Ehl giornata 4

Ultima giornata del torneo. I favoriti campioni uscenti del Bloemendaal, con i supereroi Dwyer e De Noijer, sono stati eliminati allo shoot-out dai vice-campioni uscenti dell’Hamburg dopo una partita equilibratissima.
È dal primo giorno che dico a tutti che voglio vedere gli shoot-out.
Cosa sono? Mo’ ve lo spiego: la partita finisce pari, si va al Silver gol. Cioè si gioca un supplementare completo. Se una squadra vince, finita là. Altrimenti si gioca il secondo supplementare, come il primo.
Si chiederanno i miei lettori: “E se è ancora pari? Rigori!”. E invece no, Shoot-out!
Attaccante contro portiere, uno contro uno. Otto secondi per segnare. L’attaccante parte dalla linea delle 25yd e cerca di fare gol mentre il portiere cerca di impedirglielo. Tre attaccanti per squadra.
Ebbene, Dwyer e Brower, due giocatori _terrificanti_ nell’uno contro uno, hanno sbagliato entrambi davanti al portiere dell’Amburgo, che nel secondo caso ha proprio soffiato la palla all’attaccante. Invece i due attaccanti tedeschi hanno segnato entrambi.
Il secondo gol col brivido, visto che il primo tiro era stato respinto dal portiere. Fatto sta che De Noijer non ha nemmeno giocato, inutile sul 2-0 per i tedeschi.
I tedeschi hanno festeggiato a lungo, gli olandesi non si sono fatti vedere nella Club House. Neanche Didier si è fatto vedere. Peccato.
In compenso, tramite Simone e Paolo, ho conosciuto Carlos Nevado, spagnolo che gioca con l’Amburgo e che per un periodo è stato compagno di Paolo a Bra. Ci ha raccontato un po’ cosa pensa degli altri giocatori professionisti (e si riferiva al Köln, che ha investito tanti soldi): “Non mi interessa andare dove si guadagna 3-4000€ al mese ma stare in un posto che non mi piace con gente che non mi piace. Ad Amburgo tutti i giocatori, tranne me e mio fratello, provengono dalle giovanili, ed è come stare in famiglia”.
Ciapa qua!
Stamattina ancora un incontro: Johnny detto Gianni, e’ il moroso di Fabiana. Li abbiamo incontrati l’altr’anno nel nuovo appartamento a L’Aia. Johnny mi diceva che gli sarebbe piaciuto vedere una partita con me, e infatti mi ha telefonato chiedendomi se c’erano ancora biglietti. detto fatto, e’ venuto a Rotterdam (mezz’ora di strada) per vedere le partite ed incontrarmi. Abbiamo chiacchierato, gli ho spiegato un po’ le tattiche e le regole e ci siamo mangiati un panino insieme.
Sono contento di averlo rivisto!
La cosa bella è che sono partito da solo, ma in Olanda ho incontrato vecchi amici e conosciuto nuove persone.
Adesso si tratta solo di avere con loro contatti migliori che con il solo faccialibro…
Giusto per fare una somma, abbiamo innumerevoli inviti per andare a Reading per giocare o vedere le olimpiadi di Londra 2012, incontrero’ Tim-Turbo a Trieste in ottobre, e lui ci ha invitato a Certaldo dalla sua famiglia mezza italiana, possiamo andare da Fabiana e John a L’Aia…
ma ogni tanto dovremmo ricordarci anche della nostra casuccia!
bon, domani ritorno, fine delle avventure olandesi (forse…)
— ultima playlist, direttamente dalla hall dell’ostello, dai primi anni ’90, ai favolosi ’60 fino alle radici del rock’n’roll:
Richard Marx: “Waiting for you”
The Beatles: “Come together”
Little Richards: “Tutti frutti”

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Addendum by Paola
(praticamente in tempo reale!)
Ecco la playlist, con un Little Richard truccato bruttissimo!!!

