BavieraTiroloTrentino – le foto (1)

Ma sì, dai, sentiamoci ancora per un poco in vacanza.
Recuperiamo le vecchie foto di viaggio. Quelle che non sempre riuscivamo ad inviare in tempo reale.
Ecco.
Merenda a base di mele, banane e nettarine sul cucuzzolo di Hirnsberg. Col pisolino sulle panchine. Sotto le fronde degli alberi.
C’erano un paio di merli stanziali; tutto il tempo, su e giù per quei quattro alberi vicino a noi. Evidentemente, quella era proprio casa loro.
Segnaliamo inoltre il distributore automatico di copertoni!!
Solo in Germania possono averlo! Noi l’abbiamo fotografato a Rosenheim.
Per veri amici della bici.
Passaggio del confine nuvole basse dal treno spatzel con formaggio e rotelle di cipolla facciate colorate
InnRadWeg pedalando tra le nuvole basse Schwaz fiume e monti in bici
ciclovia del fiume Inn Rosenheim, piazza principale facciate a Rosenheim cena a Rosenheim
distributore automatico di copertoni!! giochi sulle colline arate i cavalli a riposo che dissetante!

La via del ritorno

Stamattina risveglio all’ostello. Guardiamo dal balcone: nero sopra i monti, come previsto pioverà.
Colazione, bagagli e abbiamo ancora due orette e mezza da passare in città.
Visitiamo al volo due mostre. La prima “La pratica informativa dell’arte” è all’interno del Festival dell’Economia, e ci colpiscono le coloratissime opere di Davide Nido.
La seconda è una mostra di ricamo. Le 50 allieve di una scuola espongono i loro lavori dell’ultimo anno. Bisogna dire che ci sanno fare, alcune opere sono particolarmente fini e delicate.
Nel bel mezzo di una chiacchierata con una autrice -triestina trasferita a Trento- sentiamo il rombo del cielo che protesta.
Gavemo capì! Tornemo a casa!
Corsa sotto i goccioloni e ultimo saluto della vacanza dalla stazione dei treni.
Tra poco si parte e stasera saremo a casa.

La tappa più lunga del viaggio

Ora siamo a Trento.
Oggi abbiamo pedalato per 70km che separano Bolzano da Trento, tutti lungo la ciclovia dell’Adige. Che parte proprio dai ponti “storti” dietro al Museion di Bolzano (il Museo di Arte moderna e contemporanea dove lavora Ale, che avevamo visitato la mattina).
La pista è ben tenuta, panoramica, e lungo gli argini fanno compagnia ai viaggiatori tanti fioretti. Ovviamente si pedala in mezzo ai campi, ai frutteti (mele e uva Teroldego) e anche alle coltivazioni di asparagi.
Da sud, ovvero da Trento, ovvero in direzione contraria al nostro pedalare, soffiava forte un vento caldo: e ci hanno persino detto che oggi era quasi calmo rispetto al solito… noi, da ciclisti provetti, pedalavamo in scia uno dietro all’altro per ripararci, dandoci continuamente il cambio in testa.
E alla fine siamo arrivati! Giusto in tempo per la cena!
Adige ciclabile

Ciao Baviera piovosa, ciao

Ieri abbiamo pedalato solo una decina di chilometri sotto una pioggerellina fine. E in quel momento ci stava andando relativamente bene, perchè la pioggia non era troppo forte. Stavamo andando alla stazione di Wasserburg, per spostarci verso climi migliori.
E li abbiamo trovati.
In Italia.
A Bolzano.
Dopo aver cambiato cinque treni e tre stati!
Per la sera, cena-premio con gli amici bolzanini e le frittelle di mele.
E stamattina, dopo la tappa al museo di arte contemporanea e le scorte di pane con le noci, ci avvieremo di nuovo in bici verso Trento.
Il ritorno a casa sembra più vicino…
almeno a Bolzano c'é il sole! frittelle di mele frammenti di nido scomposti al museo il panettiere di bolzano

autoscatto con gli amici di Bolzano

Ritorno sull’Inn: Wasserburg

Ieri mattina abbiamo lasciato Monaco perché finalmente il sole è rispuntato. Così abbiamo preso il treno per Mühldorf e da lì abbiamo ripreso la InnTalWeg, stavolta in direzione contraria allo scorrere del fiume.
La tappa verso Wasserburg si è rivelata un continuo saliscendi, con più sali che scendi… Tra boschi e campagne abbiamo scollinato almeno trenta volte. Con alcune pendenze decisamente interessanti, 10-12%.
Risultato: Dado dopo cena ha accusato il colpo e ha avuto la febbre della domenica sera. Passata già dopo una bella dormita.
Oggi giornata di riposo per entrambi, e pioggia che ritorna a bagnare la Baviera.
Abbiamo visitato il museo della città che ci è stato gentilmente aperto nonostante il giorno di chiusura. Ben conservati tanti strumenti di artigianato locale, dai fabbri ai tessitori, farmacisti, calzolai e fabbricanti di spazzole…
Tutti ovviamente e orgogliosamente “Bayerischer”!
Addendum: non abbiamo detto che la tappa in bici è stata di circa 53km. Contando i dislivelli, sicuramente un record. Seconda cosa: ci è spesso capitato di svegliarci per aver sentito persone che parlano, cani che abbaiano, o anche uccellini che cinguettano. Qui a Wasserburg, nella camera affacciata al fiume Inn, siamo stati svegliati dal qua-qua della colonia di Germani reali che abita proprio sulla riva qua sotto.

