Davidaola alla Biennale di Venezia

Questo fine settimana io e Paolina siamo andati alla Biennale di Venezia. Avevamo pensato di andarci già in giugno. Capitava quasi bene, con l’inaugurazione quasi contemporanea al nostro matrimonio. Poi non ci siamo andati, e tiraparaemola abbiamo trovato il momento di andarci quasi alla chiusura della mostra.
A me e a Paola piace molto l’arte contemporanea, soprattutto da quando io ho avuto occasione di seguire un corso di arte al Conservatorio e ho potuto condividere con Paola le scoperte che facevo.
Sabato siamo stati ai Giardini, a vedere i padiglioni nazionali. Mi sono piaciuti: l’Austria, qualcosa in Spagna, la Russia, Israele, Australia e poi diverse opere nel Padiglione Italia che propone un’insieme scelto da vari paesi.
Sopra le altre, secondo me, l’opera di Sol Lewitt, maestro del minimalismo e del concettuale, purtroppo morto in aprile. Due grandi pareti, una di fronte all’altra, colorate a mano a carboncino: una con una sfumatura dal grigio scuro al grigio chiaro andando verso il centro, dall’altra parte l’inverso, chiaro all’estremità e scuro al centro.
Ma tanto mi è piaciuta anche una pozzanghera nei giardinetti tra i padiglioni, opera della Natura, datata 3 Novembre 2007. Non occorre pagare il biglietto per ammirarla, perciò guardatela anche voi…



Mezz’ora a Milano

Martedì scorso ero a Milano, presso l’Associazione Italiana di Metallurgia. A fine giornata, avevo ancora un’ora prima di prendere il treno del ritorno, e mi sono messa a girellare a caccia di mostre, come ai vecchi tempi.
L’associazione italo-svizzera, chiusa. Il Padiglione d’Arte contemporanea, PAC, fermo per allestimento. In piazza della Scala, due coccodrilli viola attaccati al palazzo. Dietro le guglie del Duomo, un aereo che solca il cielo blu. In via Dante, finalmente: una serie di grandi stampe fotografiche da ammirare all’aperto, come già visto in precedenti iniziative. Le guardo tutte? ma sì, facciamo tutto il viale, ci sarà sicuramente una fermata della metro alla fine, senza bisogno di tornare indietro.
E infatti la metro c’era. Solo che non andava diretta alla stazione: questo non l’avevo calcolato. Cambio di metro a Duomo: manca un quarto d’ora. Altri sette minuti consumati in metro. Sette minuti residui per arrivare al treno. Timbrare il biglietto. Cinque minuti. Arrivo al treno: porte chiuse. Aaaaargh! Un ragazzo arriva come me, e batte sulle porte. Un passeggero da dietro la porta fa cenno: niente da fare. Proviamo ancora: il pulsante non apre le porte. Aaaaaargh! Da un altro binario mi sento chiamare: “Paola!” (?!?) “Dall’altra parte!”. Dall’altra parte? Corro dall’altra parte: la pensilina giusta era l’altra, dall’altro lato del treno le porte erano aperte… corro su, giusto in tempo, arrivo al mio posto che il treno si muove. Resta un mistero: il tipo che mi ha chiamata non lo conoscevo, me lo sarò sognato che ha fatto il mio nome?!!!

duomo via dante lucertolone milanotrends

Il saggio come affresco di un’epoca

Recensione dell’ultimo libro letto.
Titolo: Women, art and society.
Autrice: Whitney Chadwick.
Trovato alla libreria del MACBA di Barcellona, centro per la cultura contemporanea.
Portato in treno, in bus, in aereo, con tutto il suo chiletto abbondante di peso.
Tomo di 500 pagine che ti accompagna per tutto il percorso della storia dell’arte, affrontando le trasformazioni sociali e culturali affiancate alle questioni di genere. Donne produttrici di cambiamento nell’arte, che esplorano tecniche artigianali, che contribuiscono all’editoria degli albori ed all’immaginario visuale scientifico. Donne rappresentate nell’arte, in modi che mostrano gli streotipi dellle varie epoche.
Quando arrivo all’arte contemporanea, la sento, è mia, è quella che parla dei miei tempi.

