Categoria: Diego
il nostro piccolo
Prendere ispirazione
Per la vacanza del nostro anniversario, siamo andati tutti e tre a Treviso, a Murano (dove Diego ha soffiato il vetro!), a pedalare sul Sile, a Badoere con Carla e sull’Ostiglia, a veder volare i gufi nell’Oasi di Cervara.
Diego ha visitato con noi tutti i padiglioni del lato “Giardini” della mostra di arte contemporanea Biennale a Venezia. Alla fine della esposizione, ha detto: “A me piacciono le mostre, perchè così posso fare delle opere d’arte a casa!”
Letture a sorpresa in gelateria
Oggi Diego ha detto a Davide, guardando i gusti dei gelati: “papà, perchè qui c’è scritto TARTUFO?”
Gite naturalistiche
Ieri pomeriggio siamo stati a Carsiana, dove Annalisa con MiniW proponeva dei bei laboratori per bambini: acquarello con gli stampini di patate, e creazione di libri pop-up sulla catena alimentare.
nell’orto botanico ci siamo inebriati con il profumo della salvia officinalis e del lauro nobile.
La sera, dopo una cenetta in osmizza, abbiamo proseguito il giro con i Tutori degli Stagni.
Prima allo stagno di Banne, poi allo stagno di Repen, Gaia Fior ci ha spiegato il comportamento degli anfibi in questa stagione: tritoni, rane e rospi, che hanno cantato in un grande coro per noi sotto la luna.
Alla fine Diego ha detto: è stata una giornata molto avventurosa!
Gita in bici
Ieri abbiamo fatto buon uso del regalo di Giordano e Luisa, la cicloguida della Parenzana.
La Parenzana nel suo complesso propone un viaggetto in bici su un panoramico lungomare, ma ha certi tratti un po’ trafficati, o su ghiaia, o con salite impegnative.
Allora abbiamo caricato le bici di tutti e tre sull’auto, e siamo andati in Slovenia fino ad un punto intermedo del percorso, quello che parte dall’ingresso del campeggio di Lucija, e da lì abbiamo iniziato a pedalare.
Otto chilometri in tutta sicurezza, daprima nel campeggio, poi lungo le saline, fino al confine con la Croazia.
Diego si è scatenato chiedendoci continuamente di fare gare di velocità in bici… Fino a che è diventato troppo stanco per continuare allo stesso ritmo anche sul ritorno.
Per fortuna papà Davide era attrezzato con il “cammellino”, e ha attaccato Diego alla sua bici, per portarlo al traino fino al punto di partenza.
Per trovare un bel tratto ciclabile facile e interamente sicuro per i bambini piccoli, bisogna spostarsi un po’ da casa. Però abbiamo visto che si possono trovare alcuni segmenti con queste caratteristiche, all’interno degli itinerari turistici rinomati come questo.
Il motore spiegato dai bambini
Anni fa, quando il camioncino ape poker di nonno Franco si era fermato, avevo ricevuto in regalo un pezzo del suo motore da tenere come ricordo: pistone, biella ancora fissata alla testina stantuffo, cuscinetti di biella. Per molti anni il destino di questo cimelio è stato quello di restare fermo in bella mostra ai piani alti della libreria.
Di recente, Diego si è interessato a questo pesante oggetto di metallo, e io gli ho dato corda: un giorno gli ho anche mostrato una animazione della combustione nel cilindro di un motore, da cui si apprezzava la rotazione dell’albero che era collegato al testa biella.
Questa mattina, al risveglio, Diego mi ha chiesto di poter prendere in mano il pistone dell’ape poker. Con la biella mossa dalle sue mani, me ne ha spiegato il funzionamemto, mentre io gli infilavo le pantofole per andare a fare colazione.
“Questo è il corpo”, ha detto Diego indicando la biella “e questo è il collo che viene attaccato alla testa”, ha continuato indicando la testina stantuffo. “E’ come una specie di dondolo: una volta un bimbo va di là, una volta un altro bimbo va dall’altra parte”.
Lettera per lettera
Diego ha molta voglia di provare a leggere.
Noi cerchiamo di non aggiungere troppo a quello che lui chiede spontaneamente.
Trovo giusta l’osservazione delle educatrici che avvisano: “Se arriva a scuola sapendo già quello che gli insegneranno, poi si annoierà”.
Nel frattempo, lui inventa utili esercizi.
Si guarda allo specchio prima di lavarsi i denti, dice le parole che gli vengono in mente, scandendole lettera per lettera: C-I-A-O-D-I-E-G-O.
Osserva le confezioni delle cose che mangia, trova delle parole mimetizzate tra le figure, e chiede: “Cosa c’è scritto qui?”.
Adocchia i numeri che stanno all’interno di un testo più ampio, e per il momento legge quelli.
Segue col dito le righe sui libri, citando i raccontini a memoria.
Io ci metto molto più tempo ad imparare.
Stamattina, per la prima volta dopo mesi, ho scritto una delle mie password senza consultare il foglietto dove me l’ero segnata.
Aaah, ora l’ho memorizzata, mi sono detta.
A quel punto, si è aperta la schermata di avviso: “password scaduta, scrivi nuova password”.
La fantasia che ti fa vedere meglio la realtà
Sabato scorso, in treno verso Padova, guardavo i campi dorati dalla luce del sole del mattino.
All’improvviso, ho cominciato a notare i cumuli di montagnette delle talpe.
Certi campi ne erano pieni.
Altri, non ne avevano per niente.
Qualche volta, le montagnole passavano da un campo all’altro e raggiungevano i giardinetti delle case.
E in un caso, seguivano la direzione dei solchi arati: per comodità.
Dopo aver realizzato due fotolibri per Diego in cui c’è qualche talpa protagonista delle nostre foto, improvvisamente “vedo” i segni dei personaggi dei nostri racconti anche nel mondo vero.
Domenica ho portato Diego a camminare e pedalare nel bosco Bidischini, e sul sentiero abbiamo notato molte pigne smangiucchiate.
Le abbiamo fotografate, presto useremo anche queste immagini per i prossimi fotoracconti.
E io ora vedo segni di scoiattoli dappertutto.



























