La discesa del Torre

Il giro trenobici da Gemona a Udine giù per il fiume Torre lo avevo preparato mesi fa. Solo sabato mattina scorso si è presentata l’occasione per farlo: previsioni di sole splendido e risveglio anomalo alle 4 di mattina, comodamente utilizzabile per ricontrollare il percorso su Google Earth, vestirmi al buio e uscire alle 6:45 per beccare il treno delle 7 (preso per un pelo).
In questo giro le indicazioni delle persone del luogo sono state fondamentali. Mi hanno segnalato ben due tratti ciclabili interdetti alle auto. Il primo era da Magnano a Tarcento (imboccatura a destra della chiesa di Magnano, sul rio Magnalina, come indicato dalla prima foto in basso). Il secondo tratto è stato una strada bianca vicino al fiume, da Reana del Rojale verso Udine (si imbocca da Cortale sulla ‘strada 4 venti’ e si continua giù fino a Godia).
La tappa più bella è stata quella sulle cascate del Torre (osservabili da Tarcento in direzione ‘alta valle del Torre’): un rumore d’acqua impetuosa che lava i pensieri, con la possibilità di scendere sul letto del fiume, mentre la cascata si getta davanti a te.
Tuffo nella natura anche con la seconda tappa sul tratto ciclabile in strada bianca, immerso tra i filari di alberi da frutta: fiori rosa contro il blu del cielo, fiori gialli sopra l’erba, e montagne innevate che si stagliavano nitide all’orizzonte.

rio magnalina giochi di legno le cascate del Torre rumore d'acqua
montagne udinesi fiume torre monti fiori ed erba frutteti

Bicinotte

Giovedì sera, rassegna cinematografica casalinga a casa di Pierpa. Perchè non andarci in bici?
La città in bici di notte è fantastica. Non fa freddo, non c’è traffico. Le luci della notte si alternano con diverse temperature colore e i rumori sono attutiti. La velocità della pedalata permette di osservare paesaggi notturni che altrimenti non si notano. Scorrono a lato: le persone in attesa del bus, i manifesti illuminati. Un bucato steso ad asciugare che prende colore dal lampione. Il profumo del sale sulle rive, il riflesso delle barche sul mare nero.

TramontoCanàl tardotramonto

Sogni della vigilia

Domani si inaugura la mostra SGUARDI DA QUA delle foto di Paola ed Emilio. Nell’impazienza di vedere come sarà l’evento, per il momento me lo sono sognato di notte. Nel mio sogno, Emilio (quello famoso dei due, ovviamente) era in radio che veniva intervistato, nientedimenoche dalla trasmissione caterpillar. Allora io cercavo di contattarlo sul telefono (durante un intermezzo musicale, ovvio) per dirgli: “Già che ci sei (zachete) fai pubblicità all’evento anche dalla radio!”. Naturalmente non riuscivo a prendere la linea, la radio cominciava a gracchiare e, come è tipico dei sogni, le cose si confondevano e si trasformavano un po’ a caso: improvvisamente mi trovavo nella sala in cui Rosa aveva esposto i suoi disegni il mese scorso, e c’era un canale d’acqua che attraversava il pavimento, in una struttura elegantemente congegnata!
Chissà cosa verrà fuori nella realtà…

Per chi non sapesse dov’è via Raffineria (dove inizierà l’evento alle 18.30), cliccare qua per trovare la mappa per arrivarci.
SGUARDI DA QUA sul mercatino

La mostra fotografica è arrivata

Invito ufficiale!
Dopo lunga gestazione, ecco finalmente l’evento creativo del mese di febbraio: la mostra fotografica di Paola ed Emilio SGUARDI DA QUA!
Il progetto è nato la primavera scorsa, al ritorno della luce di stagione, con la scoperta di un nuovo soggetto pieno di meraviglie: la superficie del mare, liscia o increspata, e dotata di un suo punto di vista tutto speciale.
Una marcia in più è stata data dall’incontro con Emilio del luglio scorso, che ha arricchito l’idea in numerose puntate virtuali e artistiche.
Ed ora l’evento è pronto e, grazie al nostro ufficio stampa ca.fe.news, è già noto al mondo! (link 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12)
Dunque annunciamo:
invito alla mostra

Inaugurazione:
sabato 16 febbraio, ore 18:30, Atelier della casa
via Raffineria 4/C
(presso piazza Garibaldi), Trieste.
Vi aspettiamo!!

