Rielaborazione

Ieri sera vado a vedere un film in bianco e nero con gli amici. Un “noir” grottesco, diciamo, pesantuccio.
Prendiamo un dolcetto, restiamo ancora un po’ assieme. Torno a casa all’una e mezza.
La notte non dormo, mi giro e mi risveglio. Sono le tre, sono le cinque.
Ascolto l’i-pod, metto musica dolce. Il fruscio delle onde, la voce della conchiglia. L’i-pod si scarica, niente più musica, e la notte continua.
Sogno una scena che è in parte tratta dal film: una stanza bianca vuota, con proiettili di vernice sparati alle pareti. Solo che c’è una differenza rispetto alle immagini del bianco e nero. Nel mio sogno, la vernice ha tutti i colori.
Macchie gialle, segni verdi, color oro.
serena verde oro

HSH Chapter 39 – passi avanti, passi indietro, passi di danza…

Nel weekend lungo delle feste siamo riusciti a dilatare ancora un po’ il confine dello spazio-tempo. Prima del rientro alla solita routine, abbiamo inserito una sessione di lavori per la casa, e un invito a cena per Carluca con partita di Munchkin.

Durante il pomeriggio con Giordano e Luisa, la porta del bagno è tornata allo stadio grezzo nella zona della battuta. Ora quella parte è di nuovo al vivo del legno, da grattare e ripitturare, perchè ritocchi e risistemazioni se possono t’inseguono ancora un po’.
Nel frattempo, ora c’è uno stereo nuovo in soggiorno. Da quando è arrivato, questa stanza ha cominciato ad avere tutto quel che serve. Con un sorprendente allungo, il nuovo salotto ha sorpassato per comodità e capacità di attrazione lo spazio giorno della casa precedente, che sta perdendo a tratti il privilegio dell’uso per serate e intrattenimenti.

la maniglia nuova e lo stereo in sottofondo verso il completamento delle luci LA PIGNA! Davidaola e Carluca

Com’è andata

Questa mattina mi sono svegliata, e prima ancora di aprire gli occhi, ho pensato: “aaah che bello, tra poco ci sarà l’evento Concerto in cucina, letture di cucina, non vedo l’ora di godermelo“.

No no, lo so, si è già svolto lo scorso sabato pomeriggio, ho avuto solo uno spaesamento dello spazio-tempo.
E’ che mi sarei fatta volentieri un bis, tutto daccapo dall’inizio alla fine!
Giusto per darvi un’idea, vi riporto uno scambio di messaggi che si è svolto dopo l’evento:

“Ciao Serena, mia mamma dice che sei una Edith Piaf moderna!”
“Ah ah, ringraziala! Beh, lei ha fatto successo, spero sia di buon auspicio… Noi siamo contenti, è stata una serata di gran gusto!”

Innanzitutto devo ringraziare tutte le persone che hanno contribuito affinchè questo fosse possibile.
Non si direbbe, ma a guardarla dall’interno, una iniziativa così coinvolge un gran numero di persone e per parecchio tempo.
Andrea e Serena, Riccardo e Giulia, Carla e Davide, Rita e Franco, e pure Francesca che ha messo a disposizione la cucina… sono una squadra non da poco. E molti altri hanno contribuito con suggerimenti e agganci. Come Domenico, Julian, Francesca, Alessia, Paolo…

E poi c’è molto da imparare da questi momenti creativi di gruppo.
L’importanza della prova generale.
Il bisogno di feedback.
Di ascoltarci bene.
Di creare l’atmosfera.
Ad un certo punto (stavamo ancora componendo frammenti di prova) è arrivata la nostra ospite a sorpresa. Come un pezzo mancante al mosaico. Che ha ricreato le polarità.

Rido ancora, quando ripenso alla matita che sottolinea i “capelli sintetici bruciati del premier”. Alla potenza di un volo, di un lancio di fiori, poi accarezzati tra le mani raccolte. Alla cena in pizzeria poco dopo, con gli amici che cantano, forse si trasportano ancora. Alle idee per le prossime volte.

Ce n’è molto di più, che per un pomeriggio solo.

p.s. guest star: Giulia Mininel, danza contemporanea. Un mito.

