TranZbag

Eccoci qua, siamo partiti, siamo in viaggio, itineranti!
Domenica mattina l’avventura e’ iniziata, e abbiamo subito imparato una parola nuova: TranZbag. Era quello che la signora capotreno, al confine svizzero, sbraitava al nostro indirizzo, insieme a “forbidden, forbidden!”. In quel momento stavamo realizzando che sul Cisalpino non era possibile portare le bici, nemmeno nella borsa, come ci avevano consigliato alla biglietteria di Trieste (e dire che l’anno scorso avevamo potuto caricare le bici normalmente… brutti cambiamenti!).
Stando alla capotreno dovevamo immediatamente scendere, noi e le nostre vietatissime bici che avevamo rinchiuso nelle TranZbag. Quando le abbiamo detto che avremmo dovuto esser rimborsati del resto del biglietto fino ad Amsterdam, ha abbandonato il ventesimo “forbidden” e ha proposto un patto: restare sul treno, solo per questa volta, e poi mai piu’! Bici NEIN!!!

All’arrivo a Basilea, dopo aver bevuto la spremuta d’arancia piu’ cara del mondo, abbiamo verificato che sulle tratte successive la bici era di nuovo autorizzata, e che c’erano anche delle soluzioni alternative per il ritorno. E cosi’, nuovamente a posto, abbiamo potuto spacchettare le cosiddette Tranzbag e rimontare le bici (con tanta santa pazienza, inutile dirlo…).
[Edit: visto che ce lo chiedete, per la cronaca le TranzBag morbide sono costate circa 48€ l’una; le semi-rigide venivano intorno ai 90-100€, quelle rigide ancora di più]

TranZbag Dado rimonta le bici cenetta a Basilea la banda di Basilea
Le nostre bici Paola in viaggio Stazione di Basilea di notte Arrivo alla stazione di Amsterdam

Ore cinque del pomeriggio, Basilea, bici pronte e bagagli montati sul portapacchi. C’era tempo per fare un giretto in centro prima di ripartire col treno della notte. Appena abbiamo messo in azione il pedale, ci siamo sentiti di nuovo comodi, liberi, e finalmente in vacanza.
C’e’ stata giusto giusto una pausa di sole tutta per noi, prima della pioggerellina sulla nostra cena all’aperto, che ci ha costretti a rientrare in stazione. Proprio quel che bastava per intercettare una scenetta folcloristica svizzera: il corteo di una banda in costume che era appena tornata da Winterthur, dopo una competizione musicale che, a quanto pare, aveva vinto.

Lunedi’ mattina, cioe’ oggi, siamo sbarcati sulla Luna, cioe’ ad Amsterdam, e la prima cosa che ci ha portato l’aria dell’Olanda e’ stato… il vento! Bon che avevamo con noi sciarpa e guanti, si sapeva. E per il resto, inutile dirlo: questo e’ il pianeta della bici, l’occhio si adatta subito, ci sono piu’ bici che persone, lo avevamo detto, no?

4 pensieri riguardo “TranZbag”

  1. per il viaggio d ritorno c’è sempre la possibiltà che vi vengo a prendere con il camper con tutte le bici… alla faccia di quel capotreno del cisalpino e di tutti i suoi “forbidden”…

  2. Per fortuna le ferrovie tedesche offrono una valida alternativa: amsterdam
    Milano diretto con trasporto bici. Se lo sapevamo prima lo usavamo pure alla andata! Gra le x la offerta camper. Baci. Po

  3. Ciao Cristina.
    le TranzBag morbide sono costate circa 48€ l’una; le semi-rigide venivano intorno ai 90-100€, quelle rigide ancora di più. la marca non me la ricordo…
    l’ho messo anche nell’articolo, se a qualcuno interessa.
    ciao, Davide

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