Arte a Monaco

le centrifughe qui sono popolari davidaola e le centrifughe DomagkAtelier Davidaola super morphing
Dado esplora psichedeliaaa colori giusto un cicinin vistosi IMG_0997

La pioggia oggi non ha dato tregua.
E noi l’abbiamo combattuta infilandoci in gallerie e musei piu’ o meno nascosti a Monaco.
I musei di Monaco sono abbondanti, come gia’ detto, ma noi siamo andati a caccia di quelli piu’ particolari, cercando su internet quelli che ci ispiravano di piu’.
Il giro ha subito preso un tono “fuori dal tempo”. Alcuni musei erano chiusi (da una settimana, da un giorno, da un’ora…); altri erano luoghi ufologici e a modo loro affascinanti.
Un’ex stazione della metropolitana, dove girava a ciclo continuo il video di una performance di danza, avvenuta nello stesso luogo una settimana prima, in cui i ballerini producevano luci e suoni con i loro movimenti.
Una specie di centro sociale, realizzato in un grande edificio dall’aspetto di una ex scuola, che ospitava oltre cento artisti (ognuno con la sua “cameretta”-zona di lavoro espositiva); di questo abbiamo visto solo il dietro le quinte, alla fine di un weekend pieno di esibizioni. Luogo comunque pieno di atmosfera creativa.
E poi al museo Lothringer ci siamo soffermati su un video che mostrava i forti contrasti della Corea del Nord: palazzi incompleti e architetture omologanti e trasandate, affiancati a immagini di propaganda dai colori sgargianti e dai simboli ossessivi. Assieme alla lettura dei discorsi del dittatore, che stridevano ancora di piu’ delle foto.
Paoletta barchetta barchetta musichetta

Dalla campagna alla città

Come da previsione, stamattina il sole è rimasto a dormire e nuvole nere hanno portato pioggia e vento. Quindi i vostri eroi, invece di fare gli eroi, sono andati alla stazione di Garching e hanno preso il primo treno per Monaco. Che, anche se piove, è sempre una città da visitare.
Appena trovato posto in ostello, è venuto giù il diluvio che ci ha costretti a comprare un ombrellino (speravamo di cavarcela senza portarne uno con noi in bici).
Tra gli oltre 40 musei della città, ovviamente ci siamo fiondati all’Hypo KunstHalle per immergerci nell’arte contemporanea (niente croste vecie per noi). Abbiamo trovato un’ottima mostra sul Realismo e quindi sul rapporto tra rappresentazione e soggetto. Dagherrotipi dell’800, nature morte, dipinti che sembrano fotografie, sculture iperrealiste che vorresti dargli la mano; i soggetti variano nel tempo: spazi domestici, ritratti, paesaggi, non luoghi, città affollate, oggetti di consumo.
Per concludere: “begl”.
A cena siamo andati dal “Gildopesce” e poi in una Konditorei. Qui abbiamo scoperto che quella che noi chiamiamo torta Bavarese, qui al centro della Baviera non la chiamano così: “Nicht Bayerische! Erdbeerjougurtshmicktenkatzentorte!”. O perlomeno abbiamo capito così.
Domani e dopodomani ancora pioggia quindi ancora Monaco e musei.

Baviera, tappe 2 e 3

Rieccoci qua, connessi di nuovo ma senza possibilita’ di caricare le foto.
Immaginatevi delle dolci colline dorate di segale e grano, grandi prati verdi a righe fresche di sfalcio, e cieli blu senza nuvole. Poi un nuovo amico fiume, che si fa largo tra fianchi di abeti, e ciottoli bianchi. E una merenda a base di mele e nettarine sul cucuzzolo di Hirnsberg, e una bandana di Dado che si confonde col cielo, delle patate al burro, un gelato gigante. E una chioma bionda con frangiona tipo il cantante degli Europe anni ‘80; perche’ la parruccheria qua sembra andare forte. Queste erano le foto che volevamo caricare oggi.
Ieri, come anticipato, abbiamo lasciato il nostro primo compagno di viaggio, il fiume Inn, per inoltrarci nella Baviera bucolica verso il lago Chiemsee. Ovviamente, appena abbiamo lasciato la ciclabile dell’Inn, sono iniziati i saliscendi e gli smarrimenti a caccia del percorso. Per fortuna, ad un certo punto, ci ha aiutato una ciclista indigena di nome Fifi, una signora con lunghe trecce nere ed occhi chiarissimi. Fifi ci ha fatto strada fino a Ecking, parlandoci sempre in tedesco e pedalando cosi’ veloce da lasciarci indietro inoltrandosi su sterrati nascosti. Noi peraltro abbiamo una pronuncia tedesca perfetta, ma non sappiamo cosa diciamo…
Col nostro super evoluto e gestuale tedesco, abbiamo attaccato bottone anche a Leopold e Theresa, due vecchietti ai quali abbiamo chiesto di riempirci le borracce. Mentre loro ci raccontavano delle loro avventure sulle Dolomiti, noi dovevamo immaginare quasi tutto: la maggior parte, ovviamente, non la capivamo…
Per quanto riguarda il percorso, ieri abbiamo fatto tappa a Gstadt sul lago Chiemsee, detto “il mare della Baviera”, effettivamente grande tipo Garda o piu’. Toc veloce, visita all’isola in mezzo al lago, cena super a base di pesce di lago affumicato e in salsa agrodolce con le mele e il finocchietto. Dado ha apprezzato particolarmente l’accostamento tra la crema al cren e la simil-trota affumicata.
Oggi abbiamo continuato sulle sponde del lago, piacevolmente all’ombra delle fronde, fino al suo emissario, il fiume Alz. Ora stiamo seguendo il suo percorso, tra le anse d’acqua verde e la ferrovia, e ci facciamo scorpacciate di natura.
L’Alz si immette nell’Inn, fra una cinquantina di chilometri (tra l’altro, con queste ultime due tappe siamo arrivati a quota viaggio 200km), che stiamo valutando come fare, visto che il tempo per i prossimi giorni sembra volgere al brutto.

