Cosa ci lascia il 2008

Oggi sono andata a trovare Franci, prima della sua partenza per la festa di capodanno a Verona. Mentre lei preparava la valigia, la gatta Gigia si piazzava nell’occhio di bue del raggio di sole che entrava dalla finestra rotonda.
Abbiamo contato le tessere della tombola: i numeri c’erano, tutti.
Mentre posizionavamo le tessere sul tabellone, le ho chiesto: raccontami una cosa che ti è piaciuta del 2008.
Allora Franci ha cominciato così: “Il mio lavoro come tirocinante in ospedale mi dà delle soddisfazioni: mi permette di aiutare le persone. Ti ricordi di quel paziente che, a causa delle lesioni al cervello, non poteva più parlare? E’ migliorato molto, può ricominciare a condurre una vita normale. Ora parla di nuovo, a meno di alcune imprecisioni, grazie agli esercizi di riabilitazione. Le aree del cervello circostanti erano in condizioni abbastanza buone da poter portare ad una compensazione.
Per analizzare questi casi, somministro test neuropsicologici; quando ascolto gli errori e i risultati positivi compiuti dal paziente durante il test, posso fare un’analisi linguistica che è più precisa della immagine delle zone del cervello coinvolte. Sono meglio di una TAC”

Cilla e Palla

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