Periodo di transizione

Prima di tutto faccio il vuoto.
Nella mia storia non c’è nulla di ovvio, e posso anche mettermi a lungo nella posizione per cui non succederà nulla per un po’.
Poi resto ad ascoltare quello che succede fuori.

Le prime cose che sento diventano subito delle curiosità.
Una selezione degli stereotipi secondo i quali vengo interrogata: un paio di questi diventano ricorrenti, ma talvolta qualcuno mi sorprende avvicinandomi con pensieri poetici.

E poi ipotizzo il silenzio, dentro.
Questo in effetti rimane vero per la maggior parte delle ore: sono la stessa di sempre, verifico la mia mobilità a lungo raggio (sì, c’è), verifico la rapidità nel riconoscere le situazioni nuove (sì, funziona): ok, nessun cambio di indentità mi è richiesto per forza.

Naturalmente, dal silenzio emerge qualche suono.
Tutti i giorni.
Diventa vero soprattutto nella condivisione.
Se ascoltassi le novità solo io, forse non avrebbero tutto questo senso.
Il significato condiviso con Dado arriva, direi, da prima dell’inizio.
Quello che sente lui, sento io.
Dado come mio orecchio.
Eccolo.

A ciascuno il suo volume

Al concerto dei BSBE, sabato sera, il teatro Miela vibra tutto, i pavimenti oscillano, i bassi attraversano ogni massa rombando.
Io li adoro e li ascolto sempre sul mio iPod, ma questo casino oltre limite nella esibizione dal vivo non me l’aspettavo.
“Non per niente si chiamano Bud Spencer BLUES EXPLOSION“, mi ribadisce Dado, “mica BLUES MICCETTA o BLUES DIAVOLINO…”

la cartolina d'invito al concerto prima del concerto, la batteria in luce

Molti avvistamenti allo stagno

Lo stagno di Repen, oggi, era molto popolato.
I rospi smeraldini saltavano in acqua appena ti avvicinavi, e poi quando si sentivano tranquilli cominciavano a parlarsi da un lato all’altro della vasca.
Una ghiandaia verde mappava le zone fangose palmo a palmo, pasteggiando con vermetti.
I merli venivano a farsi il bagno, sbattendo tutta l’acqua con le alette.
Molti girini chiazzavano di nero intere zone del fondo, numerosi come nugoli.
Dalle fronde i cori degli uccelli echeggiavano continui; più lontano le mucche davano qualche cenno di risposta.
Un cane libero si è improvvisamente tuffato in acqua scacciando tutti i rospi, e poi è corso verso di noi svegliando Dado di soprassalto.
Sì devo ammetterlo c’erano pure Dado e Palla che facevano un pisolino.
E nello stagno parecchi pesci rossi sbucavano di tra le piante acquatiche, niente ben perchè non devono essere portati quelle parti, c’è il rischio che si pappino tutte le altre specie.
Comunque al momento la popolazione è numerosa e la diversità sta resistendo.

CIMG4295 CIMG4345 CIMG4282 il merlo si fa il bagno
CIMG4357 CIMG4269 nuota nuota girino... tappeto di piante acquatiche
e le stesse foglie. controluce... primavera in verdeblu beccata in volo! Molto sole durante il pisolino

Super nuovo regalo da parte di Dado

Ieri Dado era molto impaziente che arrivasse il postino, che gli portasse dei pacchi.
Ha suonato solo nel pomeriggio, ed è arrivato con due scatoloni.
Uno era pieno di carte da gioco per la collezione dadica, e l’altro era una sorpresa per me: “Apri“, mi dice Dado, “Guarda il biglietto di auguri“.
Leggo a voce alta l’etichetta sull’esterno del pacco: “Il tuo nuovo Kindle“.
“Ma nooo!“, si lamenta Dado, “avevo chiesto che non mettessero informazioni visibili!!!“.

Beh comunque decisamente non me lo aspettavo. Spedizione veloce un po’ in anticipo sul mio compleanno. Non mi ero mai posta l’idea di prendere un kindle, un lettore di libri elettronici. Sai quella cosa per cui sei abituata al piacere di tenere i volumi cartacei in mano.
E invece, come prima scoperta, realizzo che si tratta di un’altra sensazione.
Innanzitutto, con la connessione wi-fi, ti tenta subito a prendere al volo i libri che ti passano per la testa. Dopo un anno e mezzo che lo cercavo a tempo perso senza trovarlo, eccolo qua, in un minuto l’ho comprato ed è arrivato finalmente tra le mie mani: l’ultimo episodio della saga di Douglas Adams, che era mezzo scomparso dalle librerie, da quanto tempo lo volevo leggere!
Poi mi piazzo sul divano, e trovo le nuove pose col kindle sul cuscino… senza mani! Mi fa strano non dover tenere le pagine in modo che il libro non si chiuda, sta lì tranquillo e si lascia leggere sul bianco e nero.
Poi mi ricordo delle situazioni in viaggio, con la bici e un solo libro a testa per Dado e per me, che alla fine per non aumentare i pesi ce li scambiavamo; mentre ora se ne possono portare in giro molti tutti qua dentro.
Alla fine la mia impressione è che con questo dispositivo non si smette di comprare libri cartacei, ma si aggiungono letture e golose occasioni.
Pancia mia fatti capanna!

il nuovo Kindle di Palla

Foto de festa

L’altra sera, durante la ottima Osmizada de Bora.La con bora a 150 km/h a Servola, uno degli amici ci girava sempre intorno con il grosso obiettivo della macchina fotografica. Senza flash. E io pensavo: cosa combinerà ‘sto qua, che se movemo come paiazi, cantando sù-e-zò-pel-pal…
E invece quando ho visto la sua galleria fotografica, pubblicata su bora.la, mi sono detta: bravo, belle foto, obiettivo luminoso, ma guarda un po’, che el xè rivà anche a farne bèi!
E a rendere bene il clima festaiolo.

Durante la cena, per festeggiare l’insediamento al potere redazionale Bora.Laiano della nuova Responsabile dei contenuti del sito Sara Matijačič, ho potuto permettermi persino un brindisi “di genere”: “Perchè dopo una capa donna, abbiamo di nuovo una capa donna, evvài! (Che prima di vederne due di seguito dovemo aspetàr vent’anni…)”

Foto qui in anteprima, courtesy di Ivan Doglia.

IMG_4927-3 IMG_4950-3 IMG_5014-3 IMG_5015-3
IMG_5054-3 IMG_5057-4 IMG_5202-4 IMG_5121-3
IMG_5152-3 IMG_5170-3 IMG_5173-3 IMG_5200-3

Eventi cantanti

Segnalo il seguente articolo uscito su bora.la

“Domani Osmizada.La a Servo.La per festegiar Sara.La Baricadera. Vegnì dei!”
(di Diego Manna)

La muleria de Bora.La e chi che ga piazer domani venerdì 10 febraio se ritrova ale 20 al’Osmica Debelis de Servola per festegiar l’insediamento al potere redazionale Bora.Laiano di Sara “Baricadera” Matijačič.
Ghe sarà anca el mitico Davethewave col chitarin e col ancora più mitico canzoniere CCNo.
Bon, chi che vol, che vegni. Daghe!