Vita di Marie Curie

La biografia di Marie Curie si trovava da un po’ di tempo nella mia biblioteca tra i libri ricevuti in prestito.
Ho cominciato a leggerla al volo, trovando vicende personali e incontri con amici ricercatori che poi, nell’andare avanti dei capitoli, sarebbero diventati dei punti di riferimento della chimica e della scienza, se non dei premi nobel. Tanto per dare l’idea, nelle passegiate in montagna con Maria Curie c’era anche Einstein.

Il tono con cui è stata scritta questa biografia, datata anni ottanta, potrebbe quindi sembrare quello di una straordinaria saga famigliare e amicale immersa nella scienza dell’atomo.
Se non fosse per un’attenzione in più che l’autrice, Francoise Giraud, ha messo nell’osservare l’evoluzione del contesto storico.

Francoise Giraud, giornalista, è stata ministro della cultura in Francia.
Quindi, nella stesura di questa biografia, ha potuto sottolineare con cognizione di causa il passaggio tra le forme di finanziamento alla ricerca, nel corso della vita di Marie Curie, dal mecenatismo al finanziamento pubblico strutturato. La protagonista, unica donna che ha ricevuto due premi nobel in settori entrambi scientifici (fisica e chimica) ne ha vissuto gli effetti, dapprima girando il mondo a caccia di benefattrici, per la raccolta fondi destinata a comprare un preziosissimo grammo di radio, e poi potendo costruire e presiedere il laboratorio di radioattività oltre che la cattedra alla Sorbona, all’interno di un sistema accademico divenuto finalmente stabile.

Sembra un passaggio epocale, roba dell’altro secolo, eppure in fondo non era così tanto tempo fa.