Fiori per l'inaugurazione scaldiamo il cuore della casa La cucina per l'inaugurazione Carla e Tullia
Giulia e gli occhi blu in attesa dlel'inizio Giulia alla danza Dado e Carla
Giulia e Serena Andrea e serena
Riccardo alla lettura i cd dei Deja

La capacità di creare mondi

Il mercoledì quattordici luglio è una delle giornate più importanti dell’estate.
Per certi versi, è il coronamento del lavoro di oltre un anno.

E’ il giorno in cui i nostri amici Déjà presentano in anteprima il loro nuovo album, in una splendida performance dal vivo.
E’ il giorno in cui per la prima volta espongo i miei disegni in una mostra.
E’ il giorno in cui si riuniscono mamma, papà, Giordano, Luisa, Francesca, Marilena, Letizia, Carluca, e mi aiutano per costruire un allestimento aereo in cui, insieme a sasso e filo, vogliamo volare tra le fronde dell’albero pure noi.
E’ il giorno in cui Dado mi salva da un pasticcio tornando indietro a prendere una cosa per me, dopo che aveva già fatto quasi un’ora di strada…
Serena e Andrea uniscono sul palco e attorno a noi i cento gesti d’arte dei loro amici e dei nostri cari.

Nella performance di ieri, c’è una voce profonda che legge i testi delle canzoni.
C’è un passo di danza a piedi nudi tra i petali, c’è un disegno appeso che si confonde con un lenzuolo che non vuole scendere dal filo del bucato.
Quando Serena canta “Tu sei qui“, Andrea la sostiene e trasporta con potenza.
Quando ritorna “Meta“, uno dei loro primi pezzi, lo sentiamo trasformato in una forte versione live.
Quando ascolto per la millesima volta “Di te, dei no, non so“, che amo sempre come fosse la prima, sono di nuovo in piedi sull’orlo del Natisone, e il mondo presente scorre sicuro davanti a me.
lo spazio della riserva naturale esposizione disegni al concerto dei Déjà
andrea e serena al pomeriggio prima del concerto concerto dei Déjà, 14 luglio 2010

Quanto è lunga la Provincia? Una giornata in bici

fiori di maggio (giusto?) frasca d'osmizza incontro con Mattullia e Luca come si chiamano questi fiori?
vista sul faro sentiero de rin pic nic e chitarra imbocco pista ciclabile, lato San Lorenzo
arrivo in bici al pic nic

Domenica 25 aprile ci siamo dedicati ad una pedalata, che inizialmente doveva essere breve (più che altro un tour delle osmizze), e che poi ci ha preso la mano (o il piede, a seconda dei punti di vista).
A parte i due tratti di estremità (Sistiana-Prosecco, e Basovizza-San Lorenzo, fatti su strada), il clou del giro è consistito nel percorrere la Provincia nella sua lunghezza, su itinerari riqualificati nel bosco, se possibile con vista mare dal costone a mezz’altezza.
vale la pena segnarselo: questo percorso è consigliato anche a piedi.
Solo che in quel caso un pomeriggio non basta.

Ecco qua l’itinerario, tutto d’un fiato.
Treno fino a Sistiana, Visogliano, Malchina.
Pranzo in osmizza, incontro (a sorpresa) con Luca e Mattullia (che tornavano dalla cerimonia in Risiera), ripartenza coi salumi sullo stomaco (burp!).
Precenico-San Pelagio-Prepotto-Baita-Gabrovizza-Campo Sacro.
Arrivo a Prosecco con interrogativo: e ora che si fa? Decisione: si va avanti nel bosco. Quindi: tappa a Monte Grisa, via crucis, bosco Bidischini, percorso sul costone che scorre sopra alla Napoleonica, arrivo all’Obelisco.
Attraversamento strada e imbucamento presso il campeggio “Camping Obelisco”, pedalata nel Bosco Tommasini (sentiero parallelo alla Strada Nuova per Opicina), arrivo alla Sella di Banne.
Da lì: discesa veloce lungo tutto il Sentiero de Rin fin oltre la cava Faccanoni; arrivo alla sella di Monte Spaccato. Sottopassaggio e ripresa su sterrato verso l’Area di Ricerca di Basovizza.
Arrivo a Basovizza centro. Strada per San Lorenzo (solita via verso la Foiba e il suo Monumento), di nuovo sterrato fino al classico campetto da pic-nic.
E lì scatta la pausa pic-nic, appunto! festa di compleanno di Carol & Walter, imbracciare la chitarra, cantare Finanziere (mimando il finestrino cigolante del millecento nero), Marisa, e i pezzi forti dei Laidos. Strafogarsi di panini e patatine, e quando arriva il fresco, ripartire con addosso tutti gli strati disponibili.
Da lì, discesa discesa discesa, fino all’estremità asfaltata della pista ciclabile Trieste-Erpelle. Che bello: la pista è appena stata completata (dopo anni!), e ce la godiamo tutta all’ingiù, di filato nel vento e nel sole del tramonto.
Quando attraversiamo la galleria ferroviaria lunga, and un certo punto le illuminazioni mancano del tutto, e sembra di volare sulla bici in uno spazio nero indistinto, che punta alla coda della galleria, dove riappare fluttuante una pista di atterraggio: luci a pavimento ai due lati della corsia. E poi si sbuca di nuovo nel sole, profumi del bosco e campi laterali, edifici e ponti sopra la strada per Cattinara, giù giù verso via Orlandini, dove il piazzale d’inizio pista ciclabile è tappezzato di scritte e fregi spray.
Rientro in città.
Manca ancora la discesa su via Molino a Vento, improvviso ritorno del rumore del traffico, volata finale di Dado in via Carducci a tutta velocità.
Per concludere ci sta a fagiuolo una porzione maxi (quattro gusti) di gelato da Toni Lamponi; giardinetto, e poi casa, bagno caldo, doccia per un’ora, e via.
Che giornata-premio.

