PiQ ora ha dieci settimane

Per Diego, il ciclo dell’euforia chiacchierina da sazietà post-pappa, si ripete sei-sette volte al giorno.
Oggi sono andata a pesarlo: ha raggiunto quota 6,280 kg.
Quindi chi lo tiene in braccio è avvisato: occhio alla schiena!

Sabato scorso, Diego ha sorriso subito a Carol, appena l’ha vista per la prima volta. La sera stessa, Carol ci ha proposto: “Quando diventa grande, vendo mio moroso Walter e mi prendo Diego.” E poi, rivolta a lui: “Diego, non preoccuparti. Sarò vecchia, ma ti prometto che per quella volta sarò diventata ricca!”.

Invece stasera Marco ci ha chiesto “Posso venire di nuovo a trovare Diego? L’altra volta, dopo che ho passato il pomeriggio da voi, mi sentivo così bene che non vedo l’ora di rivederlo!”

Quindi diamo già ora l’invito agli amici: sabato prossimo, castagnata bis!

Fissiamo le tappe

Diego ha superato i cinque chili e le sei settimane.
La notte, nonostante abbia un po’ di raffreddore, se si sveglia per stropicciarsi i moccoli poi si riaddormenta da solo e tira dritto in culletta per otto ore senza chiedere niente: non è necessario che io resti sveglia con gli occhi sbarrati a captare ogni suo rumorino.
Di giorno lo si vede spesso col visetto rilassato: comincia anche a regalarci i primi sorrisini.

La voce della verità

Sabato sera siamo andati a portare a Bibi un regalo per il suo compleanno.
I piccoli Ale e Emma sono stati contentissimi di vedere Diego che arrivava a casa loro, volevano giocare con lui, gli offrivano oggetti e pupotti che lui non sapeva ancora afferrare, chiamandolo “Dieguito”.
Dodo ha spadellato la cena per tutti, che lusso!
E quando Diego ha piagnucolato nella carrozzina, Ale ha detto, con la saggezza dei suoi quattro anni e mezzo:“Come tutti i bambini, piange perchè non vuole essere lasciato da solo!”

Chi dorme non piglia pesci

Domenica mattina, dopo la sveglia delle sette per dare la pappa al piQLo, Dado ed io ci siamo guardati e ci siamo detti: ancora un po’ di nanna!
Ed eccoci allora tutti e tre a ronfare di nuovo fino alle 11.

Pù tardi arriva un messaggino del papi: “Oggi Rampigada Santa, anche mamma è arrivata su fino in cima!

Eccolo là. Guarda un po’ cosa ci siamo persi. Avrei proprio voluto esserci.

httpv://youtu.be/pSfk2zd0I0Q

Quando ero piccola, anche io salivo su per Scala Santa in bici con il compagno di scuola Enrico, come tappa d’inizio prima dei giri sul Carso, dato che abitavo là all’inizio della riva. Mi ricordo, tra le altre, di una pedalata fatta subito dopo una bella mangiata di pesce, che poi una volta arrivati in cima alla salita era già ben che digerito. Ci mettevamo almeno 20 minuti e con un tal tempo ieri mi sa che avrei vinto il premio lumaca. Invece Enrico ho visto che alla rampigada santa ci è andato con tutto il suo team di Mathitech, e ha pure fatto un tempo di 17 minuti ben piazzato nella classifica, gli avremmo sicuramente fatto il tifo come si fa ai veri scalatori.

Meno male che c’è un’ottima recensione dell’evento su bora.la, da parte del mitico Diego Manna (che compare sia nella classifica dei ciclisti che in quella dei podisti… cossa la ga fatta due volte?).
L’anno prossimo non potremo mancare!!!!

p.s. sì lo so che il video trailer dell’evento si usa prima, e non dopo, come ora. Ma el mato co le borse de la spesa che va quasi veloce quanto la bici iera tropo bel (e chi, come mi, ga abitado là, pol identificarse in tuti e do…)

Diego ha il giroscopio incorporato: preferisce il movimento

Quanto è grande il nostro appartamento?
Quante volte in questi giorni lo abbiamo misurato, passo dopo passo, portando in giro avanti e indietro il piccolo Diego, trastullandolo in braccio in tutte le stanze a rotazione?
Una cosa è certa: se quando lo si porta in braccio si balla un po’, lui è ancora più contento.
E’ riuscito ad addormentarsi sulle note degli Steppenwolf e di Sam & Dave

httpv://www.youtube.com/watch?v=5UWRypqz5-o

Piccoli riti della sera

La sera è il momento in cui diamo la vitamina D al piccolo Diego (così vien consigliato a tutti i bimbi).
Già il nome sulla scatola è tutto un programma: PROTON, che Dado ripete facendogli il verso e arrotando la erre come se fosse una nave spaziale.
Poi la faccia che Diego fa quando gli arriva il cucchiaino con le otto gocce da buttar giù, è uno spasso: sembra che dica “che chifo!“, però non può fare a meno di deglutire.
Così ogni volta che passo davanti alla scatola del PROTON mi vien da ridere.