Arte contemporanea a Trieste

Finalmente siamo andati a vedere la mostra di Andy Warhol, artista tra i preferiti di Dado. Interessante, ma le scatole del tempo (time capsules, in realtà) non si vedono dal vero, bensì solo nei documentari.

Belle le luci che entrano al tramonto dalle vetrate della restaurata ex-pescheria. Bella la vista dalla terrazza al piano di sopra, dove Dado ha indugiato a fare foto.

A Lagolo quest’anno

Fluffer, cucina casalinga, alghe assassine, pioggia (poca), caffè al Rosso e Radler al Clandestino, prato alle Viote, monte Bondone, orto botanico, guide alpine, passeggiate attorno al lago, calendula, clonella e cuori Prada, don Puc e il pesce di Lago(lo) (dopo Pucceus e Lagolix), grigliata da Isaia, letture, bellezze della valle, riflessi(oni), Muflon-House col bicchiere per la doccia dall’anno scorso,
noi.

Per approfondimenti:

Visita ad una vecchia amica

Al ritorno da Lagolo siamo andati a trovare Martina. (La prima festa a cui ci siamo “imbucati” era la sua, oltre 8 anni fa). La tanuccia di Martina a Pradellano è stata adatta, come sempre, ad ospitare discussioni importanti, davanti ad un tè caldo e alle meringhe con la panna. Le abbiamo portato una scorta di tisana alla lavanda, ci siamo immersi nei fioretti (quelli degli esami sul sottobosco e quelli del suo giardino, anche se pioveva) e ci siamo dati un bacio sotto la meridiana, elemento tipico di tutte le case del Tesino.

Cosa cucinare al ritorno dalle vacanze

Rientro dopo Ferragosto: disfatte le valigie, un salutino a casa della mamma, e per cena ci vuole qualcosa di veloce (anche perchè il frigo è vuoto…).
Ecco pronta una ricetta ispirata da un piatto che ci è stato preparato una sera a Lussinpiccolo: la pasta alle erbe. Per i dettagli della preparazione, consultare la ricetta della pasta alle erbe.

Pasquetta: gita fuori porta

Pranzo appena fuori dal portone:
in portico, con ‘suoceri’ e genitori.
Come rito di primavera,
le mamme si sono scambiate gli alberi figli:
regalato un arbusto di due anni,
nato da seme, cioè dall’osso
di un amolo caduto dall’albero più grande.
Lo abbiamo portato in processione,
insieme agli altri doni:
un’incensiera di dolci zuccherati,
pervinche, iris e terra buona.