Visita a Principe in Finlandia

Era dalla scorsa estate che cercavo di organizzare un viaggetto per andare a trovare il mio amico Marco che da gennaio si è trasferito in Finlandia. Alla fine è stata una trasferta di lavoro a portarmi là, e così ho potuto combinare una visita in una serata tranquilla. Era ora! Ora che ho rivisto Ceci qualche giorno fa e adesso anche lui (entrambi espatriati di recente), ho la sensazione che andarli a trovare sia come fare un salto sotto casa. Le distanze fanno un effetto strano quando in fondo non sono così scomode da percorrere.
Marco mi ha ospitata a fine pomeriggio nella sua casetta di legno finlandese, con la stufa a legna che scoppiettava e i succhi di frutta del posto (strane bacche di cui non ricordo il nome) per farmi assaggiare qualcosa di tipico. A proposito di cose tipiche, ho mangiato quattro volte salmone in due giorni: credo che per un po’ sarò a posto (già, Marco, meno male che non l’ho preso anche la sera a cena fuori con te, altrimento arrivavo a quota cinque su cinque!).
Ma torniamo a lui: tutto fiero mi mostrava la chiave gigante della legnaia, e devo dire che la sua sistemazione aveva una tranquillità caratteristica. Proprio quello che cercava. E poi ci credo che alla mattina fa fatica a svegliarsi: luci tenui e rumori ovattati dalla neve, nessun camion dei rifiuti che sferraglia come sotto casa nostra…
Ciao Marco, alla prossima!

paola e principe la chiave di principe tappeto di pecorelle nubi neve e ghiaccio
tappeto di nuvole e scia la neve in finlandia laghetto ghiacciato con macchiette costa semi innevata

Arrivo in Svizzera

Venerdi’ pomeriggio, con solo quattro ore di treno da Milano, sono arrivata in Svizzera da Cecilia e Jean, che avevano in programma di ospitarmi per un paio di giorni. Appena sono uscita dalla stazione di Losanna, loro sono arrivati con l’auto con perfetto tempismo.

Il programma della serata era il seguente: cena a base di fonduta in un tipico ristorante svizzero, con vari amici dal mondo. Le nazionalità rappresentate erano le più varie: nel corso della serata passavamo a metà frase dall’inglese all’italiano al francese allo spagnolo, in quanto in mezzo a noi erano rappresentate Italia, Francia, Spagna, Irlanda, Ungheria, Argentina e cosi’ via…
All’uscita dal locale, l’aria dei monti svizzeri si é fatta sentire nel modo più tradizionale, con una bella nevicata a fiocchi grandi: potevo osservare ad occhio nudo i cristalli di neve che si fermavano sui guanti. La neve, magica compagna, ha fatto capolino a più riprese anche nei giorni successivi.

La fonduta lato donne Italia Irlanda e Ungheria all'attacco del formaggio Jean e il suo testimone di nozze Paola e la neve

Mini vacanza a Milano

Come da programma, stamattina ho preso il treno, all’ora di pranzo sono arrivata a Milano, e per tutto il pomeriggio sono andata in giro per mostre scarpinando a piedi per tutta Milano. Mi sono intrufolata in una mezza dozzina di gallerie di arte contemporanea, grandi e piccole, pre-annotate già da casa o scoperte lì per caso.

Per prima cosa sono arrivata all’albergo prenotato on-line (ovviamente dotato di postazione internet, da cui sto scrivendo ora): lì ho trovato l’ascensore più piccolo del mondo, dalle pareti curve, bombate verso l’interno… roba da restare incastrati!
Poi sono passata per il Giardino di Porta Venezia: ho scoperto che è stato il primo parco cittadino realizzato per il pubblico, a fine 1700, sotto il governo di Maria Teresa d’Austria (una cosa che Milano ha avuto in comune con Trieste!).

l'ascensore più piccolo del mondo I<br /> giardini di Porta Venezia anche io sono una foglia riccia in tandem a Milano

Il primo museo in cui mi sono imbattuta l’ho trovato davanti al naso per caso: il PAC, Padiglione d’Arte Contemporanea, una mia vecchia conoscenza. C’era la mostra sul Noveau Réalisme, e stava entrando una comitiva di pensionati dotata di efficace guida dalla voce piacevole: non ho resistito, mi sono accodata.

la guida al PAC l'uomo doccia Noveau Réalisme PAC

Il punto topico della giornata, però, è stata la mostra di Christiane Lohr, che da sola è valsa il viaggio e la giornata. Come descrivere le sue cattedrali minimali fatte di semi di dente di leone, ovvero di soffione?
Ineffabili, perfette, morbide e ordinate… potevo soffiarci in mezzo, come su fili d’erba, e farle vibrare tremolanti.
Eppure non cedevano: i minuscoli gancetti dei semi volanti tenevano il sistema mirabilmente aggrappato e compatto.

dandelion pillow cattedrali di semi galleria d'arte andar per mostre a piedi

Ultima tappa (con intrufolo acchiappato oltre l’orario di chiusura) ai Magazzini del Vapore. Si tratta di uno spazio utilizzato dal Consorzio Careof, una realtà che varrà la pena di tenere d’occhio. Tre mostre ci ho trovato, e una più di tutte ha meritato. Di nuovo cattedrali, gigantesche questa volta, e dedicate al mito del consumo: era esposta una selezione di foto dei grandi centri commerciali, confrontati in tutto il mondo, e dei prodotto colorati e uguali. Un concetto, in particolare, mi ha colpito: la “disneyficazione” del cibo…

disegni d'artista cattedrali di centri commerciali <br /> disneyficaizone del cibo A cena con l'albero