Il mondo è clamorosamente imperfetto

autoritratto

L’altra notte ho sognato di essere, con Barbara, in un internet point.
Sugli schermi dei pc, non dei monitor funzionanti, ma dei videogiochi a labirinto, completi di sferetta metallica, che doveva trovare la sua strada come in un flipper. Ci inoltriamo tra la folla fino all’unico pc funzionante. Dapprima Barbara era insicura, in mezzo a troppi nerd, poi ha preso possesso del mouse anche lei: “Qual è la password, qual è la foto da scaricare?”

L’altra notte ho sognato di essere vestita in modo molto sexy, in un ambiente completamente maschile. Abiti rossi e neri, tacchi forti, gonna stretta, cappotto a falde larghe. Scendo le scale di un albergo finlandese, i piani si inoltrano tra luci sfavillanti. La vista si apre davanti ad un ristorante-casinò. Sono sul ponte sotterraneo di una nave da crociera.

L’altra notte ho sognato di andare sul lungomare in taxi. Ad improvviso, poco dopo Muggia, dico “Stop!”, e salto fuori dalla porta, alla vista di un conoscente in barca. “Anche io voglio prendermi una barca”, dico. “Una barca a remi, piccola, quanto basta per allontanarsi dalla costa. Non sentire più il rumore del traffico. Fermarsi a leggere circondata dall’acqua”.

Frasi ipnagogiche

L’altra notte ho sognato di avere i capelli tutti per aria (come d’altronde mi accade spesso anche dal vivo), di sedermi su una panchina a Roiano, e di incontrare un addetto della “Parruccheria”, che mi diceva così: “Occhio, che ti viene in testa il tentacolo della medusa istriana!”

La notte dopo, Dado ha sognato di essere ad una conferenza piuttosto noiosa, e di prendere nota di queste parole: “Ghiribizzi intellettuali in forma di assoluto“. Da sveglio, dopo averci pensato per un po’, ha deciso che tutto sommato era una frase sensata!
sommaco forever

Dialoghi improbabili

E’ sabato mattina. Io mi alzo per prima.
So che a Dado piace poltrire, quindi faccio colazione, aggiorno un po’ il blog.
Un paio d’ore dopo, vado a svegliarlo.

P: Buongiorno Dado, sono le dieci e mezza!
D: Tu non sai con chi ho chiacchierato dieci minuti fa!
P: Con chi hai chiacchierato?
D: Con Steve Jobs. In italiano!!!

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La musica che mi fa stare bene

Ho sognato di cantare le canzoni dei nostri amici Déja; di passeggiare sulla spiaggia e di incontrare la conchiglia narrata da Serena, sì, proprio la conchiglia che risponde, e che mi parla della sua storia…

Mi tuffo nei riflessi, il cielo che si specchia, ascolto le maree, il loro naufragare…
Non ho àncora che fermi, nè timone che decida, la forza delle onde mi invita a mareggiare.
Vorrei vedere il mondo, vorrei vedere il sole; toccare un po’ quel cielo riflesso sul mio mare.
Come ogni conchiglia, sono occhio di mare
e viaggio,
viaggio…

Il fondo blu dell'acqua Le luci sul pelo dell'acqua

Déja – Conchiglia from solardevice on Vimeo.

“Sogno mica tanto divertente, un poco horror-fantasy”

Franci l’altro giorno era a casa, con l’influenza. Proprio per il suo compleanno! Sono andata a trovarla la sera e il pomeriggio successivo. La mattina mi ha mandato un messaggio, che diceva esattamente così:

Stanotte ho sognato che dovevo attraversare un bosco, una lunga camminata di due ore. E c’erano dei peluches a forma di animali, che se li toccavo mi rincorrevano! Allora trovavo un monitor tipo videogioco e capivo il senso del tragitto. Ogni animale che evitavo erano tot punti che io accumulavo, e pure il percorso era tutto accidentato, con tronchi appesi al cielo (!!), paludi, colline verticali da scalare, armadi entro cui entrare pieni di questi peluches che non potevo toccare…
Alla faccia della febbre!
Mi sono svegliata, e non ti dico come ho guardato perplessa l’orso accanto al mio letto…

orsetto

Sogno all’incontrario

Di solito la notte, quando sogno di usare la macchina fotografica, c’è sempre qualcosa che non funziona nell’apparecchio, perchè gli scatti non si possono conservare veramente, e i pulsanti non consentono di ottenere quello che si vuole.

Questa notte, invece, ho sognato di fare foto, e la macchina fotografica funzionava perfettamente. Il pulsante di visualizzazione permetteva di vedere correttamente tutti gli scatti appena fatti, andavo avanti e indietro e li ritrovavo tutti in ordine. Peccato che, anche questa volta, nel sogno c’era qualcosa di sospetto. Infatti, nella realtà, sulla macchina fotografica piccola il pulsante di visualizzazione è proprio l’unico che è rotto…

the sky

Le delizie attorno a casa

Stanotte ho sognato che andavo a provare la nuova gelateria che si trova in piazzetta Belvedere, consigliata da Francesca.
Facile realizzare questo sogno: oggi a fine pomeriggio ci sono andata! E’ effettivamente un posto particolare, che fa il gelato artigianale veramente preparato a mano. Gusti insoliti: fico e liquirizia, per esempio, e devo dire: meritavano! Quindi ci tornerò: Toni Lamponi, a presto!

Poco dopo sono passata in Officine Dada, da Max, e l’ho trovata piena di bici. Max mi ha detto: “Sto facendo uscire l’uomo di Neanderthal che è in me”. Stava raddrizzando un cerchione a colpi di mazzetta (garbati, devo dire).

A seguire son passata in giardinetto, e poco dopo ho sentito un fischio di Dado che mi raggiungeva: ovviamente stava passando proprio di là!

Ora è arrivato il momento clou della serata: il concerto di Santana in piazza Unità, è il momento di uscire, andiamo!

fico e liquirizia toni lamponi officine Dada le rose del giardinetto

Sogni o disegni?

Sabato scorso, come in un ritorno ai vecchi tempi, ho completato due disegni in un giorno solo.
La sera, prima di andare a dormire, sono andata a riguardarli, col tipico piacere di chi ricontrolla la creazione appena nata e ormai autonoma, come se fosse spuntata a sorpresa per conto suo.

La notte successiva, ho sognato di cercare di nuovo gli ultimi due disegni fatti, perchè li volevo mostrare a qualcuno. Poichè i sogni sono sempre imperfetti, i disegni che riuscivo a trovare erano sempre diversi, generati casualmente dalle fantasie oniriche: dalle carte varie spuntavano decine e decine di disegni, ma mai quelli che stavo cercando. Alla fine mi ritrovavo con un plico alto così di opere: la fissazione alla ricerca notturna aveva fatto moltiplicare infinitamente i lavori realizzati, e ovviamente non aveva appagato il desiderio di rivedere gli ultimi due.

Mi sono ricordata le parole di un vecchio amico che si occupa di grafica: “Quando ho appena completato un’opera, devo tenerla vicino al comodino anche quando dormo, per soddisfare un eventuale bisogno impellente di riguardare com’è venuta anche di notte”.

carla soft