Proseguiamo con il racconto del volo di ritorno da Copenhagen.
Dopo la vista sulle zone di pioggia, ad un certo punto ci siamo inoltrati nelle nubi. Tutto grigio-bianco al finestrino: non c’era più niente da vedere.
E poco dopo il cielo è riapparso. Uno spettacolo! Siamo finiti sopra una distesa di nuvole panna e ovatta. Cumuli nembi strepitosi!
La luce del sole li illuminava orizzontale: le creste, candide, erano contornate da una lucentezza radiosa! Il cielo azzurro appariva a spezzoni: era come planare su una distesa di icebergs sparsi sul mare. Pecorelle bianche fioccavano più in alto o più in basso. Un’immagine ideale da ricordare nei sogni: passaggi limpidi tra batuffoli a tutte le altezze. Sembrava di poter allungare la mano e toccarle: uno strato di cotone più leggero ricopriva, filante, il ripieno morbido e compatto. Era incredibile ricordare che in realtà si trattava di intangibile vapore. Cercavo di vedere se lo zucchero filato si muoveva e cambiava forma, ma era il nostro moto quello più rapido, perciò le nubi sembravano immutabili e perfette.
(continua…)
L’immagine è una gentile concessione del nostro amico flickeriano Xamad: i suoi cieli sono eccezionali!!!
