Una passeggiatina in centro.
Una sul molo, che si immerge nella nebbia.
Una a bosco Farneto, sul tappeto di foglie di quercia.
Tutti insieme.
Categoria: Davide
Un’ottima minestra
E’ arrivato Diego!!!!
Considerazioni sulle pance
Quest’anno a Lagolo la pancia più grande è quella di Paola. Ma abbiamo visto che anche quelle di Liviano e Michele, oltre alla mia, sono cresciute… Bei tempi quelli della “tartaruga”… Ma Michele, saggio come un vecchio osservatore, sostiene: “a cosa serve la tartaruga sulla pancia quando si hanno i criceti nella testa!?!!?!”
Un giretto in porto vecchio
Cinque anni dopo…
Un salto a HockeyLand!
Mentre Paola era a Trento, io me ne stavo a Roma, non solo per i due giorni di seminario allenatori, ma più che altro per incontrare un po’ di amici.
Prima di tutto avevo voglia di incontrare il mio amico e collega allenatore Marco e la sua squadra di Bondeno, che partecipavano alla Final Eight di Coppa Italia. Nonostante la paura che hanno avuto per il terremoto, in questi giorni solo un ragazzo ha avuto danni alla casa, per fortuna limitati. e questo mi ha sollevato un po’, visto che con Marco e la squadra abbiamo avuto buoni rapporti in questi ultimi anni.
Poi ho rivisto altri amici che avevano partecipato ai corsi allenatori negli anni scorsi, Fulvio, Vincenzo, Roberto… Ci ha fatto molto piacere rivederci; anche se abbiamo passato poco tempo assieme, condividiamo dei valori di base e questo ci avvicina.
Poi il piacevole incontro con i ragazzi della federazione paralimpica, che avevo conosciuto a Lignano in gennaio. Sono ragazzi fantastici, per l’impegno che mettono nel gioco e nello stare insieme, nonostante le difficoltà. Vederli ci riequilibra il sistema e ci fa capire quanto siamo fortunati e quanto possiamo fare e dare di più.
Con Fernando, l’allenatore dell’Italia femminile, abbiamo parlato di hockey di livello internazionale e ci siamo scambiati pareri e consigli tattici, di gestione. Mi fa quasi “impressione” il fatto che io possa dare qualche consiglio a lui, che da giocatore ha collezionato innumerevoli successi (bastano 3 olimpiadi: Seoul, Barcellona e Atlanta?). Nonostante la differenza di esperienza, sono molto ben considerato, e il lavoro che svolgo come video analista per la nazionale è apprezzatissimo.
Vedremo quali saranno i futuri incarichi; sono stato invitato alla Coppa delle Alpi con la senior maschile, e agli Europei U16 maschili, ma in entrambi i casi, per motivi di lavoro, non sarò disponibile.
Ma ci saranno altre opportunità!
Weekend con doppio viaggio
Giretto da bella stagione, per questo fine settimana: Dado domani è in partenza, e pure io.
Dado sarà a Roma per un evento sportivo che ormai fa parte della tradizione, l’hockeyland, dove potrà partecipare ai seminari di formazione per allenatori. E già che c’è, potrà vedere un po’ di hockey e mettersi d’accordo per i prossimi impegni con la Nazionale!
Io andrò a Trento a vedere il Festival dell’Economia e le mostre del MART.
Devo ancora prenotare tutto, comunque l’idea è questa:
venerdì 1/6
Trieste Centrale 17:02 – Verona Porta Nuova 20:00 (FRECCIABIANCA 9748)
Verona Porta Nuova 20:09 – Trento 21:29 (Regionale 10936)
visita agli eventi di sabato 2 giugno del festival dell’Economia
domenica 3/6
Trento 08:33 – Rovereto 08:46 (Regionale 10911)
visita alla mostra Alice in Wonderland
Trento 17:10 – Verona Porta Nuova 18:14 (Regionale Veloce 2263)
Verona Porta Nuova 18:29 – Trieste Centrale 21:20 (FRECCIABIANCA 9737)
E soprattutto, il fine settimana lungo comincerà con un evento a cui tengo molto: la conferenza per la premiazione ad Annamaria Percavassi, assegnata dalla nostra Commissione Pari Opportunità del Comune di Trieste: siete tutti invitati!
