Una disavventura finita bene

Ieri mattina abbiamo pedalato da Arnhem a Deventer. Circa 40 km piatti ma tutti controvento. Robe da usare marce da gran premio della montagna. Per pranzo ci siamo fermati a mangiare “pannenkoeken”, cioè palacinke. Una al formaggio e pancetta, l’altra con mela, uvetta e pancetta immerse nell’impasto alto. Ripartiamo ma ci fermiamo poco dopo per prendere un gelato “digestivo”. Che poi invece era gigante e riempiva anche gli ultimi anfratti della pancia di Dado, tra le risate di Paola.
Poi, pedalando tra mucche rosa e uccelletti col ciuffo, arriviamo con velocità lumaca all’albergo di Deventer.

“Documenti, prego” dice il gestore. E in quel momento lo stupore. Non c’è più il portafoglio di Davide, con i documenti, i soldi e tutto il resto (anche gli scontrini di Gildo!!!!). Dove l’abbiamo perso? Qualcuno l’ha rubato?

L’ultimo ricordo risale al pagamento del gelato.
Andiamo alla stazione di polizia per la denuncia. Alle 18 l’ufficio è chiuso, come anche tutti i negozi. Forse che dopo le 18 è vietato commettere reati…
Ci tocca andare alla sede centrale, fuori cittá, col bus.
Lì scopriamo che non hanno una procedura standard per questi casi, ma tentano senza successo di rintracciare la gelateria dove eravamo passati.
Però, quale era il nome del paesino della gelateria? Buh! Ne abbiamo attraversati tanti… Andati “baùli” in polizia, torniamo “cassoni” in albergo con solo il numero di telefono dell’ambasciata.

In albergo scatta l’investigazione autónoma. Chiamiamo Fabiana che ci manda le procedure per la richiesta di un documento provvisorio all’ambasciata, necessario per il rientro. Poi Paola interroga Davide per ricostruire ogni singolo gesto nella gelateria. Infine Davide ripercorre con le mappe di google tutto l’itinerario percorso paese per paese fino ad essere quasi sicuro del nome del paese, Brummen, e dell’indirizzo della gelateria.

Questa mattina parte la missione: treno per Brummen e via alla gelateria! L’indirizzo trovato da Dado si rivela esatto, però il locale è chiuso. Chiediamo ai vicini. Apre dopo un’ora. La fioraia ci accompagna per suonare alla proprietaria della gelateria, che per fortuna compare sul retro poco dopo. Le sentiamo confabulare in olandese, mentre la fioraia le spiega il problema.

Quando sentiamo la gelataia dire “Ja!” facciamo un salto. Il portafoglio è stato ritrovato dalla sua dipendente Maaike che l’ha visto sul tavolino. Oggi Maaike è in ferie per vedere una competizione ippica in un paese a 10km da lì, che il giorno prima avevamo attraversato anche noi. Decidiamo di raggiungerla subito, non prima di averle preso un mazzo di fiori che la fioraia le recapiterà stasera.
In sella verso De Staag, questa volta con il vento in poppa e non di bolina, ci pare di andare a velocità doppia.

Incontriamo Maaike all’ingresso dell’evento ippico. Il suo cavallo aveva appena gareggiato e ne era felice. Aveva il portafoglio ancora con sè, perché la sera prima aveva provato ad andare alla polizia, ma anche lei l’aveva trovata chiusa. Le offriamo una bella mancia, che però non vuole accettare; alla fine ci accordiamo che la lasci in beneficienza, ad un istituto per bambini malati, in modo da celebrare comunque con un gesto la buona risoluzione del problema.

Alla fine non abbiamo avuto bisogno di utilizzare le fototessera che Dado aveva già preparato per l’ambasciata. Siamo anche arrivati in tempo a Zwolle, secondo i piani, nel primo pomeriggio.
Ora ci siamo scaldati con un infuso di Verbena-Limoncella raccolta nel giardino del b&b, in piena campagna.

5 pensieri riguardo “Una disavventura finita bene”

  1. alle 18 e 30 mamma lancia un grido: “Davide ha perso il portafoglio!” Apro anch’io il blog e mi precipito a leggere assieme a mamma che non aveva finito tutto il vostro resoconto. Solo nelle ultime righe che scorrevamo assiene sullo schermo del portatile abbiamo tirato un sospiro d sollievo per il felice ritrovamento.
    Solo l’altra settmana, in attesa dell’apertura della piscina, ho trovato in terra un portafoglio pieno di documenti ma senza soldi. Dai documenti ho appreso che si trattava di un giovane con la carta di circolazione di un motorino 50 cc e con la tessera di ingressso alla stessa piscina che frequento io. L’ho lasciato alla cassa della piscina per la restituzione al ragazzo che ho poi accertato, è venuto a riprenderselo. Curiose concidenze…

  2. Ciao papi e Palka, grazie per i commenti! Un sospirone di sollievo anche per noi, ovviamente!

  3. Grazie alla sensibilità e al senso di responsabilità dimostrati dagli stessi semplici cittadini (un comportamento ammirevole e degno di essere imitato), anche il breve sconfinamento in SmemOLanda 🙂 si è concluso per il meglio. Se tutti fossimo così, saremmo veramente in una bellissima Europa.

    Buon rientro, Fabrizio.

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