Giardinaggio (rudimenti di base)

La pervinca è una pianta infestante. La tengo in un vaso fuori dalla finestra, e in primavera mi regala molti fiori blu. L’anno scorso le avevo “pettinato” la chioma, separando e ricomponendo tutti i rami che avevano formato un intrico.
Oggi l’ho scoperta che ha raggiunto, con lunghissime dita, l’altro lato della finestra, seguendone tutta la cornice nell’angolo; e si sta “prendendo ” anche l’altro vaso, quello del geranio, facendoci il giro intorno alla base, come da brava pianta del sottobosco qual è, che forma tappeti di foglie.
Infestante, ma bellissima.

p.s. Ieri, per sbaglio, ho rotto un fiore in boccio del geranio, accidenti. L’ho ripiantato così come stava, e ora ha ricominciato ad aprirsi e fiorire… Col geranio, la talea funziona bene.

Balla, Barbarina, balla!

1987. Doposcuola. Barbara, fresca di pattinaggio artistico, mi insegna delle coreografie inventate sul momento, e in due ci esercitiamo a fare i “numeri” a casa sua.

2007. Dopocena. Barbara, come ci aveva detto domenica a Barcola, stasera balla in piazza Unità le coreografie della festa della radio, vestita “da donna”, come dice lei (sta benissimo, n.d.r.).
Con l’abbronzatura e i tacchi alti, gira sulle note di “Mas que nada”, la stessa musica che Dado ed io ascoltavamo nei giorni precedenti alle nozze (oba-o-ba-o-baaa…).

Incontri ravvicinati dell’altro tipo (ovvero: cogli l’attimo)

Oggi, lunedì semiferiale (nel senso che metà ufficio era in ferie), il vento fuori dalle finestre ha spazzato le fronde per tutto il giorno: la forza della natura era uno spettacolo. Si dice ‘uno spettacolo’ soprattutto quando lo si guarda restando dentro al calduccio: ovviamente, proprio al momento di uscire, è scattato il nubifragio sopra le nostre teste.

Esco dunque sotto la pioggia, e con un paio di salti nelle pozzanghere (fortunatamente dotata di sandali impermeabili da fiume) arrivo quasi decente al bus fermo al capolinea, mi siedo e da lì ricomincio a guardare le figure dell’acqua spazzata dal vento fuori dal finestrino.

In quel momento sale sul bus un altro tipo mezzo bagnato, mantellina nera svolazzante da volatile, caschetto da bici, sandali e braghette corte. Chiede al conducente: “Si può portare la bici sul bus?” Ovviamente la risposta è no, come mi son sentita dire altre volte anch’io. Scende dal bus, lo squadro, occhi azzurri pizzetto ed orecchino, “Sembra Rigatti”, dico mentre esce, ma non mi sente.

Allora apro il finestrino, gli grido “Emilio!”, e lui si gira… E’ proprio lui, il mio mito, lo faccio tornare! Intercedo con l’autista usando la mia solita tecnica: “Sono una habituèe del bus, ho la tessera dell’autobus annuale da anni, faccia un’eccezione, se è così gentile da farlo salire scriverà di lei in uno dei suoi libri, è uno scrittore affermato!”. Incredibile, ma funziona: Emilio sale, assicura la bici nell’ampio spazio centrale, e fino alla stazione mi racconta del giro che stava facendo in Val Rosandra, prima di riprendere il treno per Ruda, e del suo nuovo libro; e io gli cito il nostro viaggio di nozze in bici, fatto con questi sandali uso-bici che ho scelto pensando ai suoi suggerimenti, e le piste ciclabili francesi e spagnole…

Bello, eh? Quell’attimo catturato. Peccato che da “Emilio” in poi ho immaginato tutto. L’avessi catturato davvero. Ma ora scrivo alla sua casa editrice e glielo dico. Anche se era un sosia, ormai vale lo stesso. Come una citazione tra scrittori, se così si può dire…

(continua…)

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Mare

Ieri sono andata al mare con Anna. Mare tiepido, anche alle sette-otto di sera. Dapprima c’era un cielo blu intenso e pulito, dietro Anna scaldata dal sole. Poi c’era il tramonto rosa e viola, con la luna bassa da un lato dell’orizzonte e il sole altrettanto basso dall’altro lato.
Ogni mattina, alzando lo sguardo dal librobus, vedo un fotogramma di mare diverso. Qualche giorno fa il mare portava le Alpi a vista, calde, senza neve.

aspettando la barcolana 2 200km alpi carniche sagome sul molo notte

Storie d’aria e d’acqua

Oggi piove piove piove,
solo un’ora, dalle 19.
Forte, schizza, casca l’acqua!
Ci ripariamo alla Penna Bianca.
Mangiamo una pasta nel riparo. Pasta “alla zucchinara”.
Quarta volta che ho zucchine, pasta, torta, torta e pasta.
A cena finita, la pioggia è finita: senza attendere altro usciamo.

Neanche le otto, e si va a casa, con la bici in mano e la pancia piena… mentre Asterios è ancora al suo posto.
Asterios oggi prendeva una boccata d’aria con me, e io prendevo una boccata d’aria guardando in là, come una piccola cerimonia del tè.

E Alice fa i sorrisi giganti. Io dico: “sono spaesata”, e lei dice “che bello”, col sorriso grande, nonostante tutto affascinata.

Ah, ma ancora una cosa di giovedì scorso.
Per la festa di Lisa, siamo andati sul molo la sera.
Il mare era una grande massa calda, quadrata, tra i moli. Emetteva calore da sotto la sua pelle nera, lo vedevamo respirare.
Il mare di sera si veste da festa, con boa d’argento e perline d’oro.
E a volte mangia anche le luci blu.