httpv://www.youtube.com/watch?v=8i4fK4Fc7Ms

httpv://www.youtube.com/watch?v=KgfsTAk0oP4

httpv://www.youtube.com/watch?v=gVWm9PQeYtE

Ehl giornata 3

Ieri sera dopo cena sono stato ingaggiato dagli amici inglesi per giocare con loro. Primo gioco “guess who?” (indovina chi sono). Ogni giocatore appiccica in fronte al vicino un cartellino con un nome di un personaggio famoso. Tutti lo vedono tranne lui stesso. Dopodiché a turno ognuno fa delle domande agli altri, che rispondono solo si e no, per cercare di capire il personaggio. Se rispondono no, la parola passa ad un altro. Altrimenti si continua fino alla soluzione. Al mio primo turno di gioco ho indovinato il personaggio che avevo un fronte, Lady Gaga (una cantante), con questa serie di domande:
D: sono donna? R: si, abbastanza…
D: cantante? R: si
D: vesto vestiti stravaganti? R: si
D: Lady Gaga? R: yes! How the hell did you get it??? (come diavolo hai fatto???). Vittoria facile! Gli altri hanno continuato per innumerevoli giri per indovinare gente tipo Tom Cruise, Barry White, Jonty Clark, Lady Diana, Susan Boyle o Alice nel paese delle meraviglie. Cercate su gugle se non li conoscete.
Poi il secondo gioco, a squadre maschi contro femmine, è stato il gioco dei mimi. Gli avversari danno a un giocatore, a turno, della squadra avversaria, un titolo di film o di libro da mimare ai suoi compagni, che devono indovinare. Ho mimato con successo per i miei teammates: “Snow White and the seven dwarfs”, facile – Biancaneve, poi “Miss congeniality” (che non ho idea di che film sia, ma sono stato bravissimo) e Amèlie. E ho indovinato il mimo di “Herbie” (il maggiolino tutto matto) e “La vie en rose”.
Non male, dal momento che si parlava solo inglese 🙂 – Adesso che ci penso, forse è più facile in inglese che in italiano. A volte qualcuno mimava una parola dal suono simile a quella del titolo, come Swan (cigno) per John (Giovanni), e si arrivava lo stesso al risultato. In italiano sarebbe più difficile.
Sono andato a dormire all’una quando la partita era sul 14 pari. E mi hanno fatto i complimenti! Eheehheheee!

Cambiando argomento e tornando all’hockey, ieri vi dicevo di aver incontrato Didier. È stato mio insegnante al corso per allenatori la scorsa estate. Non avevo il suo numero ma contavo di trovarlo: suo fratello gioca col Bloemendal, così, dopo la vittoria contro il Waterloo, sono andato nella club house dove i Bloemingans facevano festa e lì l’ho trovato! Della partita, molto bella ed emozionante e con un sacco di giocate da campioni, diceva “great, amazing, incredible, stunning” col suo faccione allegro. Oggi invece grandi sorprese con la vittoria inaspettata del Barcellona contro il Köln, che ha tra le fila diversi giocatori sono appena medagliati con l’argento ai mondiali di un mese fa in India.
E sono riuscito a farmi una foto con uno dei miei idoli, il migliore giocatore del mondo – ufficialmente, mica palle!- Jamie Dwyer, neo campione del mondo. Come una foto con il Pelé degli anni ’60, per capirci.
Paola, mettici un video dei suoi gol qui sotto!
— musichiere di oggi: ancora Lionel Ritchie (Say you, say me), ma anche qualcosa di ascoltabile, tipo Santana (Oye como va) e The Doors (Riders on the storm). Finalmente…

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Addendum by Paola:
Io lo sapevo già che avere Dado in squadra è una garanzia di vittoria, e ora abbiamo la prova che questo vale anche in lingua inglese…

Ehl giornata 2

Scrivo mentre aspetto i pannenkoeken ( aka crêpes, palačinke o “amblets” come le chiama mamma) che ho ordinato. Sembra che dopo le 17 nessun ristorante le faccia più. Questo perché sti olandesi hanno una strana concezione del mangiare. O perlomeno i ristoranti servono la mattina grossa colazione, a pranzo panini, pomeriggio pannenkoeken e cioccolata calda e dopo le cinque piattoni onnicomprensivi, con carne o pesce, salse varie, talvolta riso, sicuramente verdure. E le immancabili patate fritte tagliate grosse.
Fatto sta che se arrivi alle 1701 non puoi più ordinare niente dal menu pomeridiano o di pranzo e io che arrivo dopo le 19 in ristorante non trovo quello che cerco. Ma alla fine in una birreria sono riuscito ad averli alle 20! Adesso mangio.

