via di sviluppo, i problemi di conoscenza della lingua in nazioni pur tecnologicamente avanzate come la Corea, e le difficoltà incontrate sui diversi processi produttivi (come la realizzazione del sapone nei villaggi africani, che per motivi di temperature non potevano adottare il processo standard). Nelle sue parole (come in quelle di molte delle altre oratrici) era ben visibile il tipico esempio di modello professionale positivo: “Grazie alla mia attività”, affermava Etta, “ho avuto l’opportunità di rileggere il libro della storia attraverso le vicende delle donne dei vari paesi”.

Ilde Poggi, vicepresidente del Forum, dopo la chiusura, mi ha confermato il suo apprezzamento per questo evento. “Lo considero un punto di riferimento per idee ed opinioni. Spero che sia l’inizio di una serie di incontri futuri, che fino ad oggi si sono svolti su base annua, ma che meritano di essere trasformati in un appuntamento mensile, per passare al programmare ed al fare”.

HSH Chapter5 – Cena tra amici con sorpresa

Sabato scorso, dopo diversi tentativi dell’ultimo periodo, abbiamo finalmente incontrato i nostri amici per una cena a casa davidaola. Effettivamente, alcuni non li vedevamo da un po’. Soprattutto Puc, che è emigrato a Milano da più di un anno.
La scusa per ritrovarci è stata data dal rientro di Puc a Trieste per il suo compleanno, così lo abbiamo invitato a casa nostra con Michele, Liviano e consorti, oltre ai nostri amici Carluca, e abbiamo organizzato una cenetta con i fiocchi: cannelloni con zucchine e formaggio, con radicchio e prosciutto, insalatona, più i contributi degli ospiti per antipasti, vini, dolci (e vanno sicuramente menzionati i biscotti preparati da Liezbeth poco prima di arrivare da noi).

Tra frizzi e lazzi e ricordi dei bei tempi, Dado ed io avevamo anche un altro motivo per festeggiare con loro. Nessuno di loro sapeva (a parte Carluca che erano già un po’ più preparati) che in questo periodo ci eravamo buttati nell’avventura dell’acquisto di un nuovo appartamento. Per questo abbiamo organizzato con loro un brindisi al buio a base di centrifuga di frutta fresca (anche se Michele non ci credeva che fosse del tutto analcolico). Con questo evento abbiamo fatto omaggio al regalo di nozze a cui hanno contribuito anche i nostri amici, assegnando ad ognuno di quelli che erano presenti  la propria “quota” di metri quadrati di parquet.

—Messaggio di servizio—
Si rende noto che l’assegnazione delle prossime quote avrà luogo con molti altri brindisi che saremo ansiosi di proporre a breve.

Siccome i nostri amici Carluca avevano immaginato che le pratiche per l’acquisto erano arrivate verso il completamento, ci hanno fatto la sorpresa di un gradito ed utile regalo: la serie completa di attrezzi per il muratore che si dovrà impegnare nella ristrutturazione (eh eh, anche loro  ne sanno qualcosa, e dato che ora tocca a noi, hanno sottolineato che è venuto il momento del contrappasso…).

Davidaola ed amici in missione segreta La cazzuola in regalo
le pastine e i biscotti cena a casa Davidaola

Abbiamo raccontato ai nostri amici le varie tappe che hanno portato a questo risultato, compresa la corsa di Dado per il treno il giorno in cui abbiamo deciso di proporre la nostra offerta di acquisto.
Mi ricordo ancora come mi sentivo quel giorno, l’inizio di una serie di tappe inedite. In quel momento non sapevamo ancora come sarebbe andata a finire. Avevo la sensazione di un dubbio nuovo, uno di quelli che ti proiettano nel futuro.

Nel corso della cena, non sono mancate le consuete chicche che ci permettono di rimanere coi piedi per terra.
Tra queste, citiamo la massima di Liviano sulla “panza dei 30 anni”:
Lui ga sempre fatto sport, e el ga la panza.
Mi no go mai fatto sport, e go la panza.
Quindi…
Mi go risparmià battiti cardiaci!