Viva l’A: partenza!

Siamo partiti dall’unico porto di un grande impero (ex) per raggiungere la nostra nonnapatria. Dopo i saluti di Franco all’imperial regia stazione di Trieste siamo saliti sui treni della Repubblica.
Diciamo che il servizio stavolta non è stato amico delle bici… A quasi ogni stazione da mestre in poi, tre cambi di treno compresi, c’erano sempre accese discussioni sul fatto che volevano salire più bici di quante ce ne stavano nella carrozza dedicata. Anche noi a Verona abbiamo dovuto fare il pianto greco del “non potere separare marito e moglie” quando si erano esauriti i posti e Paola era su e io giù dal treno
Abbiamo incontrato i soliti strani compagni di viaggio: un somalo leghista vangelomunito ci ha attaccato bottone dicendo che gli piace dare consigli ai giovani. Una giapponesa col trucco rosa e le calze di lana (con 30 gradi e afa!), interessata alle differenze tra vocali italiane e giapponesi e alla difficoltà della grammatica italiana. In confronto alla sua che per noi è giapponese. Appunto.
Una nigeriana verde speranza vestita, con vistoso ciondolo dorato a forma di $, che voleva dimostrarmi:
1) la necessità di credere in dio
2) la superiorità dell’uomo sulla donna. – Che, devo darti lezioni di femminismo io? –
3) il fatto che all’inferno è brutto come quando metti la mano sulle fiamme del fornello.
E pensare che invece con ’sto caldo mi ci stavo già abituando…

Innsbruck è molto bellina e ci ha accolto per benino. Già nel primo negozio di paccottiglia tirolese volevo comprarmi un loden… E viva l’A e po’ bon!!!

AmicoGeko

Oltre a quella delle nottole, c’è anche un’altra storiella animalesca simpatica da raccontare.
Qualche settimana fa, come al solito vado a chiudere le persiane della finestra della camera prima di andare a dormire. Mentre apro la finestra vedo con la coda dell’occhio qualcosa che si muove.
Alzo la testa e paf!, una cosa verdastra cade dalla parete e comincia a correre sul pavimento.
Svelto (io), l’abbranco tra le mani. È un geco!
Cerca di scappare ma tengo le mani chiuse. Chiamo Paola e mi faccio portare un Tupperware. Lo appoggio dentro e chiudo il tappo. Ma così non mi piace, poverino…
Vado a prendere il setaccio della farina, tolgo il coperchio e lo appoggio sopra la scatola. Adesso può respirare tranquillo!
Me lo guardo un po’: le zampe appiccicose che possono aderire su tutte le superfici sono proprio carine. Gli occhietti vigili.
Cerco notizie su internet: che bestia è? che ci fa da queste parti? cosa mangia? cosa beve? lo teniamo?
Posto che tenere un animaletto a casa non è comunque facile, tenere un geco non è comodo. Per la cronaca il geco è un rettile cacciatore notturno. Mangia farfalle, falene, grilli, larve, scarafaggi, cacciandoli vivi, dal crepuscolo in poi. Già qua è un problema: chi se lo tiene a casa in un terrario, si deve attrezzare anche di un altro terrario, dove dovrà allevare anche gli insetti che serviranno da pasto al geco…
Mi dispiace, stasera fai digiuno, non ho grilli sottomano. Però leggo su internet che per dargli da bere basta spruzzare il terrario con l’acqua, e poi lui si va a bere le gocce dalle pareti.
Il secondo problema è che il geco, come tutti i rettili italiani, è una specie protetta. Chi lo tiene a casa in cattività è multabile. Di suo, comunque, il geco entra a casa della gente, approfittando delle imposte aperte, e viene a cacciare anche in coabitazione con gli umani.
Bon, anche se ci avevo già fatto amicizia, mi sono risolto di lasciarlo libero il giorno dopo. Così, con un ultimo saluto, l’ho lasciato al giardinetto, su un muretto tra le cui fessure può farsi un nido. Ciao!

Questo per tutti quelli che credono che in città la natura non esiste.
E questo in foto è lui, l’amicoGeko, fotografato sulla parete, un secondo prima che mi cascasse quasi sulla testa!
amicoGeko

Chiacchiere da giardinetto

Finalmente siamo tornati tutti e due.
Ci diamo appuntamento da Toni Lamponi. Portiamo il gelato in giardinetto.

Dado mi elenca le sue nuove punture d’insetto.
Col dito, mi mostra il centro della fronte. E dice: “Mi hanno beccato anche qui!”
“In fronte?”
Chiedo io.
“Sì! E mi hanno anche succhiato delle informazioni! Delle password!!!”

roseto del giardinetto l'arcobaleno tra le case Zaino da mare luce tra le foglie

Ancora foto da Roma

L’altra sera, si diceva, Dado è uscito a cena con zio Angelo e con Anna.
Sono andati in una pizzeria di Roma dove zio chiedeva sempre “il solito”, ovvero una pizza che non c’era nel menu.
Fino a ieri.
Ora però, c’è una pizza Angelo ufficiale.
E Dado me ne ha mandato le prove.

La pizza dello zio

Notizie da Roma

Ieri sera ero a cena da Fra ma e pa. C’erano i sardoni fritti e l’insalata con zucchine dell’orto, yummm!
Ad un certo punto trilla il telefono.
E’ un messaggino di Dado.
“Ho appena sentito Angelo. Stasera ci vediamo. Saluta tutti, sardoni compresi!”

nuove peppe nuova maglietta Dado Angelo e Anna

Dado in trasferta

Vado a Roma per qualche giorno al corso allenatori. Sto partendo proprio ora, sono sul treno in partenza.
Per strada, qualche minuto fa, pensavo: “fra cinque giorni, al ritorno, riconoscerò ancora la mia ristrutturanda casa?”. I lavori procedono spediti, in una settimana faranno passi da gigante!
Invece, poco fa, mentre portavo il borsone e lo piazzavo sul portabagagli in alto, la seconda domanda: “perché non ho preso la valigia con le ruote???”
Sono sopra a Barcola adesso, guardo il mare e mi manca già Trieste… e Paolina…

HSH Chapter 16 – Quinta settimana di lavori

Nonostante che:
A) il pavimento non è pronto
B) l’acqua non c’è
C) manca pure la corrente
i nostri due impavidi eroi sono andati comunque a prenotare la lavatrice nuova.

Tutto questo perchè c’era un simpatico sconto compleanno da sfruttare.
Disguidi e incomprensioni con i negozianti sono stati superati brillantemente grazie all’intervento provvidenziale di Paola che, nei panni della cliente più esigente del mondo, ha supplito alla sbadataggine di Dado, il quale aveva lasciato il buono-compleanno a casa…

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