Uichendstart

Venerdì pomeriggio: inizia il weekend.
Bici sotto i piedi, tappa obbligata sul molo per il tramonto.
Incontro Ambra! Occasione a sorpresa.
“C’è una mostra di quilt, valla a vedere, su uno dei patchwork troverai anche… non ti dico, vediamo se lo trovi”.
Chissà se nelle foto qua sotto c’è il dettaglio che, secondo lei, dovevo scoprire: il francobollo tutto di stoffa…
Ho trovato tra l’altro un’opera della mamma di Martina: per continuare il giro degli agganci, le sarà giunto il mio saluto fissato sul quaderno delle dediche, no?

ancoraunavolta incontri dediche tuttodistoffa

Mostra i mostri

Mi sono accorta di avere cinque (5!) progetti creativi in piedi…
Quello che mi solletica di più il retro della mente è quello più remoto, da realizzare tra un anno, che però adesso è trascurato, e non solo perchè tra tre giorni si inaugura la collettiva Sho-TS…
Come dice Ambra: “cerca di occuparti di una mostra alla volta!”.
E così, con scala, scotch e silicone, domenica mattina abbiamo spostato le foto della vecchia mostra per fare posto alla nuova…
Pronti per la festa?

Il finale

Oggi pomeriggio facciamo tappa in libreria da Asterios.
Conosco la posizione di alcuni libri a memoria (alcuni peraltro mezzi letti a sbafo), anche se ne compaiono sempre di nuovi, in tutti i luoghi, sempre più in bilico.
Dado ha prenotato un libroregalo per me. Io mi ero già attrezzata con un libroregalo per lui. Meglio che dalla befana.

Qualche giorno fa, stavo per citare mezzo finale di un libro in una recensione qua sul blog. “Chi vuoi che, tra i nostri visitatori, vada proprio a prendere quel romanzo dopo aver letto il post, ritrovandosi così già svelata quella parte”, mi dicevo. Meno male che ho chiesto un’opinione ad Ambra prima di scrivere quella citazione: lei mi ha ben che redarguita, e io ho ritrattato!
Qualche giorno dopo, infatti, un’amica mi scrive: “quasi quasi leggo quel libro dopo averne tratto spunto dal tuo blog…”
Visto che non si sa mai??!

lo sgabello secondo mamma

Una storia che è una partita a scacchi

Oggi ho finito l’ultimo libro della Harris che, grazie ad Ambra, avevo sentito recensire dalla diretta voce dell’autrice un anno fa, quando siamo andate a incontrarla al pordenonelegge. Ambra, che le aveva chiesto un autografo, avrebbe potuto conservare una foto ricordo del momento, se la sua macchina fotografica nelle mie mani non si fosse scaricata proprio in quel momento (batterie infide).
Effettivamente, questa lettura meritava. Era palese, l’insight, l’occhio da esperta dell’ambiente, che l’autrice aveva: la storia era ambientata in quello che era stato il suo luogo di lavoro per dodici anni, una scuola maschile. “Gentlemen and Players“, l’ho letto in lingua originale (la traduzione del titolo in italiano è spaventosa: “La scuola dei desideri”), ed ecco cosa dice l’autrice di quell’ambiente sul suo sito:
“Women teachers were few; political correctness was at a minimum.
For a writer, it’s a perfect environment. It’s invigorating; intensely sociable; riddled with the unexpected.”

Buono per potercisi identificare.

Friends

Molte cose so sugli amici.
Un amico è quello che, quando hai un problema, ti offre aiuto pratico e concreto.
Un’amica è quella che ha i tuoi stessi piccoli sogni con cui giocare con te appena se ne crea l’occasione, anche per quindici anni.
Un amico ti permette di passare improvvisamente dal registro delle ca**ate a cose serissime su cui ci si capisce al volo.
Un’amica ti dà opinioni che tieni come punto di riferimento per mesi nei periodi di cambiamento.
Ci puoi litigare con gran divertimento sulla vera storia della fine dell’isola di Pasqua, mentre gli altri guardano scettici, e noi continuiamo il dibattito sapendo che possiamo andare avanti all’infinito ridendo sotto i baffi.
Puoi all’improvviso metterti a parlare di cose private senza che gli altri se ne accorgano, senza neanche far scattare l’avviso dell’inizio del linguaggio in codice: che intesa.
Un’amica si ricorda di te nei momenti speciali dopo anni di poco contatto, e ti combina cose che fanno la differenza.
Un amico un anno fa mi aveva detto: “quasi quasi emigro in Belgio”; e io mi sentivo male, perchè non era ancora arrivato il matrimonio a cui avrei voluto invitarlo… ma alla fine quella volta non era partito, e al matrimonio ci era venuto; per questo, ora che è passato un anno ed effettivamente va al nord, sono più tranquilla: i nostri giorni e pranzi li abbiamo avuti.
In questo periodo sono molti gli amici che hanno trovato o stanno trovando lavoro in un altro paese, non sto qui a farvi la lista, non mi preoccupo tanto, so che li andrò a trovare. Il mondo non è così grande da non riuscire a contenere tutti i festini internazionali che possiamo fare.

