Natale senza confini – Bozic Brez Meja

Lo scorso 22 dicembre abbiamo preso parte ad un’iniziativa dedicata alla caduta dei confini tra Italia e Slovenia: il giro in bici dei sentieri, dapprima interrotti e invalicabili e ora ricongiunti, atraverso l’ex confine di Gorizia, caduto da due giorni. Erano presenti rappresentanti delle associazioni Fiab – Ulisse – Ruotalibera di Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone, Codroipo, Sacile, ecc. ecc.!!

Il giro è iniziato su stradine asfaltate minori e poi è continuato su sterrato e tra i campi. Alla prima discontinuità su un cavalcavia c’era chi chiedeva: “Era questo il confine?” oppure: “Ma il confine ora tolto, lo si vede da qualche segno rimasto?”. E invece il confine non era lì, non era ancora stato raggiunto. Parecchio più avanti, un segno: un cippo. Lì il confine c’era stato, ma ci sarebbe scappato se uno più esperto tra le guide non ce lo avesse indicato. Quello è stato il luogo adatto per una lettura di rito da parte di Emilio Rigatti: “Confini blu”. Poi, continuando a pedalare in terra slovena, sono venuti: campi nel sole, un gelso ultracentenario, e tutto sommato la continuità del paesaggio.

L’esperienza è stata tutta nostra: il confine ineffabile. Se non ci sono altri che te lo posizionano, vedi che non c’è.


senza confini - Brez Meja

In bici senza confini

Ricevo e pubblico: diffondete! Noi ci saremo!!

Carissimi, queridos,
Il 22, sabato, ci sarà una pedalata sconfinata tra Italia e Slovenia per strade secondarie, per celebrare la caduta del “muretto”, attraversando per la prima volta tutti quei sentieri tagliati dal fil di ferro o da una sbarra con finanziere\granicaro a guardia dei rispettivi sacri suoli. Si parte alle 14 dalla stazione FS italiana di Gorizia e i km sono 24, tutti in pianura. Mi sembra una cosa molto bella e storica, io ci vado con molta emozione. Ho spedito la mail anche a chi non potrà venire perché vive lontano, così approfitto per fare gli auguri di buon natale a tutti. Ecco: buon natale a tutti! Felices pascuas!
Emilio Rigatti

itinerario senza confini

Questo in figura è in linea di massima il percorso di km 24.
Treni di ritorno dei partecipanti che partono da Gorizia: alle 16.50 per UD-PN,
alle 17.15 per TS. L’importante è non perderli!
Se noi partiamo dalla stazione alle 14:00 – 14:30 ce la facciamo in due ore? Credo di si! C’è un po’ di sterrato e quattro scalini, di numero, da farsi sotto il muro di cinta dell’ospedale civile di Gorizia per raggiungere la ciclabile in Slovenia.
E’ molto interessante il pezzo da Peci – Rupa a Sempeter sia per l’ingresso in Slovenia a Miren che per la presenza della struttura museale più piccola al mondo! Se dovesse piovere il giorno prima, dovremmo modificare il tratto dalla Campagnuzza – Sant’Andrea a Savogna, passando per strade asfaltate.
Ciao a tutti.
Nevio Costanzo
Alberto Deana

Impressioni a caldo dalla mostra di Rosa

Questa sera siamo stati all’inaugurazione della mostra dei disegni di Rosa Bernal, a Monfalcone, Sala Antiche Mura. Un buon modo per iniziare il weekend!
La prima cosa che ho notato, è che la sua opera è gioiosa: trasmette sensazioni positive. La seconda cosa, che mi ha fatto cucù dalla coda dell’occhio, erano i mandarini con le loro foglie che stavano a terra, non a caso, sotto i quadri. Abbiamo fatto conoscenza con Francesco Altan (ciao Checco!), che guardava i lavori con l’occhio del disegnatore (ovvio!), e con Chiara Carminati, autrice di libri per bambini.
Emilio Rigatti, marito di Rosa, mi ha detto quasi subito: “quando facciamo la nostra inaugurazione?”. Vi aggiorneremo tra breve sull’evento che Emilio ed io abbiamo in ballo, e torniamo alla protagonista di oggi, Rosa.
Era questa la sua prima mostra personale in Italia, quindi un evento speciale! Per spiegare la sua opera, Rosa ci ha detto che voleva esprimere il contatto umano, la comunicazione col corpo. Nell’esposizione abbiamo trovato infatti corpi che danzano, che si incontrano e avvicinano, tra morbidi segni di matita rotonda.
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i disegni una foto con rosa il mandarino di rosa una danza

