Rieccomi con la raccolta di foto strane.
Quelle particolari nel dettaglio, ma anche nella loro storia.
Le foglie di sommaco d’autunno, vicine e lontane, attraverso gli alberi e i cespugli.
La ruggine a medaglioni concentrici sul fianco di una lamiera scrostata.
Gli occhialini da piscina e le cipolle, che evidenziano un modo buffo di cucinare.
Le bolle d’aria a forma di bit e circuiti sulle foglie immerse nel ghiaccio ad Asti.
I cartelli con le mille vie ciclabili indicate: è la Svizzera, non è mica un posto qualunque.
Le scope che camminano da sole, nelle sculture di Land Art a Humus Park.
Le dita zebrate come tronchi di legno, pitturate un giorno a Villa Manin.
Il menisco con il mondo riflesso, nell’acqua attorno al muso di rana nello stagno.







