Nonsolocinema

“The cinema as we know it is falling apart”: il cinema, così come lo conosciamo, sta scomparendo. Questo è quello che si dice direttamente da Hollywood, secondo il Guardian.

Non è molto diverso il bilancio fatto da chi analizza lo stato di salute del cinema di casa nostra:
“Da lungo tempo oggetto di dibattito fra “apocalittici” che lo considerano definitivamente morto, e “integrati” sempre pronti a individuarne una continua rinascita, il cinema italiano contemporaneo vive un’innegabile crisi di identità, della quale i sintomi più evidenti sono una generica mediocrità della forma, un sostanziale disinteresse per la sperimentazione e un notevole calo di interesse nelle preferenze del pubblico pagante.”

Queste righe mi hanno colpito, non tanto per le preoccupazioni sulla sorte del cinema di per sè, quanto per il fatto che è l’ennesima categoria sociale-culturale in cui sento un discorso del genere.

In questi momenti, è difficile scegliere tra tentare il compromesso (cercare di integrare i pezzi migliori della cultura di settore storica, con alcune necessità attuali che fanno turare il naso) e il chiamarsi fuori completamente (se ci sono idee forti originali, si può tentare di restare fedeli ad esse anche andando controcorrente… rischi di condizione di minoranza compresi).
Ovviamente, queste due non sono le uniche opzioni. Ma credo che molti di noi ne hanno sperimentata almeno una parte nel proprio settore di competenza.

Devo ammettere che queste difficoltà mi turbano, ma fino ad un certo punto.
Quello che mi interessa, è esserci.

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