Una luce al risveglio

Questo venerdì è stato presentato a Firenze, in anteprima assoluta, il nuovo video per “Lenzuolata”, canzone originale e caratteristica, parte del loro secondo album “Laila”.
Il videoclip, su soggetto e sceneggiatura di Serena Finatti, girato negli ultimi giorni di settembre a Rigomagno, porta infusa la collaborazione di molti amici e professionisti. Per tutti noi che ne sappiamo la storia, vederlo entrato ormai definitivamente nel mondo reale, è come sapere che dal sogno ci si può non staccare più.

Da oggi è online il video completo: eccolo, una primizia del mattino!!

httpv://youtu.be/XnKVsosQDVg

Il blues dell’osmizza

Ieri sera, tutti in osmizza a Malchina per il compleanno di Puc.

Al momento di ordinare, il nostro amico lascia detto il propio nome: “Metti in conto a PUC“.
“Che? Pucci pucci?“, gli rispondono da dietro il banco.
“No, Puc. P-U-C“.
“Come?”
E noi altri, tutti lì in coda, insistiamo in coro: “Si scrive PUC, Pi – u – ci!”
“Aaah, ho capito!“, chiosa l’oste soddisfatto.

E fu così che la sua ordinazione venne segnata sotto il nome: “+ C”

+ C Liviano allo strumento Serata cantante un'ottima torta!

Inside job: il documentario dell’anno

Lo scorso weekend, con un po’ di tempo libero davanti, mi sono messa a cercare delle letture che spiegassero la crisi finanziaria del 2008.
Domanda. Come scegliere tra i vari titoli (tipo Too big to fail: il crollo, Questa volta è diverso – Otto secoli di follia finanziaria, La crisi non è finita della famosa “cassandra” Nouriel Roubini) che sono andati più in voga in questo periodo?

Semplice: basta guardare un film, che può fare da buon punto d’inizio, lineare e documentato: Inside job.

httpv://www.youtube.com/watch?v=FzrBurlJUNk

La prima sensazione con cui si resta a fine visione è che le anomalie del sistema finanziario non sono delle piccole falle nascoste, ma parte robusta della cultura dominante.
Tuttora in voga, peraltro.
Concordo quindi con uno degli slogan che presentano l’opera: “Più spaventoso di qualunque film girato da Wes Craven“.

La seconda impressione è che, dal punto di vista documentaristico, è stato fatto un bel lavoro di messa a disposizione delle fonti. Ad esempio, se voglio saperne di più, vado sul sito del film. Vedo tutti i nomi dei personaggi apparsi, suddivisi per ruolo (anche quelli che hanno rifiutato l’intervista).
E con pochi click arrivo ai documenti originali.
Mi hanno colpito le dichiarazioni del professore di finanza Raghuram G. Rajan?
Le sue pubblicazioni principali sono on-line.
Il film menziona alcune parole chiave tratte dal suo articolo: “Has Financial Development Made the World Riskier?”
E’ possibile leggere il resto dell’articolo (ne traduco alcuni passaggi qua sotto).

Una cosa però mi rimane poco chiara.
Come mai in Italia questo film, che ha vinto il premio oscar 2011 come miglior documentario, non viene distribuito in nessuna sala cinematografica, e si può trovare solo in dvd?

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“Lo sviluppo del sistema finanziario ha reso il mondo più esposto a rischi?”

“Abbiamo discusso dell’eccesso di rischio corso dai sistemi finanziari. Quand’è che la scelta di correre un rischio si traduce in un rischio reale? E’ evidente come una eccessiva tolleranza nei confronti dell’assunzione di rischio ha come effetto una eccessiva volontà di finanziare investimenti reali che poi conducano ad una perdita di risorse reali della società.
Siamo ancora molto distanti dall’avere tutte le risposte su come ridurre i rischi dell’instabilità finanziaria. Sembra ovvio che si dovrebbero usare tutte le innovazioni che la finanza ha creato in modo da evitare che le forze del mercato creino rischi eccessivi. Va trovato un equilibrio tra i limiti di Scilla (l’intervento eccessivo) e Cariddi (la fiducia che il mercato troverà sempre la via corretta spontaneamente).
Alcune riflessioni comunque devono essere dedicate al tentativo di influenzare il sistema di incentivazione con bonus destinato ai manager degli istituti finanziari.
Inoltre non deve essere indebolita la destinazione di risorse ai sistemi di sicurezza sociale
– qui immagino che parli dei sistemi di welfare – come strumento di suddivisione del rischio tra diverse generazioni.”

Anche “Wall street 2” non è male

Una recensione del film “Wall street 2 (il denaro non dorme mai)” dice:
“Oliver Stone torna sui suoi passi rivisitando un proprio personaggio. In questi casi si tratta sempre di operazioni rischiose ma l’operazione è riuscita. Non poteva essere diversamente, vista la materia offerta dalla recente crisi finanziaria di cui ancora a lungo pagheremo le conseguenze.”

Concordo.

