Il matrimonio di Chini & Jean

Questo fine settimana siamo andati a Lille: sabato 8 settembre Cecilia e Jean si sono sposati, e noi abbiamo partecipato a tutti gli eventi organizzati per l’occasione.
Alla vigilia c’era la partita di rugby Argentina-Francia da vedere a casa di Jean: che spettacolo sentire il tifo degli ospiti spostarsi come una hola da una fazione all’altra del pubblico di amici e parenti, all’alternarsi del fronte del gioco da una squadra all’altra (vamos Pumas!!!).
La mattina dopo, per il matrimonio con rito civile (quello religioso si terrà in Argentina) è spuntato il miglior sole della settimana (che per il resto è stata nuvolosa). Chini indossava una sciarpa bianca opera della sua mamma.
La sera c’è stata una grande festa: 150 invitati da tutto il mondo! Argentina, Stati Uniti, Giappone, Francia e Italia (con ben 9 rappresentanti da Trieste e Treviso); discorsi dedicati agli sposi in tutte le lingue (“Cecilia e Jean incarnano la nuova generazione di cittadini del mondo”, diceva Charles), oltre agli scherzi di amici, fratelli e sorelle.
E la domenica mattina c’è stato il (per noi, breve) brunch: dopo i saluti e ringraziamenti siamo dovuti scappare a prendere il bus navetta, proprio mentre avremmo avuto voglia di stare con i nostri amici un po’ più con calma.
Ma anche da qui mandiamo loro i nostri più affettuosi auguri: amore, felicità e patate in tecia!!!

vamos pumas!!! magliette francia e argentina appena sposati gli sposi
davidaola chini&jean buffet di nozze il mondo è mio... luna di miele

two pizzs two tits…

Ieri sera i nostri amicici hanno potuto apprezzare la pizza davidaola (per chi non la conoscesse già) e riempirsi la pancia di dolci portati da tutti, gnum!!

I cuochi avevano fatto le cose in ordine, ma il vero momento perfetto secondo me è stato questo. A cena inoltrata, sono arrivati i crostini con salmone e formaggio, e Chini ha preso il coltello del pane per spalmarsi il burro. Cioè, era un coltello enorme, sottile e lungo, seghettato, con cui si faceva fatica a spalmare il burrino sul fettino di pane; ecco: quello secondo me è stato il momento in cui si cominciava a stare comodi…

dado aggiunge: trattandosi di fare due pizze, seguendo la ricetta, ho fatto due tette! e come dice il saggio “du’ tits is megl che uan!”

Ogni ora è buona per mangiare la castagna

La giornata della castagnata itinerante è cominciata alle 3 del pomeriggio: Ico ci ha portato il gelato (che è stato poi spacchetato a mezzanotte) e ha inciso tre chili di castagne. Alle 4 eravamo in quattro, alle 5 estraevamo il principio attivo del mate con Chini, alle 6 si arrotolavano olive e rustici con Marianna. Alle 7 Max dimenticava da noi la torta per altri amici, alle 8 arrivavano i bolzanini, alle 9 facevamo il pieno e quasi le sedie non bastavano più. Alle 10 il Marchese viaggiava sul mondo con google-earth seduto per terra (comoda la postazione pc da pavimento?) e alle 11 si aggiungeva Mauro per l’ultimo giro di caldarroste. Ottima la sacher preparata da Barbara, e grazie ad Andrea per i fiori e agli ammiratori per il revival delle foto ‘mondopongo’.

Vacanze a Lussino

E’ stata divertente la nostra vacanza assieme a Jean e Cecilia! siamo arrivati nel mezzo di un temporalaccio estivo che ci stava demoralizzando, ma i giorni successivi sono stati piacevoli, con una bella brezza e non troppo caldi. giusti giusti per girare in bici a esplorare l’isola senza soffrire troppo.
senza spender tempo a dire che i posti dove fare il bagno erano splendidi e l’acqua fantastica, vi racconto un episodio divertente.
troviamo una piazzoletta in cemento tra gli scogli, dal lato di LussinGrande, dove distendersi, prendere il sole e fare i tuffi. c’è posto giusto giusto per noi sulla parte più “comoda” della piazzola. Accomodati, Jean ci offre da leggere qualche pagina di “Le Monde”, e tutti apprezziamo. diviso il giornale con qualche pagina a testa, ci scaldiamo un po’ prima di entrare nell’acqua fresca. Paola non sa il francese, ma capisce qualcosa, io lo leggo ancora bene, Jean e Cecilia non hanno problemi e leggono con gusto
poco dopo arrivano giù dalle scalette due signore, e ci chiedono in dialetto triestino/lussignano se possono piazzarsi anche loro. “è libero” diciamo e si distendono.
cominciano a parlare in libertà dei fatti loro, della figlia della Iole che “no la dovessi lassarla andar in giro pel mondo a diciasete ani, se me capita a mi la fazo tornar a casa sì, ma no sui zenoci, sui moncherini!” (cattivissima…) e noi ci guardiamo perplessi mentre continuiamo a leggere il giornale, in silenzio.
poco dopo arrivano una coppia, marito e moglie, e un’altra signora, amici delle signore. mi chiedono qualcosa, e guardando “le monde”, mi dicono “ma che ben che parla italian sti ragazzi” e un’altra “ma i parla anche francese”. e io indico Jean e dico “lui parla bene francese!” e verso Cecilia “e lei parla anche spagnolo!” 😀
insomma vien fuori che ste persone sono lussignani emigrati, in italia e in Australia, e che ritornano appena possono nella loro isola. ma non avevano capito che io e Paola siamo italiani e che Jean e Cecilia parlano italiano e che tutte le loro chiacchiere “private” non erano affatto “private”.
le due signore ancora più imbarazzate quando alla fine Paola le apostrofa “sì, ma a diciassette ani, la podè lassar andar dove che la vol sta povera mula, che la se divertirà” 😀
insomma scenetta divertente, come tutta la nostra vacanza. cliccate qua sotto per vedere qualche foto della vacanza.