Il mondo è clamorosamente imperfetto

autoritratto

L’altra notte ho sognato di essere, con Barbara, in un internet point.
Sugli schermi dei pc, non dei monitor funzionanti, ma dei videogiochi a labirinto, completi di sferetta metallica, che doveva trovare la sua strada come in un flipper. Ci inoltriamo tra la folla fino all’unico pc funzionante. Dapprima Barbara era insicura, in mezzo a troppi nerd, poi ha preso possesso del mouse anche lei: “Qual è la password, qual è la foto da scaricare?”

L’altra notte ho sognato di essere vestita in modo molto sexy, in un ambiente completamente maschile. Abiti rossi e neri, tacchi forti, gonna stretta, cappotto a falde larghe. Scendo le scale di un albergo finlandese, i piani si inoltrano tra luci sfavillanti. La vista si apre davanti ad un ristorante-casinò. Sono sul ponte sotterraneo di una nave da crociera.

L’altra notte ho sognato di andare sul lungomare in taxi. Ad improvviso, poco dopo Muggia, dico “Stop!”, e salto fuori dalla porta, alla vista di un conoscente in barca. “Anche io voglio prendermi una barca”, dico. “Una barca a remi, piccola, quanto basta per allontanarsi dalla costa. Non sentire più il rumore del traffico. Fermarsi a leggere circondata dall’acqua”.

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