Gita al parco

Oggi abbiamo passato tutta la giornata in bicicletta al parco nazionale di Hoge Veluwe, il più grande dell’olanda. La splendida giornata di sole è stata intervallata da un temporalino con tuoni e fulmini. Per fortuna i vostri eroi erano in quel momento a vedere i quadri di Van Gogh all’interno del museo che è all’interno del parco.

Gli ambienti che costituiscono la riserva del parco sono molto diversi. Ci sono le sabbie mobili (nel senso che il vento ne cambia la posizione), la brughiera, gli acquitrini con le libellule, i boschi di pini, faggi e querce.
In questa zona, alcuni secoli fa, c’era il mare. L’intervento dell’uomo è stato presente dapprima per la bonifica, quindi per un rimboschimento forzato, per prevenire l’erosione del suolo duramente conquistato, e più di recente per il controllo rigido dell’area da preservare come parco naturale.
Ora la filosofia è cambiata.
Le operazioni di controllo sull’ambiente sono molto più lievi e raffinate. Ad esempio gli alberi caduti vengono lasciati sul posto in modo da favorire il ciclo della rinascita dai loro resti. Il bosco appare meno ordinato ma più vario e ricco. In realtà il controllo dell’uomo non è meno presente ma solo diverso. La sua interazione con l’ambiente non è eliminabile; l’olanda è un luogo dove questo principio si fa più evidente.

Olanda bucolica

Oggi siamo arrivati in un posto bellissimo. Da utrecht siamo partiti per arrivare a
Ede (col treno). Poi con la bici abbiamo pedalato alcuni chilometri in mezzo ai campi nel sole fino al b&b vicino al parco nazionale Hoge Veluwe, che domani esploreremo pedalando tra i boschi. Durante il tragitto siamo finiti su una ippovia dal fondo sabbioso che ci frenava continuamente con effetti piuttosto ridicoli. Appena potremo inviare le foto ve ne accorgerete. La sera abbiamo mangiato al paese più vicino, Lunteren, e il ritorno in bici di notte al chiaro di luna ci ha messo in contatto con la natura.

un altro buon motivo per venire in Olanda

Il primo é che l’Olanda é il paese delle bici.
Il secondo é che ci sono i fioretti che piacciono a Palla.
Il secondo (per Dado) é che in Olanda si gioca molto bene ad hockey.
Oggi, siamo andati a vedere la partita Bloemendaal – Amsterdam, “gara due” di finale campionato (su tre).
Siamo arrivati con tre quarti d’ora di anticipo, e il campo era giá preso d’assalto dai tifosi. E per tifosi intendo famiglie al completo, dai bambini piccoli ai nonni. Tutti i bambini con il proprio bastone e la pallina, la maglietta della squadra e qualcuno con la sciarpa da sventolare.
Riusciamo a trovare gli ultimi posti liberi in un angolo della tribunetta. Ci saranno state circa tre-quattromila persone, direi un migliaio sulla tribuna e gli altri tutto attorno al campo, sui balconi della club-house e dietro le reti.
La partita, per la cronaca, l’ha vinta l’Amsterdam 3-2, con tre gol su corto del famoso Taeke Taekema, con il quale, dopo la partita, ho fatto una foto e mi sono fatto autografare il poster della partita.
La partita é stata molto combattuta e anche Paolina l’ha apprezzata facendo il tifo per l’appassionata squadra di casa.
Domani lasciamo finalmente Scheveningen e ricominciamo a pedalare verso Rotterdam.