La prima serata in bici dell’anno

Che temperature, questa settimana. Ci sono stati venti gradi di massima.
Ieri sera, in centro, ci siamo andati in bici. Una cosa praticamente estiva.
Il programma era una cenetta con gli amici Carluca ad un nuovo ristorante greco.

“Taverna con cucina greca”, ad essere precisi, dice il biglietto da visita del locale “Da Petros”.
La caratteristica più evidente del posto, probabilmente, è la musica greca in sottofondo. A ciclo continuo e uniforme. Ipnotizzante. Come presi da un sirtaki che non accelera mai, siamo usciti dal locale che oramai dondolavamo a tempo anche noi, senza smettere più.
Devo dire qualcosa anche delle porzioni, che erano decisamente grandi. Un cubo che sembrava un mattoncino, era il moussaka preso da Carletta. Io invece, con il primo di pasta sfoglia e formaggio, ci ho cenato due volte: una ieri, e una stasera, dato che me ne sono portata a casa metà.

Il pezzo più originale della serata comunque è stato il cadeau, ovvero il regalo, che ci han portato i nostri amici dalla Svezia (oltre ad una splendida maglietta in tinta col fiocco e con la mia canottiera verde). Una marmellata dal nome impronunciabile (si scrive hiortron marmelad), fatta con della frutta che si trova solo lì: le cluodberries, le bacche delle nuvole del cielo svedese…

il primo di sfoglia e formaggi Dado e Luca dal greco Carla col cubo di moussaka Carla che mi allunga il regalo
Palla coi capelli sconvolti Palla con la maglietta nuova Dado in bici in centro Dado in bici la sera

Carta canta…

Questa settimana, Dado ha scoperto e ha portato ai nostri amici Carluca un nuovo gioco, che ci ha subito catturati: il Munchkin!
Da quando abbiamo iniziato a giocare a Munchkin, anche la vita vera ci sembra una partita di carte. Vorremo avere anche nella realtà l’asso nella manica di una pozione magica per ammaliare mostri, conquistare tesori o vincere scontri, semplicemente scartando la mano giusta!
Dado si è messo a parlare dei punti guadagnati al Munchkin pure nel dormiveglia della mattina. Gli chiedo: “come stai?”, e lui mi risponde: “Più tre!”
E questo non è tutto: le serate continuano anche dopo il Munchkin, con le sfide a scopone scientifico…
Che nottolate!

Carluca al Tokyo Mojito le pedine per i livelli tè verde

Il segno dei tempi / 2

Domenica sera, cinema e drink con Carluca.
Siamo andati a vedere Tra le nuvole, l’ultimo film con George Clooney, che interpreta un “tagliatore di teste”.
A parte il tratto sentimentale della storia, ho trovato interessanti le scene che presentano le dinamiche del licenziamento.
Dalla recensione di Mymovies: “il film porta in scena un contesto attuale e una ventina di disoccupati veri, mescolati agli attori professionisti, ma non per questo indistinguibili”.

stessi gesti patatine limone nel bicchiere