Nella tripletta di saggi scientifici che avevo comprato alla Libreria Antico Caffè San Marco, c’era un breve volumetto della casa editrice Il Mulino, da cui ho sempre trovato proposte valide.
Nascita e morte delle stelle di Giuseppina Micela, Direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, fa un rapido escursus sulle fasi di evoluzione dei corpi stellari, che son tutt’altro che statici, se si considerano i loro tempi ovviamente, tant’è che l’evoluzione di una stella ha un inizio e una fine, e queste fasi alimentano la fucina degli elementi chimici.
Ho potuto così completare i riferimenti che, qualche tempo fa, mi aveva suggerito il piccolo Alessandro, scuola elementare, quando mi aveva citato i miliardi di anni che ci vorranno per l’evoluzione del nostro sole: la prossima fase sarà quella dell’esaurimento delle sue riserve di idrogeno da bruciare, seguita dal collasso del nucleo e dall’espansione sotto forma di gigante rossa.
Le piccolezze dei nostri tempi si ridimensionano, quando si osservano le immense grandezze dello spazio.