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Qui Davide: oramai sono in treno da tre orette, e sono quasi arrivato a Bologna. Incredibile ma vero, sul treno c’è la connessione wifi gratuita, e sto scrivendo dal mio portatile!
In stazione a Trieste ho incontrato Tullia e Matteo, in arte Mattullia; quindi viaggio in piacevole compagnia!

Un paio di tappe allo stagno
L’altra settimana ero andata allo stagno di Villa Giulia del tutto predisposta ad un momento di relax.
Nella quiete, adocchiavo i girini, ascoltavo il picchio, sentivo partire qualche canto dei rospi ululoni.
E’ difficile vedere qual è l’ululone che sta cantando, quello che tra i tanti ha cominciato a gonfiare la gola gialla: bisogna trovarli tra le erbe, dietro i sassi, scrutare la superficie d’acqua quasi immobile e apparentemente identica nel tempo, cercando la piccola increspatura creata dalla testolina di rospo che si muove a ritmo.
Poi gli ululoni si intimidiscono appena scatta qualche rumore più forte, smettono, e bisogna stare di nuovo immobili per un po’ prima che li si senta ripartire col loro verso, echeggiato da un angolo all’altro dello stagno, mentre ancora non si era riusciti a scovare qual era quello canterino, tra i vari occhietti sbucanti a pelo d’acqua.
Solo che questa volta non sono riuscita a fare la solita rilassante ricerca, quella con l’occhio che scorre e vaga un po’ a caso tra foglie e riflessi.
Perchè un movimento sinuoso ha inchiodato la mia attenzione. Mi ha ipnotizzata. Ha catturato la mia messa a fuoco.
Una biscia d’acqua.
Grossa, segmentata di nero, è uscita dal bordo opposto al punto dov’ero seduta io, e ha comiciato a curiosare sopra i sassi e tra le erbe, e a percorrere, con la linea curva della propria lunghezza, tutto il confine da quel sasso di uscita al fondo più remoto dello stagno allungato.
Gli ululoni continuavano a chiamarmi, ma io li ignoravo bellamente.
Con l’idea che una biscia dal lato lontano era una cosa pacifica eppur calamitante, non ho staccato l’obiettivo dalla sua rotta per un bel po’.
E così mi sono fatta una scorta di immagini fotografiche, sufficiente a confrontarla con quella del pannello identificativo posto sul vialetto d’ingresso.
Una “V” nera sotto l’occhio da rettile.
Degli ovali gialli su tutto il manto, circondati da chiazze scure negli spazi rimanenti…
L’aspetto coincideva perfettamente.
Definizione fondamentale: “innocua”.
La biscia dal collare, “natrix natrix“, poteva restare tranquillamente a casa propria, anche se non lontana da me che le facevo visita.
Perfetto.
Così, una settimana dopo, quando sono tornata allo stagno con Dado, non ci siamo scomposti alla vista della stessa biscia anche sul pelo d’acqua (nuotava galleggiando a forma di “esse” che era una meraviglia), e a centro stagno, e dall’altro lato, e subito dietro… ben quattro di seguito, ne abbiamo identificate, senza paura.
Anzi, ci siamo pure potuti divertire quando i passanti successivi, che si avvicinavano allo stagno, alzavano ben la voce con i loro “aaaah”, alla vista della bestia sinuosa che gli faceva “bù!”
E noi, ormai esperti, potevamo vantare le spiegazioni necessarie, e tranqullizzarli uno dopo l’altro in successione.
Ritrovo con tanti amici
Serata lunga, quella di ieri!
Abbiamo visto Carla, Andrea e Serena, e tanti vecchi compagni di studi di Dado, i CCNI, che hanno organizzato la cena molesta. Un viaggio nel tempo di oltre sette anni!




