fiori di chini&jean

Serata di classe

Giovedì scorso c’è stato un classico ritrovo di classe pre-barcolana.
Erica, promotrice della serata, era già ammanigliata con i pizzaioli Stanlio&Ollio del nuovo locale ‘Frontemare’.
Manuel, prima del ritrovo, aveva già sognato di notte una rissa con Giolo (tipo lancio dell’anguria). In effetti, alla cena, Giolo saltava da un argomento all’altro in vero stile regionale-folle (eh, purtroppo è in crisi perché gli chiudono la telenovela…). Dopo una pizza-combo con Renzo (mezza frontemare e mezza sottobosco con me) e un bel po’ di ridariola (o ridarella che dir si voglia), siamo andati in piazza Unità: musica!
Sulle note prima di Pow Lean, e poi di Giuliano Palma, abbiamo visto svolazzare le ali dell’impermeabile da coach di Manuel, e ripetere le performance ‘cucù dal bus’ della sottoscritta Paola. L’atmosfera era bellissima: una serata calda, in tutti i sensi, sono stata proprio bene. Ambra ha fatto prodezze con la sua macchina fotografica senza batteria: giusto giusto la foto di gruppo che ci voleva!

Classe11-10-07 Lety e Diego Pherpho Doctorate

Si sono fatti vivi virtualmente: in rappresentanza di Fabio, che ha appena conseguito il PhD, la mucca Pherpho Doctorate con la corona d’alloro in testa; in compagnia di Lety, il mini nipotino Diego (Ocio, Lety, che noi gavemo proposto la gita di classe a Barcellona in pulmino, accompagnati dalla prof Fasolato – ora in veste politica – che ci intrattiene sulle novità di gabinetto!!!); e grazie ai contatti intrattenuti da Davide, la mail della prof Urbancich da lui incontrata: “Ciao Paola, che bello ricevere, notizie dei miei ex studenti dopo tanti anni. Ti devo chiedere di salutarmeli tutti, da parte della vecchia prof d’inglese.”

Happy birthday Joanna!!!

14 anni fa, Ambra ed io ci stavamo dirigendo verso la mitica meta del nostro viaggio di fine scuola: l’Irlanda.
Sul treno per la Francia, abbiamo incontrato una pazzerella canadese che diceva sempre oh-la-là, e che ci ha tenute sveglie tutta la notte con i suoi racconti, mentre l’aria condizionata bloccata trasformava il vagone in una ‘gelateria’.
Joanna, che siamo andate a trovare più volte in Grecia e a Venezia, ci ha insegnato il gioco di carte ‘asshole’, che noi tuttora usiamo per tornei tra amici anche nella variante ‘fluffer’ (il fluffer è il quinto sfigato giocatore che sta fuori, in attesa che venga il suo turno per entrare nel gioco al posto dello spazzino ‘asshole’), e ne abbiamo pure trascritte le regole qua, ben consci che questo gioco genera dipendenza.
Oggi è il compleanno di Joanna, e da quaggiù le mandiamo tanti auguri, che volino verso il Canada insieme a tanti baci!!!

14 years ago, Ambra and me were travelling towards Ireland, when we met on the train to France a crazy Canadian girl, who always said ‘oh-la-là’, and who kept us company all the night in the coldest train wagon (which had air conditioned blocked on) which she called ‘gelateria’.
Joanna, who we visited several time in Greece and Venice, taught us the special card game named ‘asshole’, which we still use with our friends. We’ve also invented a variation on the game, to add a fifth player who waits to enter in the game, we named it ‘fluffer’and we wrote the rules here, well aware that this game generates addicion.
Today it’s Joanna’s birthday, and we send her our best wishes, which will fly from Italy to Canada accompanied by our sweetiest kisses!!! ciao.

Storie d’acqua e di amici

L’altro ieri ho invitato Andrea a prendere un gelato sulle rive. Non era possibile chiacchierare stando fermi: cammina cammina, i racconti si dipanavano, e gli specchi d’acqua li riflettevano come fili d’arianna.

Storie di viaggi itineranti, on the road! Una volta, Andrea ha attraversato la Francia con la Camargue allagata, salendo argini sterrati e schivando camionette dei pompieri, per arrivare fino a Barcellona in una sola giornata. Un’altra volta è quasi andato a fare yoga in Tibet, quasi però!

rossoverde verso il cielo sectors waterscript

Ora sono a casa, sgranocchio il torrone portato da Cilla dalla Grecia, e mi riguardo la rosa che ieri il nostro compagno di classe Davide ha regalato alle donne della serata (Ambra ed Erica). In barba alla pioggia, c’era Manuel che piazzava l’infradito nella pozzanghera, e Davide lo consolava con un: “nessuno è mai morto di pioggia”!

Ah sì, e poi tornando a casa, sono finita in mezzo ad un’orchestra femminile giapponese. Sembrava di essere in un cartone animato: divise alla marinaretta, calzini bianchi mezzo corti, chiacchiericcio uataaa-iuooo, e rigore nell’attraversamento pedonale. Devo averle scandalizzate assai attraversando la strada vuota col rosso, mentre il loro istruttore con le mani avanti dirigeva il traffico inesistente intimandole di aspettare!

Non c’è solo Virginia Woolf (anche se è un faro)

Sono molti gli appuntamenti del Festival dell’Editoria Scientifica (FEST) a cui abbiamo assistito. Ad esempio, ieri ero con Ambra alla tavola rotonda degli editori. Quando ho chiesto loro di citarmi alcuni titoli di saggi scritti da donne, sono andati in crisi…

Nella lista nozze fatta presso la libreria di Asterios, metà dei libri da noi scelti è scritta da autrici donne. Saggistica compresa.