Siamo alle soglie dell’anno e mezzo, e la pediatra ieri ha constatato che Diego cresce con peso e altezza nella media. E’ stata sorpresa quando le abbiamo spiegato che Diego sa dire più di cinquanta parole, e che ne mette in fila due o tre per esprimersi: in questo Diego ci sta dimostrando che è avanti!
Ecco un tipico esempio.
Vediamo Diego intento a rivisitare la sua collezione di orologi di carta, tirandoli dentro e fuori dalla scatola apposita che li raccoglie. Alcuni sono ritagliati dalle pubblicità dei giornali, altri sono depliant accattivanti catturati nelle gioiellerie, e c’è anche il suo orologino giallo di carta plastificata che gli ho fabbricato a Capodanno per guardare insieme la mezzanotte. La collezione ovviamente si estende anche ai nostri polsi: il primo amore è stato quello per l’orologio di nonno Giordano, che ha la luce che si accende a comando. E in aggiunta, tutti noi veniamo controllati. Io, da diversi anni ormai, l’orologio non lo porto più: mani libere dagli impicci! E Diego questo lo verifica quotidianamente: punta il ditino sul mio polso, e ribadisce: “No orologio mamma!”.
Altro classico di questi giorni.
E’ ovvio dire che Diego è un “nativo digitale”. Conosce bene il telecomando per accendere la radio (domenica scorsa era riuscito a conquistarlo, e premeva insistentemente il pulsante centrale a forma di tondo grande; ovvio per lui che lì ci fosse la chiave dei controlli!). Adora gli smartphones e l’iPad; chiede spesso di guardare insieme i video di cani o di animali divertenti. Papà Dado lo sta catechizzando e già adesso è diventato “un evangelista di Jobs”; infatti controlla sempre se sul retro dei dispositivi elettronici c’è un logo della Apple: “mela, mela, mela!”.
A casa ha già due telefonini giocattolo quasi uguali. Noi, colpevoli di aver lavato il primo con una spugna troppo umida che ne ha fulminato la suoneria, abbiamo voluto prendergliene un altro. E con questi Diego chiama virtualmente nonno e nonna, e immagina dialoghi con loro, posandosi un telefono su ciascun orecchio. E’ molto colpito dal fatto che uno dei due si sia rotto. Infatti ci spiega sempre la differenza tra i due apparecchi giocattolo: preme il ditino sul primo, e controlla: “suona!”; e poi preme il ditino sul secondo, e ribadisce: “no suona, otto!”
