E’ primavera

Primavera anticipata, quest’anno, è più che evidente. Non lo dicono solo le temperature e la luce, ma anche gli alberi in fiore già da tempo, già da prima che ce ne rendessimo conto. Nel giardinetto di via Boccaccio, la rosa gialla è esplosa diverse settimane fa. A Barcola si può stare in costume, e i temerari fanno il bagno (per i non triestini: vanno a nuotare, n.d.r.).

Oggi pomeriggio, Dado ed io ci siamo piazzati in terrazza per ore, con brandina e materassino, a leggere o scrivere. Il sole scaldava per bene: che bella dose di luce e calore.

jengajenga!

domenica sera sono venute le locuste Dodo e Bibi a cena da noi. L’occasione fa il Dado cuoco, e così ho preparato una pizzona, come al solito davidaola-style.
Dopo cena è partita la super mega sfida a jenga. Devo dire che i pezzi dello jenga originale, pagato un pacco di soldi, non sono migliori, più rifiniti, o semplicemente più uniformi di uno jenga qualsiasi non di marca, la torre pareva cadesse già dopo aver tolto tre blocchetti… invece la partita è stata ottima, lunga e con dei colpi di classe notevoli per far stare in piedi la torre.
anche stavolta abbiamo le prove 🙂

La befana

la mia befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, anzi no, intere. ricominciamo…
la mia befana vien di notte con le calze colorate, ma però una del colore diverso dall’altro
ecco, questa sì =)
buongiorno!

consigli…

beh, insomma, nella seconda serata di annunci matrimoniali, nel senso che raccontiamo agli amici che ci sposiamo, siamo andati in un bel locale a sentire musica e a fare un brindisi assieme a Dodo e Bibi.
io e Paola ci siamo lanciati nei balli, e a un certo punto salta fuori un omone, visibilmente allegro, con la ridarola fissa, che si scassa un po’ cercando di ballare, o di fermarsi dal ballare. mi fa, in triestino, ovviamente:

lui: ma te sa che mia moglie me sta zercando (mostrando il telefonino) de due ore e no la sa ancora dove che me son perso…
io: e dove la se ga perso???
lui: qua me go perso!!!
— conclusione ovvia ma non priva di verità. poi continua con un paio di perle…
lui: questa xè la tua compagna?
io, orgoglione: beh, sì, xè la mia morosa. anzi, presto sposa!
lui: ma te son sicuro che ela sia convinta de ti????
— batudòni…, el mato xè in piena… altre parole confuse e poi:
lui: volève ben, come mi e mia moglie, tra una baruffa e l’altra… stasera la me fa l’ocio nero…

e allora mi sono venuti in mente questi versi di De Andrè, da Bocca di Rosa…

si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come gesù nel tempio…
si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio.

Fair she is / fata la xè

Ieri Dado ed io siamo andati, in bici, a fissare la data per il nostro matrimonio. Dado mi ha portato un mazzo di fiori con splendide gerbere di tutti i colori. E’ stata una giornata di annunci, in famiglia, tra gli amici. Possiamo finalmente dirlo a tutti: il prossimo 9 giugno 2007, ore 16:00, in Villa Revoltella, ci sposeremo.

Il giorno prima avevamo scritto in due una lettera a Martina, con le impressioni della vigilia ancora fresche. Oggi abbiamo imbucato la lettera, poco dopo aver ricevuto da lei un biglietto di auguri di Natale. Abbiamo potuto aggiungere la data scelta sulla busta, vicino ad un petalo a forma di cuore. Mentre prendevo il francobollo, Dado entrava dietro di me, e la tabaccaia gli chiedeva: “Prego?”; “Siamo insieme”, ha risposto lui.

Omaggio natalizio a Cristina

Stamattina Dado ed io abbiamo pulito una bella quantità di spinaci, controllandoli uno per uno. Il tavolo della cucina è abbastanza grande da poter essere ricoperto tutto di foglie verdi. E così, per il pranzo in famiglia della vigilia di Natale, abbiamo preparato l’insalata “alla Cristina”. La ricetta, ricevuta da lei per e-mail, si trova qui.

Cristina è la persona più vicina a me per età, professione e modo di prendere appunti. Talvolta nel suo sorriso mi specchio. Tra un mese Cristina regalerà al mondo il piccolo Tommaso. L’altro ieri ce l’ha portato in pizzeria, in una panciona enorme…

p.s. Dado dice: “omaggio natalizio? O Maggio, O Natalizio!”

Ciacole notturne

Di solito è Dado quello che parla nel sonno; se interrogato, risponde. Dice cose come: “se tu fai il sensore, io faccio l’allarme”: l’approccio è tecnico.
Ora mi ha attacccato il vizio: sembra che stanotte ho parlato nel sonno anch’io! Secondo me, avevo in mente la coreografia di un ballo di gruppo…

P (dorme): Dovremmo organizzare questa cosa… *#@…
D (sveglio): Cosa? Ripeti!
P (dorme): devono mettersi tutti da una parte…
D (sveglio): E come pensi di stare tu?
P (dorme): Ah, io starò in mezzo!

Ho suonato con Vinicio Capossela…

Oggi c’è stata la manifestazione contro il taglio delle panchine voluto dalla giunta comunale “per tenere le piazze pulite”. Con una panca in spalla, la banda di Divaccia “Donald Trumpet” ha suonato “el funeral de la panchina”. C’era anche Dado alla chitarra (beh, suonare è una parola grossa… ho grattato un po’ la chitarra… N.d.D), e il mitico Max con la “panca volante” fabbricata per l’occasione. Secondo la questura si sono radunate 2500 persone: stasera hanno fatto un servizio sul Tg3, con le riprese dall’alto di una bella piazza Unità piena di gente.

I nostri artisti non solo si sono espressi sull’argomento, ma hanno anche partecipato attivamente. Di seguito vi cito un articolo che conservo da settimane, a memoria delle idee che si possono realizzare. E poi mi sono potuta fare una foto in compagnia di Vinicio Capossela, da vera balonera panchinara…

I segatori di panchine (di Paolo Rumiz)
”Trieste non è Treviso, dove la moda delle panchine segate è cominciata con lo sceriffo-sindaco Gentilini. Eleggerei piazza Venezia come luogo di resistenza. Appenderei panchine ai lampioni, a un millimetro dal suolo per non occupare suolo pubblico. Organizzerei un pranzo – sempre con panchine – in piazza con i frati di Montuzza e una banda di belle mule a servire in tavola. Riempirei di panche piazza Unità, mobili ma implacabili, per organizzare partite di briscola sottoil naso del Primo Cittadino. Che al posto delle ‘ombrele’ si sognino le panche, notte dopo notte. Saluti.”

two pizzs two tits…

Ieri sera i nostri amicici hanno potuto apprezzare la pizza davidaola (per chi non la conoscesse già) e riempirsi la pancia di dolci portati da tutti, gnum!!

I cuochi avevano fatto le cose in ordine, ma il vero momento perfetto secondo me è stato questo. A cena inoltrata, sono arrivati i crostini con salmone e formaggio, e Chini ha preso il coltello del pane per spalmarsi il burro. Cioè, era un coltello enorme, sottile e lungo, seghettato, con cui si faceva fatica a spalmare il burrino sul fettino di pane; ecco: quello secondo me è stato il momento in cui si cominciava a stare comodi…

dado aggiunge: trattandosi di fare due pizze, seguendo la ricetta, ho fatto due tette! e come dice il saggio “du’ tits is megl che uan!”