la mia befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, anzi no, intere. ricominciamo…
la mia befana vien di notte con le calze colorate, ma però una del colore diverso dall’altro
ecco, questa sì =)

Categoria: noi
mi cun ti e ti cun mi
consigli…
beh, insomma, nella seconda serata di annunci matrimoniali, nel senso che raccontiamo agli amici che ci sposiamo, siamo andati in un bel locale a sentire musica e a fare un brindisi assieme a Dodo e Bibi.
io e Paola ci siamo lanciati nei balli, e a un certo punto salta fuori un omone, visibilmente allegro, con la ridarola fissa, che si scassa un po’ cercando di ballare, o di fermarsi dal ballare. mi fa, in triestino, ovviamente:
lui: ma te sa che mia moglie me sta zercando (mostrando il telefonino) de due ore e no la sa ancora dove che me son perso…
io: e dove la se ga perso???
lui: qua me go perso!!!
— conclusione ovvia ma non priva di verità. poi continua con un paio di perle…
lui: questa xè la tua compagna?
io, orgoglione: beh, sì, xè la mia morosa. anzi, presto sposa!
lui: ma te son sicuro che ela sia convinta de ti????
— batudòni…, el mato xè in piena… altre parole confuse e poi:
lui: volève ben, come mi e mia moglie, tra una baruffa e l’altra… stasera la me fa l’ocio nero…
e allora mi sono venuti in mente questi versi di De Andrè, da Bocca di Rosa…
si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come gesù nel tempio…
si sa che la gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio.
Fair she is / fata la xè
Ieri Dado ed io siamo andati, in bici, a fissare la data per il nostro matrimonio. Dado mi ha portato un mazzo di fiori con splendide gerbere di tutti i colori. E’ stata una giornata di annunci, in famiglia, tra gli amici. Possiamo finalmente dirlo a tutti: il prossimo 9 giugno 2007, ore 16:00, in Villa Revoltella, ci sposeremo.
Il giorno prima avevamo scritto in due una lettera a Martina, con le impressioni della vigilia ancora fresche. Oggi abbiamo imbucato la lettera, poco dopo aver ricevuto da lei un biglietto di auguri di Natale. Abbiamo potuto aggiungere la data scelta sulla busta, vicino ad un petalo a forma di cuore. Mentre prendevo il francobollo, Dado entrava dietro di me, e la tabaccaia gli chiedeva: “Prego?”; “Siamo insieme”, ha risposto lui.
Ciacole notturne
Di solito è Dado quello che parla nel sonno; se interrogato, risponde. Dice cose come: “se tu fai il sensore, io faccio l’allarme”: l’approccio è tecnico.
Ora mi ha attacccato il vizio: sembra che stanotte ho parlato nel sonno anch’io! Secondo me, avevo in mente la coreografia di un ballo di gruppo…
P (dorme): Dovremmo organizzare questa cosa… *#@…
D (sveglio): Cosa? Ripeti!
P (dorme): devono mettersi tutti da una parte…
D (sveglio): E come pensi di stare tu?
P (dorme): Ah, io starò in mezzo!
Ho suonato con Vinicio Capossela…
Oggi c’è stata la manifestazione contro il taglio delle panchine voluto dalla giunta comunale “per tenere le piazze pulite”. Con una panca in spalla, la banda di Divaccia “Donald Trumpet” ha suonato “el funeral de la panchina”. C’era anche Dado alla chitarra (beh, suonare è una parola grossa… ho grattato un po’ la chitarra… N.d.D), e il mitico Max con la “panca volante” fabbricata per l’occasione. Secondo la questura si sono radunate 2500 persone: stasera hanno fatto un servizio sul Tg3, con le riprese dall’alto di una bella piazza Unità piena di gente.
I nostri artisti non solo si sono espressi sull’argomento, ma hanno anche partecipato attivamente. Di seguito vi cito un articolo che conservo da settimane, a memoria delle idee che si possono realizzare. E poi mi sono potuta fare una foto in compagnia di Vinicio Capossela, da vera balonera panchinara…
I segatori di panchine (di Paolo Rumiz)
”Trieste non è Treviso, dove la moda delle panchine segate è cominciata con lo sceriffo-sindaco Gentilini. Eleggerei piazza Venezia come luogo di resistenza. Appenderei panchine ai lampioni, a un millimetro dal suolo per non occupare suolo pubblico. Organizzerei un pranzo – sempre con panchine – in piazza con i frati di Montuzza e una banda di belle mule a servire in tavola. Riempirei di panche piazza Unità, mobili ma implacabili, per organizzare partite di briscola sottoil naso del Primo Cittadino. Che al posto delle ‘ombrele’ si sognino le panche, notte dopo notte. Saluti.”
Divisione dei compiti / 2
Quando si piega il bucato asciutto, la biancheria della casa sta in territorio neutro. Se ci sono tre federe, ne vengono piegate subito due.
– E la terza?
– Quella la usi tu, io ho piegato già il 66 per cento.
Ci vorrebbe il seguente algoritmo: un metodo, per la divisione dei compiti, che assicuri una somma quanto più possibile vicina al cento. Gli arretrati, come l’entropia, sono sempre in aumento.
Divisione dei compiti / 1
Il bucato è il lavoro di casa che gira meglio.
Stendere il bucato a due è come la scena di un musical, un tango in cui al posto del fiore tieni un angolo del lenzuolo in bocca. Dado stende sempre i suoi panni a sinistra, io a destra; nel mezzo, i fianchi delle maglie si toccano.
Quando il bucato conta meno pezzi, si può risparmiare spazio: una festa.
– Ci sta tutto, posso chiudere l’ala dello stendino!
– Fantastico, a me l’onore.
Vi ricordo che c’è chi fa le foto alle magliette stese ad asciugare, purchè rispettino sequenze di colori ‘tono su tono’.
Il giorno della laurea di Francesca
27/09/06
Che bella giornata di sole, per la laurea della Cilla, la Pallasorellina. La sicurezza da lei dimostrata durante la presentazione della tesi non era una novità: io, dentro di me, la conoscevo già.
Dopo il rito del cartellone in giardino, tramonto in terrazza col mio Dado. I colori del cielo e dei suoi occhi si parlavano. Discorsi importanti.



