Una delle cose che mi hanno colpito nel film è come il giovane protagonista accetti, per almeno due volte, dei ricatti. Come parte “normale” del sistema delle relazioni e dei rapporti di forza.

Inoltre, a differenza del primo, questo secondo capitolo dedica non poco spazio ad alcune vicende famigliari, usando lo stile della commedia romantica.
Strano. Cosa c’entrano?
Forse, questi elementi addolciscono la trama, e permettono di farla passare più facilmente attraverso i pensieri dell’osservatore.
Che non può non notare, nel frattempo, uno dei messaggi principali.
La recidività umana nel produrre comportamenti sociali non sostenibili.

httpv://www.youtube.com/watch?v=OqWHn1zrYaQ

“Cosa fanno Pina Bausch e i suoi ballerini a Wuppertal?”

occhi occhi occhi... i manifesti dei film personaggi di cartone sotto il palco Il Miela mezz'ora prima dello spettacolo

Sono le otto di sera.
Esco veloce, corro incontro al bus, l’autista si ferma per me e mi raccoglie.
Entro al teatro.
Al bar del teatro c’è un gruppo che parla in francese; arriva una signora minuta col caschetto grigio che dice cose in inglese; in programma c’è un documentario tedesco con sottotitoli in italiano.
La sala è vuota, manca mezz’ora… tiro fuori il mio panino al formaggio. C’è una sola altra persona nella platea: un tipo in ultima fila. Anche lui mangia un panino.
E dopo un po’ comincia ad arrivare il pubblico. C’è chi si sistema dicendo: “Prendiamo lo stesso posto dell’altra volta?”
Entra un terzo tipo col panino, che aggiunge: “Xè teatro? xè un concerto? cossa xè stavolta?”
In questi giorni c’è la rassegna di film poco noti “I mille occhi”. Logo rosso e poster in toni di grigio.
Tende vermiglie di velluto pesante, lamiera zincata e gradini anch’essi grigi.
Tante donne sui manifesti, scene di film d’altri tempi.
Addento ancora una mela rubizza.

Annamaria Percavassi prende posto in terza fila, come me. E mi riconosce.
“Sono tornata da due mesi in Costarica, ero dai nipoti“, mi racconta. “Stagione delle piogge: ogni giorno almeno un’ora di acquazzone, acqua che viene giù col secchio, e poi torna il sole battente, ed è di nuovo tutto secco… asciutto, dài.”
Dopo un po’ mi giro: ora la sala è mezza piena, e molte delle persone che aspettano, leggono.

La signora col caschetto grigio è Gisela Tuchtenhagen, l’aiuto regista dell’autore del documentario, Klaus Wildenhahn.
Il film è dell’83 e mostra venti giorni di prove dei ballerini di Pina Bausch… un’esplosione di corpi.
E penso alla libertà, alla libertà, all’autonomia.

Quando esco a fine film, il signore del panino in fondo alla sala mi saluta. “Conosce Annamaria Percavassi? Ha collaborato insieme a lei ad Alpe Adria?”
“Magari“, gli faccio io.
Non siamo addetti ai lavori. Siamo solo quel tipo di persone che si vedono alle iniziative come queste.

httpv://www.youtube.com/watch?v=LNfmsHUIkTA

Largo vuoto

Una settimana da sola, anzi, nove giorni, mentre Dado è a Cernusco.
E ci sentiamo tre-quattro volte al giorno, almeno. Messaggi, telefonate, foto, storie della nazionale.
E io ho preso ferie, e quindi accentuo l’effetto straniante.

Il weekend in dacia. Scrocco un pernotto in più.
Il lunedì a Rovigno. La comunità delle italiane intona “un mazzolin di fiori”.
Il martedì e il mercoledì al mare. Ricomincio a mappare i fondali a nuoto.
I pomeriggi alla casa vecchia. Ordine, scatole, mobili, bidone aspiratutto.
Giovedì al lavoro. Giusto per non perdere il vizio.
Venerdì da Esatto, alle Poste, alla Coop.
Insalata pranzo e cena, tè, tisana, tè.
Sposto il detersivo. Il suo nuovo posto è in cucina: ovvio, la lavatrice è lì!
E la sera la radio, la mattina la radio.
Dormo sola, sveglia sola, tutto in ordine quanto mi pare.
Gelato da Toni. Gelato da Crema e Cioccolato.
Luce, un po’ di pioggia, luce.
Dormo sola, sveglia sola, sogno.
Sembra un’ascesi.

Sogno persone di 42 anni che non conosco, un brivido.
Sogno di avere l’incarico di leggere le parole di saluto a Matteo.
Sogno un concerto dei Deja, due pezzi, due classici. Di te dei no non so e Laila. E io nel sogno ballo al loro concerto. Sono quasi brava come Giulia, la ballerina ufficiale. Faccio delle figure con tuffi, e mimo l’acqua col ghiaccio che sfrigola, e volo. Sogno lucido, nei salti resto su più del delfino.
E mi ricordo che l’arte è istinto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=jOD2oacOhwg