Ironic mode on

Domenica pomeriggio sono stata con Franci, a tradurre il suo curriculum in inglese.
Erano due ore che si lavorava, e si è incugnato il pc…
“Come vola il tempo, quando ci si diverte!” ha detto Fra.

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Spazio senza tempo

Domenica dopo pranzo sono rimasta a poltrire in mansarda con Franci.
Il soppalco mi faceva da divano, mentre il vento si sentiva forte da fuori, dalla finestra aperta.
Le foglie dell’iris in terrazza oscillavano, riflesse sul vetro, sembravano le dita di Fra che scriveva sulla chat con un ticchettio di fondo.
Una delle foglie d’iris era secca, arricciata, bordo viola, venature arancio. Ne disegnavo diverse, così, anni fa.

foglia d'iris

Cosa ci lascia il 2008

Oggi sono andata a trovare Franci, prima della sua partenza per la festa di capodanno a Verona. Mentre lei preparava la valigia, la gatta Gigia si piazzava nell’occhio di bue del raggio di sole che entrava dalla finestra rotonda.
Abbiamo contato le tessere della tombola: i numeri c’erano, tutti.
Mentre posizionavamo le tessere sul tabellone, le ho chiesto: raccontami una cosa che ti è piaciuta del 2008.
Allora Franci ha cominciato così: “Il mio lavoro come tirocinante in ospedale mi dà delle soddisfazioni: mi permette di aiutare le persone. Ti ricordi di quel paziente che, a causa delle lesioni al cervello, non poteva più parlare? E’ migliorato molto, può ricominciare a condurre una vita normale. Ora parla di nuovo, a meno di alcune imprecisioni, grazie agli esercizi di riabilitazione. Le aree del cervello circostanti erano in condizioni abbastanza buone da poter portare ad una compensazione.
Per analizzare questi casi, somministro test neuropsicologici; quando ascolto gli errori e i risultati positivi compiuti dal paziente durante il test, posso fare un’analisi linguistica che è più precisa della immagine delle zone del cervello coinvolte. Sono meglio di una TAC”

Cilla e Palla

Contributo uguale da entrambi i generi

nuvole cucite nuvole infiltrate luce radente nuvole voraci

Torno stasera da una trasferta di tre giorni a Helsinki.
Helsinki è bella, mi sarebbe piaciuto visitarla. E invece no. Chiusa in un albergo vicino all’aeroporto, dovevo sorbirmi riunioni fiume e colazioni o cene di lavoro sempre con la stessa comitiva. Fuori buio, neve, e niente margine di tempo per raggiungere il centro città. Stavo come su un’astronave. Franci mi ha detto: “Pensa che quell’astronave sono io, e che tu sei un’astronauta…”. Questo mi consolava. La sera, prima di dormire, giocavo alle ombre cinesi con la lampada da tavolo.
Ho fatto solo un po’ di foto dall’aereo durante il viaggio d’andata.
E ho avuto conferma d’essere effettivamente sbarcata in Finlandia quando, presso i bagni dell’aeroporto, ho visto che c’era il servizio fasciatoio per accudire i bambini anche nel bagno degli uomini.

servizi

Il marrone e la castagna

Appunti dalla sagra della castagna della Valle di Suffumbergo, un posto detto il “balcone del Friuli” (arrampicato com’è sopra Faedis, può vantare una vista fino al mare…):

Il marrone e la castagna.
I marroni sono più grandi, dolci e profumati delle castagne; hanno la parte più chiara alla base di forma rettangolare, una buccia di colore marron-biondo, con striature rossiccie.
Le castagne invece sono più piccole, con un lato schiacciato e l’altro leggermente bombato e la buccia marrone scuro. Un riccio ne può contenere anche tre, mentre i marroni sono ospitati uno per riccio.
Ma quello che più conta è… che i marroni sono ottimi dall’antipasto al dolce.

valle di suffumbergo paola e francesca sagra della castagna dai monti al mare
sul prato alla festa della castagna orchestra 'evergreen' riccio suffumbergo in festa

Weekend con le amiche

Domenica scorsa ho sentito Ambra, Fra, Anna, Carla, tutte a turno.
Franci mi ha portata in moto. Quando Ambra ci ha viste in versione amazzone, ha detto: “Questa non me l’aspettavo!”.

Ambra mi ha portata al parco di Villa Engelmann. Ci era tornata dopo tanto tempo, lo frequentava da piccola: era stato per lei un tuffo all’indietro nel tempo, come acqua fresca sul viso, perchè reale all’improvviso.

Anna l’ho aspettata giusto un’ora: non ci eravamo capite. Quando l’ho vista arrivare, passo lungo, saluto suadente, mi sono scordata tutto: finalmente potevamo parlare.

Carla mi ha chiamata poco dopo. E infatti l’avevo sognata quella notte: facevamo un festino, e arrivava anche lei, con Biuty ovviamente. Ci siamo ritrovati poi dal vero, con melanzane alla parmigiana, torta sacher, e la sfida a carte.

fra e pa disegno di castagne sotto l'ippocastano palazzo d'oro

Donne con la moto

Oggi ho fatto un giro in moto con Fra. Mi sono divertita un sacco, è brava, guida bene, e mi ha fatto capire il piacere di prendersi una moto.

L’altro giorno, Francesca era in moto e portava con sè Luana.
Quando si sono fermate, un tipo, vecio, ha detto:”Due babe in moto? Ciò, no xè più religiòn!”. E Luana ha risposto: “Due babe in moto, sì, e anche cattive: gira al largo!”. Ah ah ah… messo a posto!

science plus fiction

In giardinetto

Oggi pomeriggio, Franci ha preso la chitarra, e siamo andate a cantare in giardinetto sotto gli alberi.
Sulla panchina di fronte a noi, si sono raccolte quattro nonnine, che evidentemente avevano l’appuntamento fisso per chiacchierare.
Quando abbiamo suonato “Il ragazzo della via Gluck” , hanno detto: “Bella questa!”, e si son messe a cantarla di nuovo. Una di loro ha aggiunto: “Eh, quando è venuta fuori, era diversa dalle altre, più lente e melodiose. Questa era… moderna!”.

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(Ricordiamo come si conclude il pezzo:
la la la… perchè continuano a costruire le case…
e non lasciano l’erba, non lasciano l’erba.
Eh no, se andiamo avanti così,
chissà come finirà, chissà…
)

cillaguitar

A ognuno la sua gaffe…

Ricevo e, autorizzata, pubblico, le avventure della Franci. Che è appena tornata da una breve tappa in Inghilterra, dove ha potuto sfoggiare la sua conoscenza dell’inglese. Per tenermi aggiornata sul viaggio, mi mandava puntuali messaggini. Ecco l’ultimo:

“Sono con altri tre studenti: un inglese, un polacco e una spagnola. Sembra una barzelletta! Vuoi sapere la cosa più divertente? Ieri alla spagnola ho detto: I like so much your spanish ‘S’, ma data la sua faccia sconvolta penso di aver sbagliato pronuncia! Ah ah ah, cosa son riuscita a dire!!!