La musica come al solito è tremenda. Siamo passati agli anni 90, alè…
What is love? ?
Gipsy rhythm – raul orellana and jocelyn brown
Chaka Khan – i feel for you
Addendum: le amblets prosciutto e formaggio erano ottime. A 4 euro. Succo di mela 2 euro. Risultato: torno anche domani!

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Addendum di Paola:
Ieri Dado mi ha scritto:
“Ho appena visto un gol da dietro la porta. E’ questo il bello! Vedere da vicino un ottimo hockey!”

Ed ecco i video:

httpv://www.youtube.com/watch?v=Cd9wg-BEuEI

httpv://www.youtube.com/watch?v=tvumwQCd4FA

httpv://www.youtube.com/watch?v=81QDKnV36TE

Ehl giornata 1

Sono appena uscito da una doccia bollente e prolungata che mi ha ridato la vita dopo un’intera giornata all’aperto nella ventosa e per fortuna non piovosa Rotterdam.
Stamattina presto siamo usciti per andare al campo, circa mezz’ora di tram e poi dieci minuti a piedi. E ovviamente siamo arrivati tardi.
“Tanto è solo il Beeston…” dicevano miei amici inglesi del Reading 🙂
La seconda partita era proprio del Reading e quindi ho fatto parte del Blue Army, i loro tifosi. Con tamburi, trombette, magliette e parrucche azzurre. Molto divertenti!
La partita è andata male come a tutte le inglesi.
Altri incontri interessanti sono stati: Edi, del Rotterdam, che fa da organizzatore ospite per il Köln. Mi ha detto che per ogni giornata hanno venduto circa 1500 biglietti. Ma se le squadre olandesi passano il primo turno, il tutto esaurito -4000 posti – è garantito.
Poi Tom, manager di una scuola Sudafricana in tour nell’altro emisfero: sono stati una settimana in Egitto e adesso una in Olanda, visitando le città e giocando contro le squadre locali.
Avevano una trentina abbondante di ragazze impegnate su due campi in contemporanea alle partite dell’Ehl.
Giusto per farsi un’idea, anche se interesserà pochi, il club di Rotterdam ha tre campi ad acqua nuovissimi (il meglio per l’hockey) e quattro a sabbia. E stanno acquisendo i terreni circostanti perché non bastano…
A fine giornata ho sentito in mezzo alla folla due voci italiane. Ho quindi conosciuto Simone e Paolo di Torino. Paolo gioca col Bra ed è stato eliminato con la sua squadra nella fase precedente.
Adesso sono al bar dell’ostello, ho fame ma non ho voglia di uscire a riprendere freddo per trovare un ristorante economico… E aggiorno il blog
— addendum
Rif. domanda di ieri: Credo di aver capito dove trovano le hostess belle. In Olanda, obviously… La media è piuttosto alta…
E a proposito di gente alta: la squadra del Köln. Il più piccolo avrà un metro e novanta… Questo spiega alcune cose, ma non tutte…

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Addendum by Paola
Dado mi ha mandato questo messaggio:
“Aggiungi playlist: Police, So lonely; Eurithmics, Sweet dreams; e una che sia rickrolled…”
Eccole!

