Da oggi sono di nuovo in viaggio, per i prossimi quattro giorni, e la tappa di questo momento è una attesa di quattro ore nell’aerorto di Stoccolma.
Diego ancora non lo sa, ma il primo posto in cui mi sono buttata è il negozio di giocattoli, che mi ha subito dato un bel po’ di spunti interessanti. Ho l’impressione che i giochi spiritosi, ma che fanno comunque ragionare, qua siano più diffusi.
La seconda cosa che mi è venuta in mente è il blog di un papà italiano che vive in Svezia e che racconta le sue avventure con le figlie, che ha seguito da piccole stando diversi mesi a casa, dato che in questo paese il congedo parentale può durare molti mesi ed è possibile, ben agevolato, per entrambi i genitori. Mentre passeggiavo per il corridoio mi domandavo: chissà se l’autore del blog è da queste parti, e magari lo vedo di persona invece che in formato virtuale.
La terza tappa l’ho fatta in libreria. Già in passato mi sono presa dei libri in inglese qui, e oggi in prima linea ho visto il saggio (che in realtà sto già leggendo) che ultimamente vorrei consigliare a tutti: “il Capitale nel XXI secolo”. Bene, hanno buoni gusti.
Appena per ultimo, mi è venuto in mente il punto di ristoro, dove ho trovato un muffin gigante ricoperto di cioccolata bianca: mio!
Ora la sera sta diventando più inoltrata, l’aria del nord comincia a intrufolarsi tra le corsie, e comincio a sentir bisogno del cappottino, che stamattina dopo tanti mesi ho tirato fuori dall’armadio.
La giornata sarà ancora lunga, dato che l’ultimo volo mi porterà alla meta all’una di notte. Spero di non addormentarmi prima sul divanetto, mentre l’aereo se ne va senza di me…