AnotherShower non solo riflessi villamanin2004_02 dal molo

Caldo statico… o no?

Ora dirò una banalità. Come in certi inverni in cui non c’è voglia di uscire per il freddo, in questi giorni di pazza estate capita che si sta rintanati a casa per evitare il caldo di fuori. Ci si rinfresca con delle dosi maxi di tisana fatta in casa, e le tazzone, anche tiepide, danno veramente ristoro. Era da tempo che volevo aggiornare le ricette di tisane… Ecco qua un paio di nuove versioni!!

Ieri pomeriggio, prima di andare a far scorta di spezie ed erbe per tisane da Toso, ci siamo detti: ma stiamo più freschi se andiamo a piedi o in bici? Risposta condivisa: meglio in bici, perchè ci si diverte di più. (E ci si fa vento correndo…).
Il momento migliore è stato il ritorno a casa notturno. La salita in bici di via Budrio (non illuminata) nel frusciante buio della campagna. E la discesa di via Molino a vento usando poco i freni… uaoooo!!!! Come nei sogni. Sì, quei sogni in cui ti domandi: mi tuffo o non mi tuffo? Sì, mi tuffo, tanto è un sogno, e non mi succederà nulla di male…

Paola sul Piccolo

Il gioco del GO

Domenica scorsa abbiamo cenato con Mik e Fed, Livi e Liz, il testimone Puc. Ieri sera invece con IcoCla. Sono tutti sopravvissuti alla proiezione delle nostre foto di nozze e di viaggio, nella versione lunga. Un’esperienza che prepara giusto giusto per la nanna.
Liviano ci ha portato un regalo dalla Cina, dove è stato in uno dei suoi ultimi tour. Un pesante valigiotto-scrigno, dall’effetto un po’ “aura di mistero”, che contenteva per noi il gioco del GO. Le pedine sono dei sassetti bianchi e neri dalla forma un minimo irregolare, sembrano uguali tra loro ma in realtà sono tutte diverse.
Un proverbio del Go dice che nessuna partita è mai stata giocata duevolte, il che è anche verosimile considerato che ci sono circa 4,63×10170 diverse posizioni possibili su un goban 19×19, il tavolo da gioco.
Lo scrigno conteneva quindi una cosa che era giusto ricordare. Le possibilità di cambiare e di essere colti di sorpresa sono molte, molte più di quante si possa immaginare.

Le foto delle nozze

Parlare con Claudio Depaoli è sempre una sorpresa. Noi gli raccontiamo del nostro viaggio itinerante in bici, e lui ci risponde con analoghi ma più spettacolari aneddoti del suo viaggio in Africa, durato 5 mesi, un attraversamento completo. Claudio è stato il nostro fotografo ufficiale per le nozze, siamo molto contenti del risultato, e ci siamo pure divertiti (sia noi che lui) a fare foto durante il pomeriggio nel parco di Villa Revoltella.

Un primissimo “album fotografico di nozze” lo trovate on line a questo link (altri tempi, quelli dell’album stampato), però è da integrare, abbiamo molte foto da aggiungere e ne stiamo ricevendo ancora. A presto!

Nuova era

E così da qualche giorno il solito tran tran è ricominciato. Altro che tran tran, a dire il vero. Si lavora, ora et labora… Ci vorrebbe Franci, che in questi casi scriveva ‘tram tram’, e non lo faceva apposta…

Stavo guardando il blog di pulsatilla. Il suo blog non è una cosa nuova, il suo libro l’ho preso molto tempo fa. Però riguardarlo mi ha fatto venir voglia di scrivere una valanga di cose come fa lei. Anche se lei la valanga la faceva prima del suo libro; ora si è sfogata e ci va più piano, fa meno post di noi.

I libri che leggiamo ora sono gli altri: quelli, tanti, che abbiamo ricevuto in regalo per le nozze, e ce li sbafiamo a tutta fame. Due li abbiamo letti durante il viaggio, nelle tappe in treno, e poi ce li siamo scambiati. Altri due li abbiamo già quasi finiti in questi giorni a casa, a Barcola e in bus. Contiamo che siano tutti belli come i primi che ci hanno catturato a forza. E quindi grazie a tutti coloro che ce li hanno regalati. Ah, per chi aveva scritto la dedica sui foglietti volanti, beh: noi l’abbiamo incollata dentro ugualmente. Minimo!!!

Baci. P.

foglia piastrellata oceanic network i blu di dado foglia miseria

Siamo tornati!!!

Evviva, rieccoci qua!

E’ bello essere di nuovo a casa, pieni di immagini negli occhi e di idee.

Beh, vi raccontiamo ancora l’ultima tappa del viaggio di nozze, la serata a Genova di mercoledì scorso, che ci ha portato dei piacevoli incontri a sorpresa. Dopo una visita al centro, Palazzo Ducale, Piazza de Ferraris con la splendida fontana circolare, e il duomo di San Lorenzo, siamo andati a cena da Ugo. Davide ha potuto così provare il menù super tipico-casalingo di Ugo (da me più volte testato), cioè i pansotti con le noci e le acciughe ripiene. Il figlio di Ugo, Fabrizio, condiva la cena coi suoi battudoni, e siccome ci ha beccati mentre li annotavamo in una lettera, ce li ha pure chiesti per appenderli nel locale… quando ci torno, controllo!!!

La sera, super concerto (ciò, muli, che fortuna, ogni volta capitemo nei posti nella data giusta!!!) del gruppo ‘migliore dell’anno’ secondo noi , e cioè i Perturbazione, con cui ci siamo fermati per un po’ di chiacchiere dopo gli autografi.
Saluti, a presto!!