httpv://www.youtube.com/watch?v=fQ1sTL_TYUM

httpv://www.youtube.com/watch?v=rJE_Sc1Wags

httpv://www.youtube.com/watch?v=3HrSN7176XI

Ehl giornata 0

Stamattina sono partito da Trieste per arrivare a Rotterdam. Perché? Per vedere gli ottavi e i quarti dell’EHL Hockey, ossia la coppa dei campioni europea dell’Hockey. Dal vivo. Perché mi piace.
Adesso sono nel letto dell’ostello di Rotterdam (Paola da casa pubblicherà le foto man mano che gliele mando).
Sono partito solo ma ho già trovato compagnia: ho chiesto al tipo dell’ostello se sapeva indicarmi la strada dello stadio dell’HC Rotterdam. Mi risponde: “certo, l’ho appena spiegato a quelle ragazze lì…”.
Quindi sono andato ad intrufolarmi. Ho conosciuto tre di una ventina di tifosi dell’HC Reading (Londra o giù di lì), venuti a supportare gli amici giocatori. Una di questi, Mel, è la morosa del capitano. Gente importante! Insomma mi sono aggiunto al gruppo e domani mattina andremo insieme al campo a tifare Reading! Tra l’altro mi hanno detto che avranno tutti la maglia della squadra, le bandiere e una parrucca blu in testa!

Bon, a seguire, pensierini sparsi della giornata, con indicazione della zona di ispirazione.
Aereo Venezia-Amsterdam: Dove trovano hostess così belle?
Treno Schiphol- Leiden: Il navigatore satellitare segna come altitudine -8 metri. E probabilmente ha ragione.
Den haag: finestra-finestra (Paola ve la spiegherà)
Ristorante per la cena.
Menu:
Brian Adams – Everything I do
Lionel Ritchie – Johanna
Alan Parson – Eye in the sky
Roba scaduta negli anni Ottanta… Paola metti i video! A domani!

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addendum by Paola:
L’effetto “FINESTRA FINESTRA” è tipico delle casette olandesi visibili ai lati della strada. Chi volesse curiosare, potrebbe vedere attraverso la casa oltre-per-oltre, fino al cortile interno, grazie alla presenza di serie di finestre messe in parallelo sulle mura anteriori e posteriori. Di seguito è riportato un esempio.

casette di durgerdam

httpv://www.youtube.com/watch?v=-1IXQ1pKl_Q

httpv://www.youtube.com/watch?v=vFD2gu007dc

HSH Chapter 8 – Sorprese a casa nuova

In questo momento siamo nella nuova casa a fare lavoretti: pulizie minime necessarie, attaccare le lampadine in tutte le stanze, montare la mia vecchia scrivania che servirà da tavolo di lavoro, e soprattutto attaccare le casse del vecchio pc all’ipod, in modo da portare subito buona musica in casa!
Paola ha portato un kebab e adesso ceneremo dividendoci l’unica sedia.
La cosa divertente è che ho trovato una rete wifi libera di qualche vicino, e così scrivo il primo post dalla nuova casetta!!

—p.s. aggiunta by Paola—
Che bello, ora abbiamo la luce nella casa nuova!
Anche l’acqua è arrivata, direi tutto in un botto… Infatti quando abbiamo provato ad aprire i rubinetti non usciva niente, allora abbiamo spalancato bene anche la valvola generale… ed ecco che… SPLASSSSH! Mi sono annegata tutto in una volta!
Dado ha portato la scala e per la prima volta ha curiosato nel ripostiglio che sta sopra la porta della camera… e ci ha trovato una sedia! Tutto fa brodo!
Le pareti finalmente illuminate dall’alto hanno rivelato i segni storici dei quadri e degli oggetti appesi durante la proprietà precedente… come indizi fotosensibili di un tempo che fu.
Nella casa nuova sono entrati anche una scrivania di Davide, riapparsa dopo anni dalla soffitta dei suoi, e dei vestiti di ricambio per fare i lavori. Vecchie tute e vecchie scarpe che non avevamo ancora buttato via, e che ora hanno ritrovato uno scopo…
Ora che i requisiti minimi sono stati sistemati, la prima cosa da fare in casa nuova è… BALLARE!!!!

Dado esplora con la scala una sedia a sorpresa tolti i piombi alla valvola dell'acqua bidone aspiratutto
pasta lavamani la luce e lo stucco visitatori riflessi tavolo da lavoro
e luce fu! l'impronta dell'applique L'impronta del quadro che fu prima cena in casa nuova!

