Un mondo vicino e lontano

La notte dei ricercatori dello scorso venerdì mi ha portato quello che aspettavo.
Ho trovato tutti gli amici che volevo vedere, e a uno ho addirittura detto: “per poco non finivo a lavorare nella ricerca anche io“.

Mi ha appassionato vedere Luca che ci metteva la faccia, sui temi che a lui erano cari, e Carla che ci metteva le parole, nella sua recensione.
“Tante sono le luci che illuminano il mondo scientifico ma è meglio non dimenticarsi anche delle ombre. Ce lo ricorda il gioco dell’oca del ricercatore: ad ogni tiro di dado fioccano gli imprevisti legati alla disponibilità di fondi, alla precarietà dei contratti, ma anche ai dati sperimentali da buttare oppure ad un prezioso macchinario fuori uso. Fermo un turno o riparti dal via, e solo i più fortunati arrivano all’ultima casella: “Vinci un posto di ricercatore di ruolo””

Sapevo già che il gruppo dei “ricercatori erranti” aveva in programma un collegamento skype con i loro colleghi che hanno lasciato Trieste per mete come Plymouth, Boston o Ankara, con la consapevolezza che tornare in Italia sarebbe stato difficile.
Eppure, quando ho visto i loro volti materializzarsi davvero, proiettati in diretta su un lenzuolo che a sorpresa si è fatto schermo in piazza della Borsa, non ho potuto fare a meno di emozionarmi anch’io.

cervello in fuga

L’immaginazione non è una cosa che sta ferma. E’ una cosa che si muove…

Uno dei brani più originali del nuovo album dei Deja, Laila, è “Lenzuolata”.
Nel mio immaginario, la storia in cui le lenzuola pendolano al vento viene arricchita da passi di ballerine che danzano sul filo come funamboli.
Questo nel testo originale non c’è. Ma è ovvio che una creazione, una volta data al mondo, poi può camminare ancora ed arricchirsi!

Comunque qualcosa succederà davvero. Ci saranno ancora nuove storie collegate a questa canzone.
In questi giorni Andrea e Serena hanno un progetto per cui stanno facendo una raccolta di lenzuola.
Chissà a cosa serviranno?
Noi gliene abbiamo già portato uno qualche settimana fa… era il primo!
L’unica cosa che si può dire è che in questo momento ne mancano ancora cinque (ma come mai, serve un numero preciso di lenzuola?)
Matrimoniali o singole, non ha importanza, però devono essere bianche, oppure molto chiare.
Questo sabato andremo a casa dei nostri amici, e se qualcuno vorrà prestare delle lenzuola (che poi verranno restituite così come stanno), noi gliele potremo portare…

foglie nel vento lavori in corso

…e chi vede una stella cadente gridi “Lagolo!”

Quando siamo arrivati a Lagolo, una settimana fa, mi sono detta: è come se non fossi mai andata via da qui!
In quei giorni con gli amici, sul pontile davanti al lago, mentre guardavamo le stelle, contavamo i punti-Lagolo accumulati da ciascuno. “Sette“, dice Dado; “Ventinove!“, Ciano Panza; “Trentuno“, Lisa da record: “mai saltata un’estate a Lagolo, ho anche visto il lago pieno di girini a primavera!“.

Ma non è stato solo questo.
La sera del ritorno a Trieste, giù per Scala Santa anche se non si dovrebbe, è improvvisamente apparsa la città, il mare molto più grande di un lago, con tutte le luci delle case.
E mi dicevo.
Cosa ci fanno tutte quelle luci sull’acqua.

Incredibile.
Mi aspettavo, nel tornare a casa, di vedere ancora il lago…

l'una di notte sul pontile

Largo vuoto

Una settimana da sola, anzi, nove giorni, mentre Dado è a Cernusco.
E ci sentiamo tre-quattro volte al giorno, almeno. Messaggi, telefonate, foto, storie della nazionale.
E io ho preso ferie, e quindi accentuo l’effetto straniante.

Il weekend in dacia. Scrocco un pernotto in più.
Il lunedì a Rovigno. La comunità delle italiane intona “un mazzolin di fiori”.
Il martedì e il mercoledì al mare. Ricomincio a mappare i fondali a nuoto.
I pomeriggi alla casa vecchia. Ordine, scatole, mobili, bidone aspiratutto.
Giovedì al lavoro. Giusto per non perdere il vizio.
Venerdì da Esatto, alle Poste, alla Coop.
Insalata pranzo e cena, tè, tisana, tè.
Sposto il detersivo. Il suo nuovo posto è in cucina: ovvio, la lavatrice è lì!
E la sera la radio, la mattina la radio.
Dormo sola, sveglia sola, tutto in ordine quanto mi pare.
Gelato da Toni. Gelato da Crema e Cioccolato.
Luce, un po’ di pioggia, luce.
Dormo sola, sveglia sola, sogno.
Sembra un’ascesi.

Sogno persone di 42 anni che non conosco, un brivido.
Sogno di avere l’incarico di leggere le parole di saluto a Matteo.
Sogno un concerto dei Deja, due pezzi, due classici. Di te dei no non so e Laila. E io nel sogno ballo al loro concerto. Sono quasi brava come Giulia, la ballerina ufficiale. Faccio delle figure con tuffi, e mimo l’acqua col ghiaccio che sfrigola, e volo. Sogno lucido, nei salti resto su più del delfino.
E mi ricordo che l’arte è istinto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=jOD2oacOhwg

Una giornata in più a Badoere (causa sciopero dei treni per il rientro)

“Questa è la mia scuola elementare“, ci ha detto Carla al tramonto, durante la passeggiata tra i campi, “e questa è la strada dove mi accompagnava in auto mio papà, alla scuola elementare.
Quella volta non c’era, come oggi, il marciapiede, e la pista ciclabile per poter andare a scuola in bici.
Adesso potrei… però non sono più piccola!
”

luce tra i campi ponte sul canale ex mulino sullo zero canale zero
la torre di badoere carluca e la torre le rose e la sera colori dei prati
fiori e foglie fiori sul'acqua colori lungocanale foglie bruciate dal sole

Un weekend dagli amici

Questo sabato e domenica i miei amici Andrea e Serena mi hanno ospitata da loro.
Abbiamo cenato vegano, dimenticato un quarto di pizza a casa, assaggiato tanti tè e giocato al paroliere (in realtà il nome del gioco era un altro ma non me lo ricordo).

Due momenti devo ricordare, per portarli con me quando ne ho bisogno.
L’energia al concerto del loro amico Pablo.
E la discussione della mattina al risveglio: come dire apertamente quello in cui si crede, anche quando si sa che la maggioranza dei presenti è di opinione contraria.

Colori di coperte e cuscini pantofole sul parquet il beauty case coi pipistrellini viola sotto il lucernario Sandor e Laila sempre svegli