Lo scorso 22 dicembre abbiamo preso parte ad un’iniziativa dedicata alla caduta dei confini tra Italia e Slovenia: il giro in bici dei sentieri, dapprima interrotti e invalicabili e ora ricongiunti, atraverso l’ex confine di Gorizia, caduto da due giorni. Erano presenti rappresentanti delle associazioni Fiab – Ulisse – Ruotalibera di Gorizia, Trieste, Udine, Pordenone, Codroipo, Sacile, ecc. ecc.!!
Il giro è iniziato su stradine asfaltate minori e poi è continuato su sterrato e tra i campi. Alla prima discontinuità su un cavalcavia c’era chi chiedeva: “Era questo il confine?” oppure: “Ma il confine ora tolto, lo si vede da qualche segno rimasto?”. E invece il confine non era lì, non era ancora stato raggiunto. Parecchio più avanti, un segno: un cippo. Lì il confine c’era stato, ma ci sarebbe scappato se uno più esperto tra le guide non ce lo avesse indicato. Quello è stato il luogo adatto per una lettura di rito da parte di Emilio Rigatti: “Confini blu”. Poi, continuando a pedalare in terra slovena, sono venuti: campi nel sole, un gelso ultracentenario, e tutto sommato la continuità del paesaggio.
L’esperienza è stata tutta nostra: il confine ineffabile. Se non ci sono altri che te lo posizionano, vedi che non c’è.
