Attenti a quei due

Cosa combinavano Paola ed Emilio a casa Rigatti, lo scorso giovedì, davanti ad un pc, con Dado e Rosa che davano suggerimenti sorseggiando tè allo zenzero?
Eh eh eh, qualche strana miscela bolle in pentola, oramai siete avvisati… le menti creative sono all’opera!
Come dice Emilio: “se non ci fosse stata quella pioggia a Bagnoli, non ci saremmo incontrati” (e infatti, l’incrocio istantaneo poteva sfuggire ad un occhio poco attento; ma la storia la sapete già).
Andando a Ruda abbiamo trovato le montagne blu che si stagliavano sul rosa del tramonto, una giornata dai colori stupendi; e poi ancora: profumo di legno (le travi nuove del tetto), citazioni di libri senza più fermarsi, arte varia alle pareti e teiera quasi dimenticata sul fuoco, ih ih ih…

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davidaola da rosaemilio

Fragole e scrittori

Allora.
In quesi giorni sono successe un sacco di cose, per ciascuna di esse varrebbe la pena di fare una sezione dedicata.
Facciamo un riassunto così vi raccontiamo tutto!

Lunedì scorso siamo andati a Radio Fragola, per parlare del nostro viaggio di nozze durante la trasmissione dedicata ai viaggi “Uscita d’emergenza“. Accoglienti, preparati e simpaticissimi i nostri ospiti ed amici: Gyannet, Max e il Menegoz (che mi pare uno blog-dipendente tipo me). Per chi si è perso la serale chiacchierata radiofonica (ovviamente non papi e mammy, che quando sono arrivate le domande piccanti erano tutt’orecchie), c’è il commento alla puntata sul blog della trasmissione (per i super fanatici, le trasmissioni perse si possono anche scaricare).

Saba

Poi, ecco la storiella di mercoledì pomeriggio. Eravamo in giro per la città, quando mi squilla il telefono. “Ciao Paola, sono Emilio Rigatti!”. Eh eh, questo non era poi così imprevisto, insomma vi avevamo lasciato all’ultima puntata sul nostro scrittore-ciclista preferito con un potenziale appuntamento volante a venire. Eccolo qua. Ma la parte divertente è questa: “Paola, sono a Trieste in stazione, puoi comprarmi un libro prima che prendo il treno? Guida galattica per autostoppisti“. Fate conto che io ero in bici, potevo arrivare rapidamente dappertutto, e Dado conosceva bene il libro (un cult per gli informatici) per cui mi poteva aiutare ad identificarlo rapidamente durante la ricerca nelle (più di una) librerie.
Sì si, dopo un paio di tentativi il libro l’abbiamo trovato, glielo abbiamo portato, Dado ha potuto offrire ad Emilio un po’ della sua torta di pan di spagna di cui vi deve ancora parlare (perchè nella torta c’è il seguito della storia della crema alle castagne attesa da Palka – ciao Palka!!), ed Emilio ha poco dopo preso il treno per tornare a casa. C’è del mistero in tutti questi incontri con Rigatti? Eh, sì, non vi ho detto tutto. Ma questa storia si farà sempre più interessante nelle prossime puntate, vedrete, vedrete, restate sintonizzati!!!

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Viaggiate in bici? anche noi

Sabato scorso c’era Ciclomundi a Portogruaro, e ci siamo andati col treno per sentire i contributi del pomeriggio e della sera.
Al caffè Roma c’è stato il racconto dei viaggi in bici di Sandra Segato e Cecilia Gentile: Alaska, Senegal. Cecilia l’abbiamo ritrovata al bar dopo cena: io e lei ci siamo confrontate sui contatti in comune nelle rispettive città (cicloturisti FIAB, associazioni dei senegalesi).
La sera abbiamo sentito le prodezze da traduttore di Emilio Rigatti, che ha condotto la serata ciclosofica con Didier Tronchet. E così abbiamo potuto finalmente incontrare Emilio dal vivo, dopo i tentativi virtuali: “ho letto le vostre ricette sul blog; fate i miei stessi giri!” ci ha detto. Che bel: siamo rimasti con un appuntamento volante per una prossima volta, per cui restate sintonizzati e vedrete il seguito della storia!
Chiusura della sera con concerto dei Tete de Bois. Hanno proposto una interessante tecnica coreografica: la proiezione su uno schermo di disegni, che venivano creati di volta in volta su una tavola luminosa ricoperta di sabbia; forme tracciate, cancellate e ricreate in una sequenza infinita!
Poichè la serata era fredda, prima di prendere il treno Dado ed io ci siamo imbucati nella Villa Comunale, a scaldarci sul divanetto con un bicchiere di cioccolata, come ai vecchi tempi dell’università…
Tornando in treno, Dado ha potuto cominciare l’ultimo (autografato) libro di Rigatti, dato che quello di Augias che si era portato nello zaino, in realtà lo aveva già finito una settimana fa!!!

