Domenica scorsa sono tornata, dopo un paio d’anni, al parco di Arboretum. Questa gita ha fatto da anteprima rispetto all’imminente viaggio in Olanda, di cui parleremo più avanti. In questa occasione, ho riempito “solo” due memorie della macchina fotografica: ero più “tranquilla” rispetto alla prima volta, in cui il parco era stato tutto una scoperta.
Comunque, a fine giornata, mi bastava chiudere gli occhi per continuare a vedere tulipani e distese di fiori che punteggiavano la memoria…
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La sciamatura delle api
Qualche giorno fa, tornando a casa presso il giardinetto, abbiamo visto che c’erano i pompieri e che una parte della zona con le piante rampicanti era interdetta al pubblico.
Ci siamo avvicinati; c’era anche Pasquale, l’amico di Dado.
Stavamo per assistere ad un evento speciale: la sciamatura delle api!
Ogni primavera, negli alveari, nascono delle nuove api regine. Le regine vivono diversi anni, ma solo una può restare nell’alveare. Le nuove nate vengono scacciate, talvolta anche uccise, e alla fine del confronto solo una risulta essere la più forte. Le regine che vengono mandate via possono provocare la “sciamatura delle api”: portano con sè alcune api aventi vari ruoli, e promuovono la formazione di un nuovo gruppo e di un nuovo alveare in una posizione che è tutta da cercare.
Il giardinetto sotto casa nostra era sembrato un buon posto per un nuovo gruppo di api, che si era appostato e raccolto a forma di grappolo su una delle piante di rose.
Pasquale, che le aveva avvistate, ha chiamato i pompieri. Con loro è venuto un apicoltore di Santa Croce, Luciano, che con una scatola a forma di arnia semplificata, ha fatto cadere il grappolo all’interno della nuova “casa”: in questo modo la regina è stata catturata.
Luciano è rimasto per ore sul posto, in attesa del tramonto, perchè le api che ronzavano attorno all’arnia (dapprima come una grossa nube, e poi verso il tramonto sempre più disposte a rientrare a riposo) andavano raccolte tutte o quasi. Anche se nel grappolo non aveva visto la regina, era sicuro di averla catturata, poichè è la presenza della regina (che attira le api con i feromoni) a causare il loro comportamento ordinato attorno al gruppo, ovvero a farle “sciamare”, altrimenti si sarebbero disperse e se ne sarebbero andate ognuna per conto proprio.
Noi abbiamo aspettato con lui il calar della sera, affascinati dal fenomeno e dalle sue spiegazioni.
Per Luciano questa sciamatura era la prima dell’anno.
Nonostante gli anni di esperienza, e le conoscenze millenarie sull’argomento, ancora non si è chiarito come mai le api producano miele tanto in eccesso rispetto al loro fabbisogno di sussistenza.
Per una avvincente lettura sull’argomento: La scomparsa delle api, di Sylvie Coyaud.
Consigli di lettura
L’anno scorso, per Natale, Bibi mi voleva regalare l’ultimo libro di Lilli Gruber: Streghe.
Non ha fatto in tempo: l’ho ricevuto in regalo dal papi.
Quest’anno, per il compleanno, Bibi mi stava per regalare l’ultimo libro di Paolo Rumiz: Seconda classe.
Non ha fatto in tempo, anche se ieri era lì e lì per prenderlo: oggi l’ho ricevuto in regalo dal papi.
C’è una strana convergenza nella mia lunga coda di lettura, che vede loro due tendere a dei punti vicinissimi?
La gerbera come fiore preferito
Pink… it was love at first sight
Pioggia fuori, fiori dentro.
Torno a casa, arrivo in stazione che la strada è bagnata.
L’aria è tiepida, si sentono mille profumi.
Sotto il porticato, sento gelsomini.
Attraverso la strada, e sembra che qualcuno stia cucinando pasta alla carbonara…
La stagione che cambia porta il suo carico di novità, tutte rimescolate tra loro.
I fiori del giorno
Il ritorno della Primavera
Contatti
L’altro giorno stavo tornando verso casa in anticipo. Al semaforo ho incontrato il papi in ape poker: mi ha dato un passaggino! Poco dopo ho incontrato Bibi con Ale in passeggino. Mi ha invitata a casa sua per un tè! Comodo abitare tutti in zona, eh?
Su da Bibi, mentre lei faceva il tè, io tentavo invano di giocare alle costruzioni con Ale. Lui era orientato all’entropia più assoluta, all’esplorazione della casa praticamente di corsa, per cui ti ritrovavi a seguirlo più o meno a caso.
Ad un certo punto mi sono messa a giocherellare con uno dei suoi pezzi di legno, lo facevo ruotare sul pavimento. Il rumore era insolito, Ale si è improvvisamente interessato. L’ho guardato con attenzione facendo ancora quel rumore… agganciato! Intensità, controllo, no pericolo. Finalmente Ale si era messo sulla mia lunghezza d’onda (o viceversa).
Più tardi sono arrivata a casa, e ho trovato una mail di Luisa.
Ha identificato le specie dei fiori viste durante i giri in bici sul Carso, mitica!
I cespugli e arbusti con i fiori gialli sono del CORNIOLO, che dopo fanno dei frutti
come ciliegie con cui si fa la marmellata (se li raccogli prima degli uccellini…); e poi ha riconosciuto il fiore che io ho chiamato BOCCIOLI D’ORO come PEONIA maschio, fiore protetto e velenoso.
Il merlo e il pettirosso
Domenica scorsa ero a pranzo dai miei.
Il sole era esplosivo, sull’arrivo della primavera non c’erano dubbi.
Mandorlo in fiore, tromboni sbocciati, pervinche e violette a ciuffi abbondanti. Manca solo che la pervinca fiorisca anche nel vaso che sta alla finestra di casa mia, e la bella stagione sarà arrivata in ogni angolo.
Presso il portico che dà sul giardino dei miei, si aggiravano due visitatori ormai abituali. Un merlo maschio, becco giallo, e un pettirosso panciuto, collo arancio. Evidentemente hanno messo casa nei dintorni, sicuri di trovare scorte di briciole e vermetti a volontà! Vanno, tornano, vanno, tornano… Quando il merlo si avvicina, il pettirosso che è più piccolino si nasconde: si infratta tra i rami, guarda attento… e aspetta il suo turno per tornar fuori. Il merlo invece è più gradasso, attraversa il vialetto come se fosse suo, quasi quasi butta pure un occhio verso l’ingresso, dalla porta aperta…
Noi stiamo ferme in osservazione, e come dice mamma, “facciamo finta di essere degli alberi”…






















































