Siamo in Baviera!

Finalmente una giornata piena di sole. Anche troppo, visti i nasi rossi che ci siamo ritrovati la sera.
Oggi, pedalando sul lungofiume ci siamo accorti di un cippo con due aquile coronate. E dopo un po’ ci siamo resi conto che quello doveva essere il confine Austria-Germania. Bello che un confine passi inosservato! E così ci siamo ritrovati in Baviera.
Dado oggi ha pedalato col turbo: merito del latte fresco bevuto direttamente in fattoria?
Gira di qua, gira di là, poco dopo la sosta in fattoria, siamo finiti presso un laghetto molto carino, stile Lagolo ma più grande. Ci siamo fermati a fare pranzo al sacco, rilassandoci sotto le fronde degli alberi. L’acqua del lago era tiepidina e meritava farsi un toc, ma era già momento di ripartire.
Ritrovata la via, e raggiunta la quota giornaliera di 50Km, siamo arrivati a Rosenheim, da dove vi stiamo scrivendo.
La città sembra piuttosto ricca. E lo si vede dalle facciate delle case color gelato, ristrutturate di fresco – come il gelato – in tutto il centro storico.
Adesso stiamo aspettando i KaseSpatzle con le consuete rondelle di cipolla, e stiamo studiando se lasciare temporaneamente il fiume Inn per visitare domani il lago Chiemsee.
InnRadWeg chilometraggi Dado e il panorama laviamo le ruote nell'Inn...
dado e il latte fresco Laghetto a meta' giornata Rosenheim I simboli di Rosenheim

Viva l’A: primi cento chilometri

Diabolik!
Ieri niente aggiornamenti perche’ nella pur ridente cittadina di Schwaz non abbiamo trovato una connessione internet.
Che ci facevamo a Schwaz? Ci siamo fermati la’ come prima tappa del nostro viaggio lungo il fiume Inn, seguendo la InnRadWeg (pista ciclabile dell’Inn).
Fatto sta che la giornata di ieri, non piovosa ma umida e con nuvole basse, ci ha fatto apprezzare lo stesso dei bei panorami di abeti tra i batuffoli di vapore.
Da Schwaz siamo partiti alla volta di Kufstein, da dove vi stiamo scrivendo adesso, mentre beviamo un succo di mela frizzante.
Tra i 40km di ieri e i 60 abbondanti di oggi, cominciamo a sentirci le gambette…
Per familiarizzare col Tirolo e per non impensierire chi dice che mangiamo poco, ci abbiamo dato giu’ con i piatti tipici. Che poi sono tipici anche per noi triestini-imperiali…
Knodel con speck o formaggio o spinaci, da noi si chiamano gnocchi de pan. Buoni uguali. Qua in aggiunta ci mettono sopra delle rotelle di cipolla fritte o al forno molto simpatiche.
Spatzel, sempre con speck o formaggi, sono simili alla pasta butada. Salsiccie e birra fatta in casa completano il tutto.
La cosa divertente e’ che le dosi sono sempre giganti, e un paio di volte abbiamo chiesto se ci potevano incartare mezza porzione, che poi ci siamo fatti scaldare nella cucina della pensione la sera. Anche sparagnini…
Colazione con ottime torte a Innsbruck, stamattina invece solo pan burro e marmellata.
Domani si procede verso Rosenheim, e gia’ si fa capolino in Baviera…
Davidaola alla partenza!! treno-bici Innsbruck barocco nuvole basse nella valle dell'Inn
Tris di Knodel Il coniglietto ti e' stato amichevole? Dado verso Schwaz affluente del fiume Inn
Opere locali al museo di Schwaz Fortezza di Kufstein Paccottiglia tirolese Palla e Dado