In programma, tappa alla Biennale di Venezia, e si continua.

frizzuli fiori-di-chini&jean daminaviola callalille

barcellona 2

eccoli! Allora, dall’ultimo post sono successe diverse cose. partiamo con ordine…
Da Montpellier siamo arrivati a Barcellona, e fin qua ok.
Ci siamo fatti in autonomia un giretto a vedere la Rambla e la Sagrada Familia, casa Battlo’, e Casa Mila’, opere di Gaudi’. La sera abbiamo incontrato Letizia, con la quale abbiamo brindato con una sangria. A Paola le girava la testa… =)
Il giorno dopo e’ iniziato con una visita piacevolissima al Parco Guell, citta’ giardino non completata, opera (principalmente) di Gaudi’. Bellissime decorazioni. Poi ci siamo buttati alla Fondacio’ Miro’, prima per vedere un balletto della serie Dies de Dansa, e poi per il museo in se’. Miro’ ci e’ piaciuto molto, e’ allegro e colorato. La sera abbiamo visto i balletti in programma nel complesso del Museo di Arte Contemporanea.
Il giorno dopo ancora (ieri) volevamo andare al museo Picasso. Ovviamente siamo arrivati e c’era una fila fino a qui. Allora ci siamo decisi ad andare alla scoperta della spiaggia di Barceloneta. Ovviamente appena distesi e’ cominciata la pioggia. Giusto quelle due gocce che davano fastidio. Siamo rimasti comunque un paio d’ore, almeno per far un “toc”. Pranzo-cena alle cinque del pomeriggio, in un locale “mangia-quanto-puoi-per-10-euri”. La sera abbiamo incontrato Laia, contatto “internet-fotaro” di Paola, e sua sorella Monse.
Oggi siamo andati a vedere Montserrat, un massiccio montagnoso con caratteristiche roccie stondate da acqua e vento, e l’abbazia sul cucuzzolo. Simpatico ma non super interessante. Salita con un bel trenino a cremagliera. Parecchio vento. Tutto qua.
Fra poco ceneremo, e poi nanna. Domani avremo ancora un po’ di tempo per fare un giro e poi ci imbarchiamo alle 1930. Arriveremo a Genova il giorno dopo alle 15 e a Trieste il giorno ancora dopo in serata. Purtroppo bisogna pur tornare… Baci Davidaola
Casa Battlo' Casa Mila' Parc Guell Parc Guell2
incontro con Lety dies de dansa cenetta con paella dies de dansa 2

Nizza!

Bonjour! Siamo in un internet cafe’ vicino al porto di Nizza. Siamo stati al museo di arte contemporanea, al museo Matisse e un po’ in giro per la citta’. Il “pezzo” migliore e’ stato senza dubbio Yves Klein del quale abbiamo visto diverse opere.
Abbiamo ballato davanti alle figure blu piene di vita dell’Antropometria n. 101 nel mezzo del museo =)
Adesso aspettiamo il bus che ci riportera’ a cap ferrat.
Su davidaola non ho installato l’antivirus e Dado si e’ beccato il microbo del raffreddore. Stanotte Dado ha dormito male ma oggi e’in piena forma e domani si riparte in bici verso Antibes e Cannes dopo il giorno di visita a Nizza.
Garibaldi vi saluta…
ciao!

Arte contemporanea a Trieste

Finalmente siamo andati a vedere la mostra di Andy Warhol, artista tra i preferiti di Dado. Interessante, ma le scatole del tempo (time capsules, in realtà) non si vedono dal vero, bensì solo nei documentari.

Belle le luci che entrano al tramonto dalle vetrate della restaurata ex-pescheria. Bella la vista dalla terrazza al piano di sopra, dove Dado ha indugiato a fare foto.