Pencil therapy

Dovrei rubare più spesso scatti alle amiche.
Vorrei avere la possibilità di registrare in continuo quello che vedo, come se avessi una telecamera sempre in parallelo all’occhio: mi accorgo che per un attimo un’inquadratura è perfetta, e che l’attimo dopo non lo è più, mentre nel frattempo la macchina fotografica è ancora ferma nella tasca…
Dovrei disegnare tutti i giorni. Due-tre ore di trance con le matite alla mano, e posso assicurarvi che la pace col mondo è fatta…

laura

La seconda mostra di Rosa

Qualche giorno fa, abbiamo ricevuto l’invito per l’inaugurazione della nuova mostra di Rosa. Nonostante il poco preavviso, ci buttiamo, al salto. Uscita pomeridiana anticipata, biglietto del treno e bici. Arriviamo a Gorizia alla Biblioteca Comunale sotto una nebbia densa di goccerelline d’acqua, e scendiamo le scale verso il piano sotterraneo.

Entriamo così in un ambiente molto caratteristico. La biblioteca di Gorizia ha i soffitti a volta bassi, in pietra a vista; ha le teche in vetro con le cornici di legno, e Rosa ne ha usato gli spazi inserendo diari con disegni e installazioni create per l’occasione, secondo il filone dell’idea della sua mostra: il fidanzamento temporaneo e di finzione tra Rosa e l’attore Adrien Brody…
La sorpresa finale si raggiunge entrando nello spazio chiamato “la camera degli sposi”: si attraversa un’angusta apertura, ed eccoci a faccia a faccia con dei disegni giganti, troppo vicini perchè possano lasciare indifferenti, l’impatto è molto forte! Ritratti di Rosa e di Adrien si alternano, lei rappresentata in diversi momenti della vita mutevole, e lui sempre identico come un’icona mitica e di finzione…

i disegni di rosa

Dopo l’inaugurazione siamo andati di nuovo sotto la pioggerellina in bici. Nel buio della strada, con le piccole luci da bici, abbiamo seguito Emilio fino alla casa di Alba, un’amica di Rosa che ha messo a disposizione la propria casa per il rinfresco dopo la mostra. Una casa all’insegna dell’arte! Quadri di amici e di artisti riconosciuti si alternavano alle pareti, tappezzandole in ogni angolo. Alba ci ha regalato dei ciuffi di piante aromatiche del suo giardino: menta, salvia, erba luigia, che ho ancora qui sul tavolo e che mi pungono il naso come fosse limone…

rosa alla presentazione arancio e arancio rosa tra i suoi disegni rinfresco dopo la mostra

A casa con l’influenza

Quando ero piccola e avevo l’influenza, mi ricordo che mi sentivo così. Negli ultimi giorni (o nelle ultime ore) di permanenza a casa, quando finalmente stavo abbastanza bene, cominciavo ad aver voglia di muovermi, di sgranchirmi… a volte facevo le corse per il corridoio, o mi mettevo a ballare!

Questo weekend è successo lo stesso, tutto di corsa.
Un giorno, 39 di febbre (veramente cotta, non mi succedeva da un pezzo, non stavo in piedi neanche un attimo senza avere i sudori freddi!). Il giorno dopo, niente: passato tutto!
E allora accendere la radio, sciogliere le ossa dal torpore…
E finalmente un disegno!
irene, again

A ciascuno il suo caffè

Impasse.
I progetti in corso non vanno avanti.
Si torna sempre sugli stessi punti senza novità.
E’ il caso di ricominciare, ripartendo da un altro lato; ci vuole qualcosa di facile, da cui prendere l’abbrivio, che abbia successo garantito e che dia la carica giusta…

Trovato!
Posso arricchire la mia collezione di ritratti!
Un disegno torna buono per ogni uso, ci faccio anche il caffè…
miry

Linea azzurra

Disegnare è come nuotare: sono ottimi indicatori del livello di energia che si ha dentro. Se si è tesi, la nuotata arranca, farraginosa, e la matita frena.
Era un mese che dovevo finire questo ritratto, l’avevo lasciato a metà per un bel po’, e pensare che era uno dei miei preferiti nella lista d’attesa…
Ora è fatta: sono tornata, su tutta la linea.
roberta

Qua e adesso

L’ultima volta che siamo stati a Spilimbergo abbiamo passato parecchio tempo con gli amici di IcoCla, Manu Leo e il piccolo Orfeo.
Con Manu avevo voglia di continuare a parlare, era come se i discorsi fossero stati solo iniziati, e per continuarli ci sarebbe voluto molto tempo. Magari si potevano riempire fogli e fogli di lettere… chissà se lei è tipa da corrispondenza?
Mi ricordo che nei giorni successivi al capodanno ero quasi impaziente di tenere ancora il contatto, di ricevere le foto per provare a farle il ritratto.
Ora siamo a marzo, e molti chilometri ci sono in mezzo. Però ho la sensazione che sulla rete ci sia una scorciatoia, e che si possa arrivare dappertutto. Lo conferma la storia dell’incontro con Emilio. Il potere è qua, sotto le dita…
manu