Tutti insieme a passeggio

A Diego piace fare il pisolino durante le passeggiate col marsupio.
Se il passo è spedito e costante, lui tira dritto a ronfare anche per più di un’ora.

Però se cambia qualcosa nel ritmo (arrivano le luci di un locale, compare la voce di Dado quando lo andiamo a prendere, ci si ferma e si gira in modo variabile), allora lui si sveglia e diventa tutt’occhi. Perchè è il momento di bere tutte le novità, e guardare, guardare, guardare…

Carnevale in piazza Unità davidaoliego a passeggio monti vicini e lontani

Nati per leggere

Oggi Diego ha ricevuto in regalo il suo primo libro. Tutto fatto di stoffa morbida. “Dato che voi i libri li divorate, questo lo può mangiare anche lui”

E io ho finito il mio primo libro da un po’ di tempo a questa parte (me lo ricordo ancora, lo avevo iniziato lo scorso maggio…). Mi pare un buon segno.

Il primo libro di Diego

Tipica scenetta col bebè

Dopo ogni pappa, la tappa assicurata per Diego è quella al fasciatoio per il cambio.
E’ tutto pronto per ogni esigenza: asciugamanino e carta assorbente, vaschetta appena riempita di acqua calda, faldine di cotone per il lavaggio e tutti i ricambi necessari.
Via il primo calzino.
Via il secondo calzino.
Sbottonare la parte bassa della tutina.
Sfilare una gambetta, fuori il piedino!
Sfilare l’altra gambetta, giochiamo con l’altro piedino!
Staccare le linguette adesive del pannolino, controllare….
Aaaah! Spruzzo di pipì in arrivo! Richiudere subito il pannolino!
Fiuuu… Giusto in tempo.
E Diego ti guarda e ride…
sarà un caso?

Dado e il piedino di Diego

Comunichiamo

“Come impara un bambino a parlare? Sapevate che già dopo qualche ora dalla nascita un neonato sa distinguere la lingua materna da una qualsiasi altra? Sapete che un neonato di un mese già riconosce il volto della propria madre? Riuscite a credere che a cinque mesi è in grado di contare? Queste sono alcune delle sorprendenti capacità dei neonati, così piccoli e già capaci di capire il mondo.”

Con questa apertura, una lettera dalla SISSA ci invita a partecipare ad uno studio dedicato ai bambini tra i quattro e i cinque mesi.

Certo è che Diego in questo periodo chiacchiera tantissimo.
Sperimenta muggitini ululanti, grattachecche della gola, vocalizzi a volume variabile e adora sentire cantare.

Inoltre riconosce ormai bene certi oggetti e situazioni.
Per esempio, per capire se è il momento di un pisoletto diurno, quando mi accorgo che è rilassato lo porto davanti alla carrozzina e gliela mostro, gli chiedo se vuole andare lì e aspetto di vedere come reagisce. Se percepisco che è ben disposto, allora posso andare sul sicuro: quando lo metto giù e rincalzo la copertina, lui si accoccola un attimo, fa un sorrisino, e via. Addormentato di botto.

Ritorno in piscina

Dopo parecchi mesi, finalmente ricomincio a fare un po’ di sport.
Sono nella vasca tiepida e riempita d’acqua del golfo, quella dell’acquamarina, e dondolo tra una bracciata e l’altra, con vista sulle piastrelle del fondo, che sembrano avere i bordi vibranti.
Il movimento ondeggiante mi fa tornare in mente quello che facevo l’estate scorsa a Barcola, in mezzo ai pesci, piccoli e tranquilli nel loro elemento, con PiQ che stava ancora nella pancia.
In effetti, avevo nuotato fino a due giorni prima della sua nascita.

oroblu

Ambienti primigeni

Mi piace passare una parte del mio tempo in modo contemplativo e silenzioso.
Nella solitudine dei sentieri di bosco poco conosciuti, e nell’ampio spazio visivo dei greti di fiume quasi desertici, le idee si raccolgono cristalline.
Mi sono resa conto di aver introdotto anche Diego a questo stile tranquillo del passare la giornata, e sto scoprendo che per i piccolini questo modo di stare va proprio bene.
Nella quiete dell’ascolto anche i bebè cominciano più facilmente a formulare i primi suoni.

due tronchi caduti altri verdi sotto l'isola

Prove tecniche di trasmissione vocale

Stamattina Diego, dopo la pappa, ha parlocchiato per ben tre quarti d’ora.
Noi per stimolarlo a continuare gli rispondiamo, provando per gioco a indovinare cosa potrebbe aver detto.
Nei sui rumorismi ci sono molte vocali, soprattutto la “A”, e non mancano le consonanti inventate, come i gorgoglii arrotati “grr grru”, le sputacchine con fuoriuscita di bollicine, e ogni vocalizzo spesso è composto da tre-quattro sillabe.
Una espressione che oggi si è sentita distintamente è stata questa: “E la zia?”

calzino pasticcino