Cena con Bortolo a grandezza reale

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Ieri sera Carla ci ha invitati a cena. Ha preparato sotto i nostri occhi un sacco di cose conteporaneamente, antipasto – torta salata – sugo per la pasta – budino, ed era tutto buonissimo.
I nostri amici Mattullia si sono entusiasmati per l’altipasto di involtino prosciutto-formaggio, di cui avrebbero voluto vedere tutte le fasi di preparazione. Ecco qua le foto: per farli contenti ne sveliamo i facili trucchi.

Luca non c’era, mi hanno detto che dopo lavoro era andato al pub. Io allora ho pensato “bon, più tardi ci raggiunge per cena”. E infatti poi l’ho visto. Abbiamo brindato con lui attraverso skype. Mancava solo il teletrasporto dei biscotti dalla nostra tavola alla sua bocca spalancata, lassù in Scozia.

Luca dalla Scozia, a grandezza reale

E c’era una lettera dalle iscrizioni d’oro…

Domenica scorsa, dopo una minestra di grano saraceno, l’insalata, le castagne, i fiori di tè, abbiamo giocato a “C’era una volta”.

I nostri amici Déja ci hanno trasportati in un altro mondo!
Stare ad ascoltare gli altri che intrecciavano gli eventi era così avvincente che ci si dimenticava del proprio turno.
Tra mille storie e fiabe inventate, ci affezionavamo ai personaggi e li facevamo tornare fuori a più puntate!

Quando si sa fare buon uso della fantasia, continuare il gioco a lungo è più divertente che chiudere presto e vincere.

carte, fiori e tè

Saper costruire un mondo intero

Me ne sto qui, tranquilla, con quattro relazioni tecniche davanti, da leggere, da validare; sono già dei lavori eccellenti, dovrò solo aggiungere gli ultimi ritocchi di completamento, il mio ok. Facile, così. Con un mondo già pronto, davanti, intorno, ai piani di sopra e di sotto.
Il mondo già pronto che ho attorno a me ha una sua cultura bell’e definita, poco posso fare per modificarla. Riesco a spostare qualcosa come una parola al mese rispetto ad un vocabolario intero di una lingua altrui, in molti anni avrò scritto appena qualche frase che sia veramente mia. Il resto è adattarsi, anche se la traduzione non piace.

Nel frattempo, due mie amiche, piene di coraggio e orgoglio, stanno fuori, si rimboccano le maniche, fanno impresa su di sè, anche partendo dal vuoto. Da un ambiente attorno a sè che è tutto da costruire, i contatti da rifare ad ogni nuovo progetto. E invitano il fotografo, l’editore, la ballerina; bussano alla porta della signora delle stelle, mettono insieme i pezzi di un castello per il weekend. E alla fine l’avventura messa insieme è la loro, prestigiosa: tra le tante storie su cui lavorano pian piano, alla fine tirano fuori quella che esplode. A chi non guarda bene, sembravano zitte zitte, ma in realtà per quel giorno hanno costruito un mondo intero.

Guardate quanto sono brave. Qui e qui.

Non solo Bugo

E’ uscito un nuovo disco di Bugo.
Ne ho sentito qualche pezzo in un mini live che ho recuperato via streaming sul sito di radio Patchanka.
Ma non è quello il punto. Ascoltando l’intervista ho scoperto che Bugo si è trasferito a Nuova Delhi.

E non è in giro solo lui.

Ambra è appena andata a Milwaukee, negli Stati Uniti.
Barbara, la mia compagna delle medie, da settembre è a Losanna.
La coppia Carluca tra pochi giorni parte per la Scozia, effetto ricercatore errante.

Quattro anni fa era successa la stessa cosa: cinque nostri amici sono andati a lavorare all’estero in un colpo solo, di botto.

Ok, Bugo non è un nostro amico. Ma noi, oltre ad essere dei fan affezionati, ne avevamo visto un concerto al teatro Miela: a due passi da qua.
Devo dire agli altri di mettere la loro voce in streaming come fa lui.

3gemelli

Eppur si muove… (l’acqua)

Isonzo sotto Savogna Due bici, stavolta Isonzo a Sagrado Cogoli giganti

Domenica sono tornata in bici sullo’Isonzo… ma questa volta, in compagnia!
Ho portato Cristina nelle mie esplorazioni. Esplorazioni di quelle che, durante la ricerca di nuovi sentieri, mi vien da dire: “Eccolo là, mi sa che ora andremo a infrattarci tra le ortiche…” Con Cristina che risponde: “E tra le ortiche sia!”

Quindi, pranzo al sacco d’obbligo. A un passo dal fiume lento. Immerse nelle chiacchiere. E nell’acqua che nel frattempo, placida e silenziosa, si muove, si allarga… e ci bagna le braghe e le borse!

L'argine esposto le curve in Stazione

Strani incontri e nuovi aromi

Martedì sera, ore 20.
Sono immersa nella chiusura di una intensa riunione della realtà presso cui presto volontariato.

Inattesa, bussa e poi si piazza in sala una signora di nome Pamela, che pensa di avere proprio a quell’ora un incontro con la sua associazione (un’altra).
Una volta lì in mezzo a noi, guarda meglio il calendario di utilizzo della sala, e si rende conto che le persone che cerca non ci sono… ha sbagliato giornata!
Nonostante l’intoppo, Pamela non si perde d’animo.
Molla due grosse borse sul nostro tavolo pieno di scartoffie, e ci lascia finire la discussione.
Per noi, le sue borse incombono come uno strano totem intruso. In origine erano destinate al suo gruppo di amici. Poco dopo, si trasformano in un regalo per tutti noi.

Pamela infatti mette a disposizione dei presenti una cena pronta, e dalle borse tira fuori anche posate e piatti a volontà!
Ha preparato pasta e ceci alla toscana per dieci persone (“a casa ne ho altrettanta, dovete finirla tutta“, insiste).
Pasta grezza di quattro tipi misti messi assieme, condita con una montagna di origano e aglio rosa di Lautrec.
Veramente deliziosa!
Per molti di noi questo imprevisto risulta davvero provvidenziale.
Io non avevo niente di pronto per quella sera, e me ne sbafo ben tre piatti!

Mi viene la tentazione di dire che aneddoti così sono possibili solo nella nostra sede sociale…

Suoni dall’Est

Sabato scorso, non era passato molto tempo dal viaggio in Ungheria, e ho rivisto Sandor, a casa di Andrea e Serena.
I nostri amici Deja avevano organizzato un “house concert”, un concerto vero e proprio nella calda atmosfera del loro salotto.
Sandor ha iniziato presto con il suo racconto: “Avete davanti a voi una persona che proviene dall’Oriente“.
Ci ha spiegato che, nel brano “rapsodia ungherese”, ha fuso sedici pezzi tradizionali dalla musica popolare del suo paese d’origine. Lo aveva proposto per la prima volta in Spagna, paese che è patria della chitarra, ed è riuscito comunque a superare l’imbarazzo del senso di confronto con gli altri chitarristi spagnoli in rassegna. Perchè “La musica non è competizione. La musica è voce dell’anima“.