Divisione dei compiti / 1

Il bucato è il lavoro di casa che gira meglio.
Stendere il bucato a due è come la scena di un musical, un tango in cui al posto del fiore tieni un angolo del lenzuolo in bocca. Dado stende sempre i suoi panni a sinistra, io a destra; nel mezzo, i fianchi delle maglie si toccano.
Quando il bucato conta meno pezzi, si può risparmiare spazio: una festa.
– Ci sta tutto, posso chiudere l’ala dello stendino!
– Fantastico, a me l’onore.

Vi ricordo che c’è chi fa le foto alle magliette stese ad asciugare, purchè rispettino sequenze di colori ‘tono su tono’.

Ogni ora è buona per mangiare la castagna

La giornata della castagnata itinerante è cominciata alle 3 del pomeriggio: Ico ci ha portato il gelato (che è stato poi spacchetato a mezzanotte) e ha inciso tre chili di castagne. Alle 4 eravamo in quattro, alle 5 estraevamo il principio attivo del mate con Chini, alle 6 si arrotolavano olive e rustici con Marianna. Alle 7 Max dimenticava da noi la torta per altri amici, alle 8 arrivavano i bolzanini, alle 9 facevamo il pieno e quasi le sedie non bastavano più. Alle 10 il Marchese viaggiava sul mondo con google-earth seduto per terra (comoda la postazione pc da pavimento?) e alle 11 si aggiungeva Mauro per l’ultimo giro di caldarroste. Ottima la sacher preparata da Barbara, e grazie ad Andrea per i fiori e agli ammiratori per il revival delle foto ‘mondopongo’.

Festa a Spilimbergo

Quando Ico e Clara ci hanno invitato per la prima volta a Spilimbergo, avevano (giustamente) vantato una collaudata organizzazione.

Di questa festa mi annoto: l’insalata mele sedano e formaggio (non ci siamo fidati di aggiungere le noci cadute dall’albero), la partita di pallavolo al buio, la favola della pelle d’oca, la raccolta differenziata (come altra buona norma vedi il poster sulle verdure di stagione), il tè bianco, le chiacchierate in auto con gli amici.

E dalla festa precedente faccio mito de: il dulce de leche fatto da Davide per la comunità argentina, le cantate multilingue, i libri della casa da trafugare, le reminiscenze portate dai cori degli alpini al mattino.

E a voi cosa è piaciuto?

altre immagini al seguente link: foto amici

Il giorno della laurea di Francesca

27/09/06
Che bella giornata di sole, per la laurea della Cilla, la Pallasorellina. La sicurezza da lei dimostrata durante la presentazione della tesi non era una novità: io, dentro di me, la conoscevo già.

Dopo il rito del cartellone in giardino, tramonto in terrazza col mio Dado. I colori del cielo e dei suoi occhi si parlavano. Discorsi importanti.

Le meraviglie della posta

Che la Palla fosse amante della corrispondenza fin da quando era piccola, si sapeva. La vespa del Dado ha fatto per anni da cassetta della posta (con annesso adesivo ‘mela’ a segnalare bigliettini nascosti) per romantici scambi di missive. Esiste anche un ‘monumento al paziente lettore’: Ambra l’ha visto.

Le potenzialità della posta moderna sono molte: sentite un po’ qua.

L’altro giorno, in ufficio, stavo pinzando dei gruppi di fogli con la graffettatrice, quando questa hasmesso di funzionare. Osservandola bene, ho visto che non c’erano più il pistone e la molla (quelli che spingono i punti metallici verso la bocca della pinzatrice). Fino a un attimo prima c’erano: avevo cambiato i punti. Evidentemente, li ho fissati male, e la molla è saltata via. La cosa divertente è che non mi sono accorta della partenza di molla ed asta verso l’ignoto: i pezzi sono volati via silenziosamente e non si son fatti più trovare…
Dopo tre giorni di pinzature ‘a testa in giù’ (al posto della molla… la gravità), in cui stavo già meditando di fregare i ricambi a qualcun altro, la cassetta della “posta in arrivo” dell’ufficio ha fatto riapparire la famosa asta con molla! Ringrazio il misterioso postino.

Arte contemporanea a Trieste

Finalmente siamo andati a vedere la mostra di Andy Warhol, artista tra i preferiti di Dado. Interessante, ma le scatole del tempo (time capsules, in realtà) non si vedono dal vero, bensì solo nei documentari.

Belle le luci che entrano al tramonto dalle vetrate della restaurata ex-pescheria. Bella la vista dalla terrazza al piano di sopra, dove Dado ha indugiato a fare foto.

A Lagolo quest’anno

Fluffer, cucina casalinga, alghe assassine, pioggia (poca), caffè al Rosso e Radler al Clandestino, prato alle Viote, monte Bondone, orto botanico, guide alpine, passeggiate attorno al lago, calendula, clonella e cuori Prada, don Puc e il pesce di Lago(lo) (dopo Pucceus e Lagolix), grigliata da Isaia, letture, bellezze della valle, riflessi(oni), Muflon-House col bicchiere per la doccia dall’anno scorso,
noi.

Per approfondimenti:

Visita ad una vecchia amica

Al ritorno da Lagolo siamo andati a trovare Martina. (La prima festa a cui ci siamo “imbucati” era la sua, oltre 8 anni fa). La tanuccia di Martina a Pradellano è stata adatta, come sempre, ad ospitare discussioni importanti, davanti ad un tè caldo e alle meringhe con la panna. Le abbiamo portato una scorta di tisana alla lavanda, ci siamo immersi nei fioretti (quelli degli esami sul sottobosco e quelli del suo giardino, anche se pioveva) e ci siamo dati un bacio sotto la meridiana, elemento tipico di tutte le case del Tesino.