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ciclomundi cecilia gentile rigatti dal vivo tete de bois

La donna che visse due volte. E l’uomo che era il sosia di sé stesso

Nel famoso film di Hitchcock (dal titolo originale ‘vertigo’), la donna che visse due volte è entrambe le volte una donna ‘finta’, ricostruita. Questa è la mia linea di interpretazione personale. Chi non ha ancora visto il film e non vuole farsi svelare tutta la trama, salti questo paragrafo. La prima volta è una sofisticata signora bionda, costruita ad arte per recitare la copertura di un delitto. La seconda volta, è la stessa immagine di donna, ancora una volta finta, ricostruita nello stesso modo dal poliziotto protagonista, che vuole rivivere le vicende dell’assassinio per farci chiarezza (e beccarsi lo stesso tragico finale, purtroppo!). Mai vera, insomma.

Sicuramente molto più spensierata (a meno di un po’ di scomoda pioggia) è la storia dell’incontro con Emilio Rigatti, di cui ora sto per svelarvi il finale, ovvero se l’incontro era stato vero o finto. Per chi non avesse già visto l’inizio di questa storia, consiglio di fare tappa a questo link prima di leggere il paragrafo successivo.
Ho scritto alla casa editrice di Rigatti per sapere se avevo incontrato (più o meno brevemente) proprio lui, ed ecco a voi cosa Emilio in persona mi ha risposto.

—-Messaggio originale—-
Da: emilio rigatti
Data: 20-ago-2007 8.30 PM
Ogg: sosia di me stesso

Cara Paola,
quando ho letto il tuo blog a momenti mi dà di volta il cervello: io ho parlato con una tipa in autobus? Mi ha chiamato e mi ha ottenuto un permesso speciale di trasporto bici? ma sto dando fuori di testa? Avevo già il cellulare in mano per chiamare i due amici che erano con me in quel viaggio in Istria per chiedere se davvero mi ero scordato tutto, quando sono arrivato alla fine del post e ho capito che il mio normale livello di “otava division” era comunque sotto i livelli di guardia…medica. Comunque l’autista dell’autobus successivo era più morbido, ci ha fatto salire senza biglietto e ci ha portato fino in stazione. Treno fin a Monfalcòn, foratura a Ronchi e arrivo alle otto. Allego la foto che comprova l’avvenuto trasporto sull’autobus successivo anche senza la tua mediazione e l’ultima foto del tour. Sai che a metà settembre c’è “Ciclomundi” a Portogruaro? Forse vi potrebbe interessare.
Un caro saluto e te e a Davide.
Emilio Rigatti

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la bici sul bus Rigatti è quello a destra

Incontri ravvicinati dell’altro tipo (ovvero: cogli l’attimo)

Oggi, lunedì semiferiale (nel senso che metà ufficio era in ferie), il vento fuori dalle finestre ha spazzato le fronde per tutto il giorno: la forza della natura era uno spettacolo. Si dice ‘uno spettacolo’ soprattutto quando lo si guarda restando dentro al calduccio: ovviamente, proprio al momento di uscire, è scattato il nubifragio sopra le nostre teste.

Esco dunque sotto la pioggia, e con un paio di salti nelle pozzanghere (fortunatamente dotata di sandali impermeabili da fiume) arrivo quasi decente al bus fermo al capolinea, mi siedo e da lì ricomincio a guardare le figure dell’acqua spazzata dal vento fuori dal finestrino.

In quel momento sale sul bus un altro tipo mezzo bagnato, mantellina nera svolazzante da volatile, caschetto da bici, sandali e braghette corte. Chiede al conducente: “Si può portare la bici sul bus?” Ovviamente la risposta è no, come mi son sentita dire altre volte anch’io. Scende dal bus, lo squadro, occhi azzurri pizzetto ed orecchino, “Sembra Rigatti”, dico mentre esce, ma non mi sente.

Allora apro il finestrino, gli grido “Emilio!”, e lui si gira… E’ proprio lui, il mio mito, lo faccio tornare! Intercedo con l’autista usando la mia solita tecnica: “Sono una habituèe del bus, ho la tessera dell’autobus annuale da anni, faccia un’eccezione, se è così gentile da farlo salire scriverà di lei in uno dei suoi libri, è uno scrittore affermato!”. Incredibile, ma funziona: Emilio sale, assicura la bici nell’ampio spazio centrale, e fino alla stazione mi racconta del giro che stava facendo in Val Rosandra, prima di riprendere il treno per Ruda, e del suo nuovo libro; e io gli cito il nostro viaggio di nozze in bici, fatto con questi sandali uso-bici che ho scelto pensando ai suoi suggerimenti, e le piste ciclabili francesi e spagnole…

Bello, eh? Quell’attimo catturato. Peccato che da “Emilio” in poi ho immaginato tutto. L’avessi catturato davvero. Ma ora scrivo alla sua casa editrice e glielo dico. Anche se era un sosia, ormai vale lo stesso. Come una citazione tra scrittori, se così si può dire…

(continua…)

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