Alla ricerca dell’orecchino di perla

Mentre Paolina lotta contro il raffreddore e la testa piena, siamo ancora a Scheveningen – nome impronunciabile anche per i tedeschi, tanto che la Resistenza olandese lo usava come parola chiave durante la guerra.
Ieri, giornata di festa olandese, erano tutti in spiaggia. Qualcuno in acqua. Ci sono anche giganti castelli di sabbia.
Da qui peró é facile arrivare al paese di Delft, semplicemente prendendo il tram urbano, che attraversando L’aia da est a ovest, arriva appunto al paese natale di Vermeer. Costui, famoso pittore del quale ieri abbiamo ammirato alcune opere tra le quali la celeberrima ragazza dall’orecchino di perla, é appunto il piú famoso cittadino del paese.
La sua fama oscura quella di una persona altrettanto importante, che é stato sepolto nella Chiesa Nuova (Nieuwe Kerk). Si tratta di Antoni van Leeuwenhoek, padre della biologia contemporanea, contemporaneo di Vermeer, famoso per aver inventato il primo microscopio.
Dico a Paola: “in pratica sei davanti alla tomba di quello che ti ha dato il lavoro!”
Dopodiché giretto per Delft e per L’aia e ritorno al b&b.
Aneddoto: abbiamo ordinato, golosi, i poffertijes (o un nome del genere), una specie di frittelline, fatte con una pasta simile alle palacinke, in una brasserie di Delft. Checco ci aveva messo in guardia con la famosa inefficienza del servizio dei camerieri olandesi… e pure la guida Lonely Planet lo diceva. Ingannati dall’avvenenza della cameriera, ci siamo preoccupati solo dopo una mezz’ora che i dolcetti non erano arrivati. Ai quaranta minuti Paola é andata gentilmente a reclamare. Ai cinquanta é tornata e il cuoco ha fatto una faccia tipo ”ah sí, volevate i dolcetti, sí… quelle robe tonde, sí…”
Alla fine sono arrivati dopo 57 minuti dall’orario dello scontrino. Per fortuna erano buoni. Ma non abbiamo lasciato la mancia!
I canali di Delft I canali di Delft 2 ristorante tipico Poffetrejis
Oude Den Haag Nieuwe Den Haag riflessi Castello di sabbia
Nota: siamo parecchio a Nord. In questo momento sono le 21.15 e il sole non é ancora tramontato. Ci sará luce ancora fino alle 22 (e come dicevo a Fabiana ieri “ció, con tuta sta luce, ma chi paga el conto?”).
Il cielo é azzurro, gli uccellini fischiettano, e come sempre c’é vento. Poco, ma costante, non a refoli come la bora. Quella roba che ti fa venire il brividino quando passi dietro l’angolo dal sole all’ombra.

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