Inside job: il documentario dell’anno

Lo scorso weekend, con un po’ di tempo libero davanti, mi sono messa a cercare delle letture che spiegassero la crisi finanziaria del 2008.
Domanda. Come scegliere tra i vari titoli (tipo Too big to fail: il crollo, Questa volta è diverso – Otto secoli di follia finanziaria, La crisi non è finita della famosa “cassandra” Nouriel Roubini) che sono andati più in voga in questo periodo?

Semplice: basta guardare un film, che può fare da buon punto d’inizio, lineare e documentato: Inside job.

httpv://www.youtube.com/watch?v=FzrBurlJUNk

La prima sensazione con cui si resta a fine visione è che le anomalie del sistema finanziario non sono delle piccole falle nascoste, ma parte robusta della cultura dominante.
Tuttora in voga, peraltro.
Concordo quindi con uno degli slogan che presentano l’opera: “Più spaventoso di qualunque film girato da Wes Craven“.

La seconda impressione è che, dal punto di vista documentaristico, è stato fatto un bel lavoro di messa a disposizione delle fonti. Ad esempio, se voglio saperne di più, vado sul sito del film. Vedo tutti i nomi dei personaggi apparsi, suddivisi per ruolo (anche quelli che hanno rifiutato l’intervista).
E con pochi click arrivo ai documenti originali.
Mi hanno colpito le dichiarazioni del professore di finanza Raghuram G. Rajan?
Le sue pubblicazioni principali sono on-line.
Il film menziona alcune parole chiave tratte dal suo articolo: “Has Financial Development Made the World Riskier?”
E’ possibile leggere il resto dell’articolo (ne traduco alcuni passaggi qua sotto).

Una cosa però mi rimane poco chiara.
Come mai in Italia questo film, che ha vinto il premio oscar 2011 come miglior documentario, non viene distribuito in nessuna sala cinematografica, e si può trovare solo in dvd?

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“Lo sviluppo del sistema finanziario ha reso il mondo più esposto a rischi?”

“Abbiamo discusso dell’eccesso di rischio corso dai sistemi finanziari. Quand’è che la scelta di correre un rischio si traduce in un rischio reale? E’ evidente come una eccessiva tolleranza nei confronti dell’assunzione di rischio ha come effetto una eccessiva volontà di finanziare investimenti reali che poi conducano ad una perdita di risorse reali della società.
Siamo ancora molto distanti dall’avere tutte le risposte su come ridurre i rischi dell’instabilità finanziaria. Sembra ovvio che si dovrebbero usare tutte le innovazioni che la finanza ha creato in modo da evitare che le forze del mercato creino rischi eccessivi. Va trovato un equilibrio tra i limiti di Scilla (l’intervento eccessivo) e Cariddi (la fiducia che il mercato troverà sempre la via corretta spontaneamente).
Alcune riflessioni comunque devono essere dedicate al tentativo di influenzare il sistema di incentivazione con bonus destinato ai manager degli istituti finanziari.
Inoltre non deve essere indebolita la destinazione di risorse ai sistemi di sicurezza sociale
– qui immagino che parli dei sistemi di welfare – come strumento di suddivisione del rischio tra diverse generazioni.”