Cosa mi diverto a fare con Diego

Diego ha imparato alcune parole chiave e alcuni gesti di collegamento, quindi ci si può sbizzarrire a provare a capirsi su argomenti nuovi.
Ad esempio: con “PUM” che vuol dire prendere una botta, con il mimo della situazione pericolosa, con il “no”, con la parola “male”, e con il nome di un oggetto, si può comporre di tutto. E spiegargli le azioni non adatte nei vari punti della casa.
L’altra sera dunque gli ho mostrato che se “dito” finisce stretto nel “cassetto”, si fa “PUM” e questo fa “male”, quindi meglio “no” cassetto, ecc ecc. Ovviamente per mimare la pericolosissima evenienza, il dito ce lo mettevo sempre io a dimostrazione, con piccola sceneggiata ahiahiahi. Poi lui si immedesimava, si teneva a distanza dal punto pericoloso, quindi la storiella sembrava funzionare.
Però così facendo sono rimasta intrappolata in questo gioco: secondo voi quante volte Diego mi ha fatto ripetere la scenetta del mio dito chiuso nel cassetto?

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