fioretti maggiolini

Che fare nel weekend lungo del primo maggio?

Distribuzione delle partecipazioni e degli inviti a tutti gli amici alla festa fragoledimaggio. Concerto di Clara in ricordo del papà di Betti. Giro in bici sulla pista ciclabile a velocità smodata. E tuffi nell’erba tra i tulipani del parco di Arboretum! A me fa impazzire soprattutto questa foto (fatta da superdodo): c’è Ico spiaccicato sull’erba e Palla che tenta la foto aerea!!

Piccolo riassunto dell’ultimo mese

Grande concerto dei Marta sui tubi ieri sera: potenza! Sabato scorso: treno più bici, pedalata fino all’isola della Cona (grazie a Valentina o Alessandra di Fiab Ulisse per le indicazioni sull’itinerario). Pasquetta a Grado con Dodo e Bibi + l’aquilone (acqua calda, sabbie mobili, buon pane fatto in casa). Tramonto coi riflessi sul palazzo del Lloyd. Cena di classe con Lety da Barcellona. Glicine nel giardinetto sotto casa. Pasqua con Brian di Nazareth (giusto, no?). Mostra psichedelica di arte contemporana in una nuova sala aperta in città. Arrampicata sul Taiano finchè ce la fai. Giro in bici virtuale con Emilio Rigatti (ancora una volta è suo il libro in lettura). E ballare il Walzer Transgenico tutto il tempo!!!

il sonnambulo vanitoso

Ormai le chiacchierate notturne del Dado sono un classico, di cui l’aggiornamento a puntate non può mancare.
Sentite l’ultima, ovviamente tutta detta di notte, senza poi ricordarsi niente al mattino dopo, veramente!

DADO: “Sei la Paola di tutti i miei disegni…”
(e poi, aggiunge): “che bene che mi è venuta questa, bisogna metterla nel blog!!”

E’ primavera

Primavera anticipata, quest’anno, è più che evidente. Non lo dicono solo le temperature e la luce, ma anche gli alberi in fiore già da tempo, già da prima che ce ne rendessimo conto. Nel giardinetto di via Boccaccio, la rosa gialla è esplosa diverse settimane fa. A Barcola si può stare in costume, e i temerari fanno il bagno (per i non triestini: vanno a nuotare, n.d.r.).

Oggi pomeriggio, Dado ed io ci siamo piazzati in terrazza per ore, con brandina e materassino, a leggere o scrivere. Il sole scaldava per bene: che bella dose di luce e calore.

Fair she is / fata la xè

Ieri Dado ed io siamo andati, in bici, a fissare la data per il nostro matrimonio. Dado mi ha portato un mazzo di fiori con splendide gerbere di tutti i colori. E’ stata una giornata di annunci, in famiglia, tra gli amici. Possiamo finalmente dirlo a tutti: il prossimo 9 giugno 2007, ore 16:00, in Villa Revoltella, ci sposeremo.

Il giorno prima avevamo scritto in due una lettera a Martina, con le impressioni della vigilia ancora fresche. Oggi abbiamo imbucato la lettera, poco dopo aver ricevuto da lei un biglietto di auguri di Natale. Abbiamo potuto aggiungere la data scelta sulla busta, vicino ad un petalo a forma di cuore. Mentre prendevo il francobollo, Dado entrava dietro di me, e la tabaccaia gli chiedeva: “Prego?”; “Siamo insieme”, ha risposto lui.

Omaggio natalizio a Cristina

Stamattina Dado ed io abbiamo pulito una bella quantità di spinaci, controllandoli uno per uno. Il tavolo della cucina è abbastanza grande da poter essere ricoperto tutto di foglie verdi. E così, per il pranzo in famiglia della vigilia di Natale, abbiamo preparato l’insalata “alla Cristina”. La ricetta, ricevuta da lei per e-mail, si trova qui.

Cristina è la persona più vicina a me per età, professione e modo di prendere appunti. Talvolta nel suo sorriso mi specchio. Tra un mese Cristina regalerà al mondo il piccolo Tommaso. L’altro ieri ce l’ha portato in pizzeria, in una panciona enorme…

p.s. Dado dice: “omaggio natalizio? O Maggio, O Natalizio!”

Ciacole notturne

Di solito è Dado quello che parla nel sonno; se interrogato, risponde. Dice cose come: “se tu fai il sensore, io faccio l’allarme”: l’approccio è tecnico.
Ora mi ha attacccato il vizio: sembra che stanotte ho parlato nel sonno anch’io! Secondo me, avevo in mente la coreografia di un ballo di gruppo…

P (dorme): Dovremmo organizzare questa cosa… *#@…
D (sveglio): Cosa? Ripeti!
P (dorme): devono mettersi tutti da una parte…
D (sveglio): E come pensi di stare tu?
P (dorme): Ah, io starò in mezzo!

Ho suonato con Vinicio Capossela…

Oggi c’è stata la manifestazione contro il taglio delle panchine voluto dalla giunta comunale “per tenere le piazze pulite”. Con una panca in spalla, la banda di Divaccia “Donald Trumpet” ha suonato “el funeral de la panchina”. C’era anche Dado alla chitarra (beh, suonare è una parola grossa… ho grattato un po’ la chitarra… N.d.D), e il mitico Max con la “panca volante” fabbricata per l’occasione. Secondo la questura si sono radunate 2500 persone: stasera hanno fatto un servizio sul Tg3, con le riprese dall’alto di una bella piazza Unità piena di gente.

I nostri artisti non solo si sono espressi sull’argomento, ma hanno anche partecipato attivamente. Di seguito vi cito un articolo che conservo da settimane, a memoria delle idee che si possono realizzare. E poi mi sono potuta fare una foto in compagnia di Vinicio Capossela, da vera balonera panchinara…

I segatori di panchine (di Paolo Rumiz)
”Trieste non è Treviso, dove la moda delle panchine segate è cominciata con lo sceriffo-sindaco Gentilini. Eleggerei piazza Venezia come luogo di resistenza. Appenderei panchine ai lampioni, a un millimetro dal suolo per non occupare suolo pubblico. Organizzerei un pranzo – sempre con panchine – in piazza con i frati di Montuzza e una banda di belle mule a servire in tavola. Riempirei di panche piazza Unità, mobili ma implacabili, per organizzare partite di briscola sottoil naso del Primo Cittadino. Che al posto delle ‘ombrele’ si sognino le panche, notte dopo notte. Saluti.”

two pizzs two tits…

Ieri sera i nostri amicici hanno potuto apprezzare la pizza davidaola (per chi non la conoscesse già) e riempirsi la pancia di dolci portati da tutti, gnum!!

I cuochi avevano fatto le cose in ordine, ma il vero momento perfetto secondo me è stato questo. A cena inoltrata, sono arrivati i crostini con salmone e formaggio, e Chini ha preso il coltello del pane per spalmarsi il burro. Cioè, era un coltello enorme, sottile e lungo, seghettato, con cui si faceva fatica a spalmare il burrino sul fettino di pane; ecco: quello secondo me è stato il momento in cui si cominciava a stare comodi…

dado aggiunge: trattandosi di fare due pizze, seguendo la ricetta, ho fatto due tette! e come dice il saggio “du’ tits is megl che uan!”