Bloemingans riscaldamento Dado e Santi Freixa Dado e Taeke Taekema

Alla ricerca dell’orecchino di perla

Mentre Paolina lotta contro il raffreddore e la testa piena, siamo ancora a Scheveningen – nome impronunciabile anche per i tedeschi, tanto che la Resistenza olandese lo usava come parola chiave durante la guerra.
Ieri, giornata di festa olandese, erano tutti in spiaggia. Qualcuno in acqua. Ci sono anche giganti castelli di sabbia.
Da qui peró é facile arrivare al paese di Delft, semplicemente prendendo il tram urbano, che attraversando L’aia da est a ovest, arriva appunto al paese natale di Vermeer. Costui, famoso pittore del quale ieri abbiamo ammirato alcune opere tra le quali la celeberrima ragazza dall’orecchino di perla, é appunto il piú famoso cittadino del paese.
La sua fama oscura quella di una persona altrettanto importante, che é stato sepolto nella Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk). Si tratta di Antoni van Leeuwenhoek, padre della biologia contemporanea, contemporaneo di Vermeer, famoso per aver inventato il primo microscopio.
Dico a Paola: “in pratica sei davanti alla tomba di quello che ti ha dato il lavoro!”
Dopodiché giretto per Delft e per L’aia e ritorno al b&b.
Aneddoto: abbiamo ordinato, golosi, i poffertijes (o un nome del genere), una specie di frittelline, fatte con una pasta simile alle palacinke, in una brasserie di Delft. Checco ci aveva messo in guardia con la famosa inefficienza del servizio dei camerieri olandesi… e pure la guida Lonely Planet lo diceva. Ingannati dall’avvenenza della cameriera, ci siamo preoccupati solo dopo una mezz’ora che i dolcetti non erano arrivati. Ai quaranta minuti Paola é andata gentilmente a reclamare. Ai cinquanta é tornata e il cuoco ha fatto una faccia tipo ”ah sí, volevate i dolcetti, sí… quelle robe tonde, sí…”
Alla fine sono arrivati dopo 57 minuti dall’orario dello scontrino. Per fortuna erano buoni. Ma non abbiamo lasciato la mancia!
I canali di Delft I canali di Delft 2 ristorante tipico Poffetrejis
Oude Den Haag Nieuwe Den Haag riflessi Castello di sabbia
Nota: siamo parecchio a Nord. In questo momento sono le 21.15 e il sole non é ancora tramontato. Ci sará luce ancora fino alle 22 (e come dicevo a Fabiana ieri “ció, con tuta sta luce, ma chi paga el conto?”).
Il cielo é azzurro, gli uccellini fischiettano, e come sempre c’é vento. Poco, ma costante, non a refoli come la bora. Quella roba che ti fa venire il brividino quando passi dietro l’angolo dal sole all’ombra.

presto presto!

stamattina avevo calcolato tutto, che uscivo presto di casa, andavo in banca ed entravo al lavoro entro le 8:30.
invece sono uscito 5 minuti più tardi del previsto. allora cammino veloce e arrivo alla banca che sono le 8:12.
forse ce la faccio. giro la maniglia… chiuso. si apre alle 820. bon, aspetto. alle 8:20:01 la guardia giurata apre, entro, arrivo allo sportello: “devo fare questi due versamenti”. il cassiere guarda e riguarda i bollettini, si sistema con calma la tastiera e il monitor, aspetta che il sistema si avvii, e comincia a battere una combinazione di tasti sulla tastiera.
moooolto lentamente.
mi biascica ancora più lentamente, con una voce profonda e stanca “questi… bollettini… li ha fatti… la filiale… di… piazza borsa… per incassarli… devo fare un bonifico…” e bon, fammi sto bonifico! entro oggi però! altra combinazione di tasti, e poi lentamente “ho bisogno… di un documento… e del codice fiscale…”.
sta un minuto intero, cronometrato, a scrivere il codice fiscale sul terminale. sono 16 caratteri, uno ogni 4 secondi. più lento di un bradipo.
prende un foglio, lo inserisce delicatamente nella stampante, fa la somma dei due versamenti, scrive il risultato sul computer e preme invio. la stampante risponde velocemente con la ricevuta del bonifico. e il cassiere mi dice “vuole… per cortesia… fare una firma per ricevuta…” prendo, firmo, restituisco.
“bene… è tutto… grazie…” e lì arriva il mio sbaglio:
“vuole anche i soldi o posso andare via così?!!?!” – “eh… sì… i soldi… è meglio”.
conta, sottrae, mi dà il resto, saluto ed esco. ore 8:39.
19 minuti per fare un bonifico. record mondiale!

Luce-rna al buio

ciao! siamo a Lucerna, sul lago dei quattro cantoni. Siamo partiti da casa stamattina, e col treno siamo arrivati verso le otto di sera. abbiamo cenato e fatto un piccolo giro della città, carina tra l’altro.
Paolina è già andata a dormire, io la seguo fra poco. giusto il tempo di scrivere ‘ste due parole veloci e farvi vedere un paio di foto di Lucerna di sera e di noi due…
In partenza! A mestre! Panino Un libro
Lucerna dopo il tramonto Lucerna by night

Quizas

Finalmente abbiamo messo on-line il video di uno dei miei momenti preferiti della festa di Ico e Cla.

Clara in abito bianco suona il contrabbasso, Almachiara – la sua amica e testimone – canta, e la musica dolce dei Maxmaber ci avvolge.

httpv://youtube.com/watch?v=3hNVTEr65hE