Scenette da una mattina di sole

Sabato mattina: girettino in bici in città.
Mi fermo a fotogratare le montagne all’orizzonte, e una tipica vecchietta triestina con occhialoni mi dice: “Che giornata, proprio da fotografare… splendida, splendida!”.

Passo presso la sala Tripcovich, mi fermo al semaforo.
Alla mia destra c’è un gruppo numeroso di bambini delle scuole, mi salutano, mi fanno cenno che è ok. Sento uno di loro che dice: “Secondo me vince la bici”. Tengono d’occhio il semaforo, e danno il tempo:”Pronti… via!!”. Mi viene da ridere, ma non li deludo: parto in piedi sulla bici, e resto in testa per il tempo necessario. Dietro di me i rumori dei bimbi:”Brumm, brrrummmm!”, e ancora rido…

le montagne sul mare il golfo di Trieste dal treno

Ogni giro di ruota una storia

Domenica scorsa, non avendone avuto abbastanza della pedalata di sabato, sono tornata in bici per proseguire il giro a partire dal punto in cui ero arrivata il giorno prima.
Ci metto dunque un’oretta per percorrere la tratta Monfalcone-ponte sull’Isonzato, e da lì proseguo per una strada per me nuova, fino al mare, verso la laguna di Punta Sdobba. Devo dire che la pedalata è stata anche stavolta monotona, appesantita dal cielo grigio, dalla foschia all’orizzonte e dal freddo sulle dita (avevo dimenticato i guanti a casa), per un totale di 40 chilometri di pianura andata e ritorno.
Però, com’è d’obbligo per i giri in bici, che promettono sempre di raccontare delle storie, anche stavolta ho trovato il premio finale.

Giungo infatti alla riserva naturale del Caneo, di cui non sapevo l’esistenza. Trovo il bar chiuso, e decido di mangiare il panino-pranzo restando sulla sella, perchè se mi fermo prendo freddo. Attraverso i canneti con uccelli acquatici, e nel canale sulla mia destra trovo un dettaglio che mi cattura l’attenzione. È lei! Questa immagine la conosco già! È la stessa che ho già visto in una delle foto di Emilio tra le mie preferite, che faranno parte della nostra prossima mostra di febbraio! Una barca di legno, semisommersa dall’acqua, ricoperta di muschio. Lui l’ha ritratta in bianco e nero, due volte, con diversi livelli di marea. Io a colori, ieri, come se fossi entrata nel mondo delle sue foto.
Aveva ragione, Emilio, a dire che facciamo gli stessi giri. E pensare che questo tour l’avevo scelto su google earth…
(continua…)

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IMG_4041 IMG_4042 IMG_4055 l'angolo dei pescatori

Città di notte

Ore due di notte.
Salutati gli amici, e chiusa la loro porta di casa dietro le nostre spalle.
Siamo andati via dalla festa per ultimi, ci siamo riservati la possibilità di scambiare gli abbracci con calma.
Siamo in centro città, a piedi, piove leggermente, non abbiamo l’ombrello ma per fortuna c’è il cappuccio, e gli autobus che avevamo usato all’andata ora sono finiti. Che si fa?

La pioggerellina non si nota.
Le luci si riflettono nelle pozzanghere.
Poche macchine passano di rado.
La passeggiata fino a casa è leggera come una piuma, chiacchieriamo, non fa freddo, e quando siamo sotto casa nostra è un peccato che il tragitto sia già finito.
Arrivo a casa, ore 2:22. Si sta che è una meraviglia.

hyacint