Una disavventura finita bene

Ieri mattina abbiamo pedalato da Arnhem a Deventer. Circa 40 km piatti ma tutti controvento. Robe da usare marce da gran premio della montagna. Per pranzo ci siamo fermati a mangiare “pannenkoeken”, cioè palacinke. Una al formaggio e pancetta, l’altra con mela, uvetta e pancetta immerse nell’impasto alto. Ripartiamo ma ci fermiamo poco dopo per prendere un gelato “digestivo”. Che poi invece era gigante e riempiva anche gli ultimi anfratti della pancia di Dado, tra le risate di Paola.
Poi, pedalando tra mucche rosa e uccelletti col ciuffo, arriviamo con velocità lumaca all’albergo di Deventer.

“Documenti, prego” dice il gestore. E in quel momento lo stupore. Non c’è più il portafoglio di Davide, con i documenti, i soldi e tutto il resto (anche gli scontrini di Gildo!!!!). Dove l’abbiamo perso? Qualcuno l’ha rubato?

L’ultimo ricordo risale al pagamento del gelato.
Andiamo alla stazione di polizia per la denuncia. Alle 18 l’ufficio è chiuso, come anche tutti i negozi. Forse che dopo le 18 è vietato commettere reati…
Ci tocca andare alla sede centrale, fuori cittá, col bus.
Lì scopriamo che non hanno una procedura standard per questi casi, ma tentano senza successo di rintracciare la gelateria dove eravamo passati.
Però, quale era il nome del paesino della gelateria? Buh! Ne abbiamo attraversati tanti… Andati “baùli” in polizia, torniamo “cassoni” in albergo con solo il numero di telefono dell’ambasciata.

In albergo scatta l’investigazione autónoma. Chiamiamo Fabiana che ci manda le procedure per la richiesta di un documento provvisorio all’ambasciata, necessario per il rientro. Poi Paola interroga Davide per ricostruire ogni singolo gesto nella gelateria. Infine Davide ripercorre con le mappe di google tutto l’itinerario percorso paese per paese fino ad essere quasi sicuro del nome del paese, Brummen, e dell’indirizzo della gelateria.

Questa mattina parte la missione: treno per Brummen e via alla gelateria! L’indirizzo trovato da Dado si rivela esatto, però il locale è chiuso. Chiediamo ai vicini. Apre dopo un’ora. La fioraia ci accompagna per suonare alla proprietaria della gelateria, che per fortuna compare sul retro poco dopo. Le sentiamo confabulare in olandese, mentre la fioraia le spiega il problema.

Quando sentiamo la gelataia dire “Ja!” facciamo un salto. Il portafoglio è stato ritrovato dalla sua dipendente Maaike che l’ha visto sul tavolino. Oggi Maaike è in ferie per vedere una competizione ippica in un paese a 10km da lì, che il giorno prima avevamo attraversato anche noi. Decidiamo di raggiungerla subito, non prima di averle preso un mazzo di fiori che la fioraia le recapiterà stasera.
In sella verso De Staag, questa volta con il vento in poppa e non di bolina, ci pare di andare a velocità doppia.

Incontriamo Maaike all’ingresso dell’evento ippico. Il suo cavallo aveva appena gareggiato e ne era felice. Aveva il portafoglio ancora con sè, perché la sera prima aveva provato ad andare alla polizia, ma anche lei l’aveva trovata chiusa. Le offriamo una bella mancia, che però non vuole accettare; alla fine ci accordiamo che la lasci in beneficienza, ad un istituto per bambini malati, in modo da celebrare comunque con un gesto la buona risoluzione del problema.

Alla fine non abbiamo avuto bisogno di utilizzare le fototessera che Dado aveva già preparato per l’ambasciata. Siamo anche arrivati in tempo a Zwolle, secondo i piani, nel primo pomeriggio.
Ora ci siamo scaldati con un infuso di Verbena-Limoncella raccolta nel giardino del b&b, in piena campagna.