Formaggio con le fragole

Il terzo giorno di viaggio, martedi’ 19, e’ stato dedicato al trasferimento e alla programmazione del viaggio. Quaranta chilometri di pedalata da Amsterdam a Lisse, a destra campi di patate e a sinistra nuvoloni incombenti che per fortuna non si sono mai fatti troppo vicini.
Pranzo veloce a meta’ pedalata, con fragole e formaggio recuperati a uno spaccio. Pernotto in un bed&breakfast delizioso e sperduto, tra le mucche, le pecore e gli uccelli numerosi.

Dopo cena, al ritorno da una visita al mulino vicino col tramonto della tarda sera, abbiamo fatto conoscenza col proprietario del B&B, un fotografo professionista di nome Martin. E’ sua la foto del primo invito al parco di Keukenhof, di sedici anni fa: una immagine di tulipani in gruppo, alcuni cadenti e altri che curvano verso l’alto; non come le solite foto di fiori disposti come soldatini super diritti, che gli vengono chiesti dai venditori di bulbi.

pranzo fragole e formaggio molti segni per le bici mucche vicino al B&B B&B in mansarda
il nostro primo mulino Tramonto a Lisse canali vicino al B&B Martin

Una giornata ad Amsterdam

Lunedi’ pomeriggio, dopo un classico giretto nel centro, e’ stato il momento dei ritrovi con amici che, per motivi di lavoro e di ricerca scientifica, si sono trasferiti per un periodo ad Amsterdam: Max e Checco.
Max ci ha portati in un locale che ricorda un po’ l’osmizza triestina, un posto dove abbiamo potuto prendere birra fatta in casa, uova sode, formaggio e salame. Il tutto restando all’aperto, sotto gli alberi e un imponente mulino. Il mulino e’ tuttora attivo, lo si vede in funzione quando viene fatta la birra.
A cena ci ha raggiunti anche Checco, e cosi’ si e’ realizzato un mini ritrovo GAUSS, il gruppo di studenti di scienze che era attivo all’universita’, organizzando eventi e convegni, e tra gli invitatati poteva annoverare premi Nobel, con cui poi gli studenti andavano a mangiare la pizza a fine manifestazione…

Parcheggio bici al coperto Attraversamento bici bici fiorita IMG_0083
Amsterdam centro Quasi osmizza Checco, Max, Palla e Dado Segnali per la bici

TranZbag

Eccoci qua, siamo partiti, siamo in viaggio, itineranti!
Domenica mattina l’avventura e’ iniziata, e abbiamo subito imparato una parola nuova: TranZbag. Era quello che la signora capotreno, al confine svizzero, sbraitava al nostro indirizzo, insieme a “forbidden, forbidden!”. In quel momento stavamo realizzando che sul Cisalpino non era possibile portare le bici, nemmeno nella borsa, come ci avevano consigliato alla biglietteria di Trieste (e dire che l’anno scorso avevamo potuto caricare le bici normalmente… brutti cambiamenti!).
Stando alla capotreno dovevamo immediatamente scendere, noi e le nostre vietatissime bici che avevamo rinchiuso nelle TranZbag. Quando le abbiamo detto che avremmo dovuto esser rimborsati del resto del biglietto fino ad Amsterdam, ha abbandonato il ventesimo “forbidden” e ha proposto un patto: restare sul treno, solo per questa volta, e poi mai piu’! Bici NEIN!!!

All’arrivo a Basilea, dopo aver bevuto la spremuta d’arancia piu’ cara del mondo, abbiamo verificato che sulle tratte successive la bici era di nuovo autorizzata, e che c’erano anche delle soluzioni alternative per il ritorno. E cosi’, nuovamente a posto, abbiamo potuto spacchettare le cosiddette Tranzbag e rimontare le bici (con tanta santa pazienza, inutile dirlo…).
[Edit: visto che ce lo chiedete, per la cronaca le TranzBag morbide sono costate circa 48€ l’una; le semi-rigide venivano intorno ai 90-100€, quelle rigide ancora di più]

TranZbag Dado rimonta le bici cenetta a Basilea la banda di Basilea
Le nostre bici Paola in viaggio Stazione di Basilea di notte Arrivo alla stazione di Amsterdam

Ore cinque del pomeriggio, Basilea, bici pronte e bagagli montati sul portapacchi. C’era tempo per fare un giretto in centro prima di ripartire col treno della notte. Appena abbiamo messo in azione il pedale, ci siamo sentiti di nuovo comodi, liberi, e finalmente in vacanza.
C’e’ stata giusto giusto una pausa di sole tutta per noi, prima della pioggerellina sulla nostra cena all’aperto, che ci ha costretti a rientrare in stazione. Proprio quel che bastava per intercettare una scenetta folcloristica svizzera: il corteo di una banda in costume che era appena tornata da Winterthur, dopo una competizione musicale che, a quanto pare, aveva vinto.

Lunedi’ mattina, cioe’ oggi, siamo sbarcati sulla Luna, cioe’ ad Amsterdam, e la prima cosa che ci ha portato l’aria dell’Olanda e’ stato… il vento! Bon che avevamo con noi sciarpa e guanti, si sapeva. E per il resto, inutile dirlo: questo e’ il pianeta della bici, l’occhio si adatta subito, ci sono piu’ bici che persone, lo avevamo detto, no?

Olanda aspettaci, stiamo arrivando…

Oggi, venerdì, è l’ultimo giorno che si corre e si lavora, l’ultima immersione col naso turato e l’apnea.
Domenica prossima, tra due giorni, sarà il momento di riemergere e partire: l’Olanda ci aspetta, e avremo a disposizione tre settimane di tempo per girarla a volontà!
Abbiamo deciso di andarci col treno, perchè i trasferimenti con gli aeroporti e le bici ci sono parsi relativamente scomodi. E così in un giorno filato di viaggio saremo ad Amsterdam, facendo un solo cambio a Basilea. Avremo un paio di amici da incontrare lungo il nostro percorso, e controlleremo se è vero il detto che dice: “in qualunque direzioni vorrai pedalare in Olanda, avrai sempre il vento contro” (in fondo è la terra dei mulini a vento, quindi…).
Ho voglia di aria d’Europa e di apertura mentale. La mente è già là, manca solo sentire il pedale in azione…

tulipani screziati Il tulipano svettante

Aspettando L’Olanda

Qual è il paese delle bici? Sì, dico, il paese che ha 20.000 chilometri di piste ciclabili e un numero di bici superiore a quello degli abitanti? Ma lo sanno tutti, e ovvio! Come poteva non essere una nostra meta?
Domenica prossima partiamo, bici al seguito, per il viaggio itinerante dell’anno: tre settimane a programma aperto, punto di partenza Amsterdam, e il resto si vedrà!

Giusto per gradire, per prepararci alla visita al sito più fotografato al mondo, il parco di Keukenhof, ripassiamo un attimo le foto dell’ultima indigestione di tulipani fatta ad Arboretum…

misto biancogiallo screziati campetti che accostamenti...
ma dall'alto... doppio strati un po' di bianco
svettiamo gruppi tono su tono bandiera
che colori abbondanza nonsolorosa super red