Una luce al risveglio

Questo venerdì è stato presentato a Firenze, in anteprima assoluta, il nuovo video per “Lenzuolata”, canzone originale e caratteristica, parte del loro secondo album “Laila”.
Il videoclip, su soggetto e sceneggiatura di Serena Finatti, girato negli ultimi giorni di settembre a Rigomagno, porta infusa la collaborazione di molti amici e professionisti. Per tutti noi che ne sappiamo la storia, vederlo entrato ormai definitivamente nel mondo reale, è come sapere che dal sogno ci si può non staccare più.

Da oggi è online il video completo: eccolo, una primizia del mattino!!

httpv://youtu.be/XnKVsosQDVg

E c’era una lettera dalle iscrizioni d’oro…

Domenica scorsa, dopo una minestra di grano saraceno, l’insalata, le castagne, i fiori di tè, abbiamo giocato a “C’era una volta”.

I nostri amici Déja ci hanno trasportati in un altro mondo!
Stare ad ascoltare gli altri che intrecciavano gli eventi era così avvincente che ci si dimenticava del proprio turno.
Tra mille storie e fiabe inventate, ci affezionavamo ai personaggi e li facevamo tornare fuori a più puntate!

Quando si sa fare buon uso della fantasia, continuare il gioco a lungo è più divertente che chiudere presto e vincere.

carte, fiori e tè

Suoni dall’Est

Sabato scorso, non era passato molto tempo dal viaggio in Ungheria, e ho rivisto Sandor, a casa di Andrea e Serena.
I nostri amici Deja avevano organizzato un “house concert”, un concerto vero e proprio nella calda atmosfera del loro salotto.
Sandor ha iniziato presto con il suo racconto: “Avete davanti a voi una persona che proviene dall’Oriente“.
Ci ha spiegato che, nel brano “rapsodia ungherese”, ha fuso sedici pezzi tradizionali dalla musica popolare del suo paese d’origine. Lo aveva proposto per la prima volta in Spagna, paese che è patria della chitarra, ed è riuscito comunque a superare l’imbarazzo del senso di confronto con gli altri chitarristi spagnoli in rassegna. Perchè “La musica non è competizione. La musica è voce dell’anima“.

L’immaginazione non è una cosa che sta ferma. E’ una cosa che si muove…

Uno dei brani più originali del nuovo album dei Deja, Laila, è “Lenzuolata”.
Nel mio immaginario, la storia in cui le lenzuola pendolano al vento viene arricchita da passi di ballerine che danzano sul filo come funamboli.
Questo nel testo originale non c’è. Ma è ovvio che una creazione, una volta data al mondo, poi può camminare ancora ed arricchirsi!

Comunque qualcosa succederà davvero. Ci saranno ancora nuove storie collegate a questa canzone.
In questi giorni Andrea e Serena hanno un progetto per cui stanno facendo una raccolta di lenzuola.
Chissà a cosa serviranno?
Noi gliene abbiamo già portato uno qualche settimana fa… era il primo!
L’unica cosa che si può dire è che in questo momento ne mancano ancora cinque (ma come mai, serve un numero preciso di lenzuola?)
Matrimoniali o singole, non ha importanza, però devono essere bianche, oppure molto chiare.
Questo sabato andremo a casa dei nostri amici, e se qualcuno vorrà prestare delle lenzuola (che poi verranno restituite così come stanno), noi gliele potremo portare…

foglie nel vento lavori in corso

Pennelli in mano

Questa domenica, col sole fuori, l’idea migliore poteva sembrare fare un bel giro al sole.
E invece la tavola sgombra inondata di luce e la giornata completamente libera, erano proprio adatte per ritornare ad una vecchia passione.
Ho guardato l’ultima data annotata sui colori per stoffa… troppo tempo che non ne compravo di nuovi.

Ricominciare a dipingere dopo tanto tempo dedicato al disegno, sulle prime è come guidare col freno a mano. L’impasto denso scorre piano sul cotone, non è come la grafite che corre alla velocità della mente.
Però dopo un po’ le tecniche si mescolano. Come i colori sulla tavolozza.
E alla fine intingo veloce la punta nel verde, nel giallo, nel viola…
Riecco il metodo: tutti i colori dappertutto.

prova colore primo abbozzo metà dell'opera incrocio tra temi

Largo vuoto

Una settimana da sola, anzi, nove giorni, mentre Dado è a Cernusco.
E ci sentiamo tre-quattro volte al giorno, almeno. Messaggi, telefonate, foto, storie della nazionale.
E io ho preso ferie, e quindi accentuo l’effetto straniante.

Il weekend in dacia. Scrocco un pernotto in più.
Il lunedì a Rovigno. La comunità delle italiane intona “un mazzolin di fiori”.
Il martedì e il mercoledì al mare. Ricomincio a mappare i fondali a nuoto.
I pomeriggi alla casa vecchia. Ordine, scatole, mobili, bidone aspiratutto.
Giovedì al lavoro. Giusto per non perdere il vizio.
Venerdì da Esatto, alle Poste, alla Coop.
Insalata pranzo e cena, tè, tisana, tè.
Sposto il detersivo. Il suo nuovo posto è in cucina: ovvio, la lavatrice è lì!
E la sera la radio, la mattina la radio.
Dormo sola, sveglia sola, tutto in ordine quanto mi pare.
Gelato da Toni. Gelato da Crema e Cioccolato.
Luce, un po’ di pioggia, luce.
Dormo sola, sveglia sola, sogno.
Sembra un’ascesi.

Sogno persone di 42 anni che non conosco, un brivido.
Sogno di avere l’incarico di leggere le parole di saluto a Matteo.
Sogno un concerto dei Deja, due pezzi, due classici. Di te dei no non so e Laila. E io nel sogno ballo al loro concerto. Sono quasi brava come Giulia, la ballerina ufficiale. Faccio delle figure con tuffi, e mimo l’acqua col ghiaccio che sfrigola, e volo. Sogno lucido, nei salti resto su più del delfino.
E mi ricordo che l’arte è istinto.

httpv://www.youtube.com/watch?v=jOD2oacOhwg