La discesa del Torre (dall’altro lato)

Lo scorso weekend, il giro in bici l’ho fatto di lunedì.
Sì, lunedì c’era una giornata di sole migliore delle altre. Quindi, perchè no?

Avevo in programma la discesa del Torre dal lato sinistro (quella dal lato destro l’avevo già provata). Non avevo però un buon treno per Gemona a disposizione: dovevo fare in bici il pezzo che mi mancava. Sono salita da Udine, dunque, usando l’ippovia.

L’ippovia mantiene sempre la sua promessa di essere uno splendido percorso. Questa volta ci ho trovato una chicca, il campo da calcio alla rovescia: due porte vuote, e un campo pieno di ortica ed erba alta al ginocchio. Come una fantasia assurda.

il mare dal treno pedalando sull'ippovia il campo da calcio impossibile arnie sull'ipppovia
verso Tarcento verso il Torre l'ombra di Palla in bici Il Torre senza acqua

Esco dall’ippovia all’altezza di Tricesimo. Vorrei proseguire più un sù, ma le ore corrono, ed è il momento di trovare la strada verso il Torre.
E non la trovo.
Il percorso mi sembra andare all’incontrario.
C’è un’area in cui le mie due mappe non si sovrappongono, e proprio lì rimango incastrata. Collalto o Cassacco? Mi resterà in mente come un chiodo fisso. Un posto in cui voler tornare mille volte, a far ordine nelle idee.

Alla fine riesco ad attraversare il Torre all’altezza di Zompitta, a Savorgnano, ben più a sud di quello che avevo programmato.
E mi inoltro nelle strade bianche del lato sinistro: solo pietre, niente fiume, niente acqua per questa volta.
Una cosa, in chiusura, mi diventa chiara per le volte successive: non farò più perno sulla stazione di Udine. Troppo traffico sulle sue strade presso la stazione.

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